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29/03/2015 - Vercelli Città - Enti Locali

VERCELLI, NEL PORTO DELLE NEBBIE ATTRACCA UN’ALTRA NAVE FANTASMA - C’è un nuovo mistero: dove è finita la fideiussione che garantiva il Comune sull’Inceneritore? - Qualcuno l’ha lasciata scadere?

Maurizio Randazzo, Enrico Demaria e Adriano Brusco vogliono sapere: che ne dice Fausto Pavia?






VERCELLI, NEL PORTO DELLE NEBBIE ATTRACCA UN’ALTRA NAVE FANTASMA - C’è un nuovo mistero: dove è finita la fideiussione che garantiva il Comune sull’Inceneritore?  - Qualcuno l’ha lasciata scadere?
Fausto Pavia, Dario Roasio, Maurizio Randazzo, Enrico Demaria, Adriano Brusco visti da VercelliOggi.it

Un’ altra nave fantasma pare attraccata nel Porto delle nebbie di Vercelli.

Il copione dell’ultimo (in ordine di apparizione) mistero impenetrabile della Pubblica Amministrazione sembra già scritto.

Anche in questo caso a sollevare la questione il Movimento Civico Società Futura di  Dario Roasio.

A proposito del quale va detta una cosa semplice quanto chiara.

Si possono fare, in questo Paese, tutte le beneamate Leggi sulla trasparenza, sul diritto di accesso agli Atti della Pubblica Amministrazione, sulla doverosità di rendere risposte tempestive (in ogni caso, entro tempi certi e determinati per Legge, recepiti nell’Ordinamento dei singoli Enti, pubblicati in bella vista nei siti internet istituzionali: insomma, una messa in scena perfetta) che comunque una cosa è già sicura ed acquisita a priori: si possono e talvolta devono dare risposte a chiunque, tranne che a Dario Roasio.

Roasio scrive, pone interrogativi anche importanti e concernenti (come in questo caso) ipotesi di danno alla Pubblica Amministrazione anche per milioni di euro, che qualcuno può tranquillamente dire: e chi se ne frega?!

Dario Roasio incassa, un po’ si lamenta, qualche volta desiste.

Ma più spesso si riprende, insiste e ricomincia.

Come e perché ci sia qualcuno che possa permettersi di non rispondere – dalla Pubblica Amministrazione – ad una domanda chiara e posta nei termini che le norme prevedono e prescrivono, questo è un mistero.

E’ un mistero che sarà sempre più fitto fino a che la Pubblica Amministrazione sarà senza controlli (il tema è complesso e purtroppo si è “scivolati” in questa situazione abolendo via via, negli ultimi 35 anni,  ogni istanza superiore di controllo di legittimità e merito).

Perché è chiaro che se qualcuno si rende responsabile di mancanze di sorta e nessuno dice niente, questi può persino pensare che il “sistema” gli consenta di fare questo ed altro.

Dunque, veniamo al caso in questione.

Un bel giorno si scopre che la società gestore del Forno di Incenerimento viene meno ad obblighi contrattuali.

Che questi obblighi siano nei confronti del Comune direttamente oppure di Palazzo Civico in quanto socio di Atena, questo è un problema che riguarda casomai la corretta ripartizione di compiti, funzioni, prerogative, nell’ambito dei rapporti societari, ma che non deve nemmeno interessare più di tanto il cittadino che voglia sapere come siano andate le cose.

Parliamo del “cittadino” anche se, ovviamente, ci sarebbero soggetti i quali dovrebbero - al sentire parlare di certe ipotesi – immediatamente attivarsi per svolgere indagini interne che hanno il diritto e dovere di porre in essere.

Parliamo, naturalmente, dei Consiglieri Comunali. Di qualsiasi Comune, beninteso.

Ma veniamo al “cittadino” Roasio ed ai suoi dubbi su cosa accadde nei rapporti tra Comune e Veolia, appunto la società di gestione del Termovalorizzatore di Via Asigliano.

***

Sappiamo che vi fu un periodo buio nella storia (anche) recente della Pubblica Amministrazione vercellese, nel quale  - forse cedendo alle malìe di un irresistibile cupio dissolvi - il Comune volle contro ogni logica riaccendere il forno.

Nemmeno cantando con ugola d’oro una canzone, peraltro orecchiabile, che metteva in guardia dal rischio (ma si può ancora parlare di rischio quando si tratta di una prospettiva certa?) dell’operazione si poteva sperare di essere ascoltati.

E già non si sa quanto effettivamente costò questa macroscopica cremazione di denaro pubblico, salvo essere sicuri che la somma è a sei zeri.

Si sa di sicuro che nessuno dei responsabili ha pagato per questo, né in termini di solidarietà patrimoniale, ma nemmeno in termini di sanzioni di carattere disciplinare.

Si buttano i soldi e nessuno ne risponde.

Approfondendo gli elementi riguardanti la rinnovata passione per i forni di incenerimento che caratterizzarono anche l’Amministrazione di Andrea Corsaro, emerse un filone “parallelo” di non minore interesse riguardante i rapporti precedentemente instauratisi e poi risoltisi con il gestore Veolia.

Gestore che un bel giorno decide di andarsene, lasciando – a detta della stessa Amministrazione – le conseguenze di varie inadempienze contrattuali.

Vere o no che queste fossero (le inadempienze) si sarebbe comunque potuti stare tranquilli perché quel contratto (sottoscritto da Veolia) era assistito da una garanzia milionaria: una fideiussione prestata proprio per assicurare l’Ente Pubblico contraente che, in caso di inadempienza, si sarebbe interposto tra i due contraenti un Terzo garante che avrebbe eventualmente ristorato la Pubblica Amministrazione del danno patito.

***

E proprio qui sta il punto.

Quello fideiussorio è un contratto come tutti gli altri.

Quindi, tra i propri elementi distintivi, ha tra l’altro – ma in questo caso è un particolare essenziale, non il solo, peraltro – anche la data di scadenza.

Quindi la garanzia assiste l’Ente Pubblico fino ad una data.

Poi, il Terzo fideiussore è svincolato, libero, non garantisce più niente.

Ebbene, la domanda di Dario Roasio è semplice: per caso, Signori cari, non è che qualcuno abbia lasciato scadere la fideiussione, nevvero?

E qui, invece della risposta, il silenzio tombale.

Nessuno dice niente.

Ora, si potrà obbiettare che questa domanda, buttata lì un bel giorno, dopo che in qualche modo era già circolata, forse racchiude in sé già la risposta.

E qualcosa si è già incominciato a dire, in proposito, nel corso di un precedente articolo:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=60873 .-

Perché non è difficile immaginare che la fideiussione ci fosse e che un Signore l’abbia lasciata scadere, dando in tal modo un danno milionario – direttamente o indirettamente – al Comune.

Ma il fatto che la verità sia intuibile, non esime nessuno che ne abbia il dovere dal metterla in chiaro.

Come si chiama questo Signore?

Il nome di questo Signore – se c’è - lo devono tirare fuori quelli che lo sanno e che non lo vogliono dire.

Non lo vogliono dire – forse – per cercare di coprire uno stupidotto che rischierebbe l’osso del collo, per essersi, in fondo, reso responsabile di una banale omissione? Una distrazione che può capitare a chiunque? Non vorremmo mica crocifiggerlo. Manco fosse lo Smemorato di Collegno.

Il fatto è – però - che uno stupidata di queste proporzioni, fatta gratis, è difficile da spiegare.

Cosa vuol dire “fatta gratis”?

Ci sono domande ulteriori, che sono lì anch’esse in attesa di risposta.

Eccone alcune:

  1. Qual era la Compagnia di Assicurazione emittente la polizza fideiussoria?

  2. Forse un broker, forse più Compagnie in condivisione del rischio?

  3. Chi era l’Agente o gli Agenti generali di quella Compagnia a Vercelli all’epoca?

  4. E, ancora,  chi erano gli Agenti ed i Legali rappresentanti dei Broker all’epoca della “smemoratezza”?

  5. La polizza, poi, era stata emessa con caratteristiche contrattuali tali da rivelarsi effettivamente efficaci per garantire il rischio, ovvero era stata in modo compiacente – eventualmente, ovvio, eventualmente – accettata pur sapendo benissimo che non avrebbe mai risarcito nessun danno e quindi, lasciandola scadere, si sarebbe messa una bella pietra sopra anche a questa – eventuale, ovvio, eventuale – lacuna?

  6. E se ci fosse mai stata una lacuna del genere, a chi sarebbe eventualmente sfuggita, essendo responsabile del controllo della efficacia del titolo fideiussorio?

    Insomma, sono tante domande che discendono tutte dalla principale.

    E la risposta – secondo le norme del nostro Ordinamento – deve essere data a chiunque avente titolo ne faccia richiesta.

    Chiunque, beninteso, tranne che a Dario Roasio.

    Perché?!

    Perché è così e basta, che diamine.

    ***

    Ma adesso c’è un intoppo.

    L’intoppo è rappresentato dal fatto che queste stesse domande le pongono anche altri soggetti che non sono il solo Dario Roasio – cittadino con più curiosità e meno diritti di qualsiasi altro – ma che sono Consiglieri Comunali.

    Si dirà: ma  è il solito Adriano Brusco, un grillino, contiguo a Dario Roasio, quindi anch’egli destinato a restare senza risposta.

    Sbagliato. In tutti i sensi, ovviamente.

    Ma sbagliato anche perché a condividere questa curiosità ci sono due persone per definizione “moderate”, che semplicemente vogliono sapere come siano andate le cose, reputando proprio dovere porre le domande giuste alle persone giuste, al momento (purtroppo) sbagliato, nel senso che ormai comunque i buoi sono scappati dalla stalla. Ma, se è tardi per recuperare efficacia della copertura assicurativa, non è tardi per chiamare a render conto chi eventualmente si debba chiamare.

    Sono le stesse domande che hanno sempre posto Società Futura e Dario Roasio senza che nessuno abbia risposto.

    E di ciò non si ha notizia che si sia particolarmente agitato il nuovo Segretario Generale del Comune, Fausto Pavia.

    E’ arrivato da poco, ma sembra che abbia subito capito che Dario Roasio è un cittadino a cui ci si può permettere di non dare risposta.

    Ora, dunque, le domande le pongono, con una interrogazione, Adriano Brusco per il Movimento 5 Stelle, Maurizio Randazzo ed Enrico Demaria per VercelliAmica.

    Speriamo bene.

    Ma ecco il testo dell’interrogazione.

    ***

    OGGETTO: INTERROGAZIONE (con risposta scritta)

    I sottoscritti consiglieri comunali dei Gruppi Vercelli Amica e Movimento 5 Stelle

    PREMESSO:

    che in data 2 febbraio 2015, ai sensi dell'articolo 50 dello Statuto comunale, l'Associazione Società Futura ha presentato un'interrogazione a cui non è stata data risposta sulle vicende legate alla fideiussione a tutela dell'inceneritore di Vercelli che avrebbe dovuto essere rilasciata dalla ditta appaltatrice, decidono di riproporla in estrema sintesi:

    OSSERVATO DUNQUE:

    - Che l'impianto di incenerimento per RSU di Vercelli è stato affidato in gestione per vent'anni (scadenza di contratto agosto 2012) ad una ditta esterna, dapprima la società Termomeccanica Spa di La Spezia e poi ad aziende del Gruppo francese Veolia.

    - Che il contratto di gestione prevedeva sicuramente il rilascio, da parte della ditta appaltatrice, di una fideiussione a garanzia degli eventuali danni arrecati all'impianto nel periodo di gestione e dei costi per eventuali operazioni di ripristino e di verifica.

    - Che, al termine del contratto, l'inceneritore avrebbe dovuto essere riconsegnato ad Atena Patrimonio e ad Atena Spa in perfetta efficienza e che, presumibilmente, le spese per il ripristino e la manutenzione straordinaria avrebbero dovuto essere sostenute dalla ditta appaltatrice.

    - Che, nel mese di agosto 2012 la società del Gruppo Veolia, gestore dell'impianto, ha cessato l'attività, riconsegnando l'inceneritore ad Atena.

    CONSIDERATO:

    - Che, al contrario, sembrerebbe che la società sia stata svincolata dall'impegno e che quindi non abbia dovuto sostenere le spese di ripristino previste dal contratto, quando il Comune ha preso la decisione di riavviare l'impianto; spese (oltre seicentomila euro) che sono quindi state prese in carico da Atena;

    VISTA:

    la delibera della Giunta Comunale che, in data 14 gennaio 2015, ha deciso di autorizzare il direttore del Servizio Finanziario, Tributario e Patrimoniale del Comune a costituirsi nel procedimento di insinuazione presso il Tribunale di La Spezia per il fallimento delle Società succedute a Veoila nella gestione dell'inceneritore, atto che ha riportato di attualità la vicenda,

    INTERROGANO

    il Sindaco e l'assessore competente per sapere:

    1) Se la fideiussione concessa da Veolia per la gestione dell'impianto era ancora in essere nel mese di agosto del 2012;

    2) Perché, in tal caso, non si sia proceduto al blocco e/o all'escussione della fideiussione, dopo aver preso visione degli impianti, prima della cessazione del contratto

    3) in caso contrario, quale è il motivo per il quale la suddetta fideiussione non fosse efficace nel mese di agosto 2012.

    4) Se le scelte poste in essere abbiano causato danni economici ad Atena e, di conseguenza al Comune di Vercelli.

    5) quando è avvenuto il sopralluogo congiunto tra Gestioni Ambientali S.n.c., Atena Spa e Comune di Vercelli per l’accertamento delle condizioni dell’impianto, precedentemente, alla cessazione delle attività e del contratto.

    6) a quanto ammontano le spesi sostenute dal Comune di Vercelli per effettuare il ripristino, la manutenzione straordinaria e la messa in funzione dell’impianto nel periodo che va dal 2012 al 2013.

    7) a quanto ammontano le spesi sostenute da Atena, per il tramite di Gestione ambientale S.N.C., per effettuare il ripristino, la manutenzione straordinaria e la messa in funzione dell’impianto nel periodo che va dal 2012 al 2013.

    8) se la Giunta intende proporre al Consiglio comunale l’istituzione di una commissione specifica, per studiare la situazione inceneritore, con relativa bonifica del sito.

    Vercelli 26 marzo 2015

    Enrico Demaria - Maurizio Randazzo - Brusco Adriano

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