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16/05/2018 - Vercelli Città - Politica

VERCELLI, ENTRANO IN GIUNTA EMANUELE CARADONNA E MARIELLA MOCCIA - Completato l'assetto dell'Esecutivo di Maura Forte, si va verso il 2019 senza sussulti nè sorprese - Per il dopo, vinca il migliore

Mariella Moccia arriva all’Esecutivo Comunale dopo una lunga militanza ( dalla fondazione del partito ) nel Pd, corrente Bagnasco.



VERCELLI, ENTRANO IN GIUNTA EMANUELE CARADONNA E MARIELLA MOCCIA - Completato l'assetto dell'Esecutivo di Maura Forte, si va verso il 2019 senza sussulti nè sorprese - Per il dopo, vinca il migliore
Maura Forte ed Emanuele Caradonna -

( g. g. ) - Completata oggi la composizione della Giunta Comunale di Vercelli, con l’annunciata nomina dei due nuovi Assessori, Emanuele Caradonna e Mariella Moccia.


A Caradonna le deleghe al Personale, Decoro urbano, Servizi demografici e Cimiteri.

Come abbiamo già osservato, è lecito attendersi che la nomina di Caradonna sia un indicatore utile a sperare nella fine dei più volte segnalati fenomeni dei doppi e tripli incarichi con i quali alcuni Dirigenti Comunali lucrano più retribuzioni da parte di Enti esterni al Comune, oltre il già lauto stipendio percepito per il lavoro “principale” in Municipio.

Si arriva in più d’un caso a superare e di molto i 100 mila euro l’anno di compensi.

Casi limite quelli di Silvano Ardizzone (Dirigente alle Finanze e, inoltre, incaricato al Consorzio rifiuti e direttore dell’Azienda Farmaceutica: circa 20 mila euro per ognuno dei due ulteriori incarichi).

Poi il Segretario Generale Fausto Pavia, nominato anche dirigetne sempre al Covevar, anche in questo caso altri 20 mila euro.

Non c’è niente di illecito, tanto è vero che la facoltà è stata (dalla Giunta di Andrea Corsaro) espressamente introdotta nei regolamenti comunali.

Anche in questo caso, dunque, l’attuale Amministrazione si è ritrovata un problema ereditato da altri.

Va però detto che nulla è stato fino ad ora fatto concretamente per eliminare o almeno ridurre la ricorrente assunzione di impegni “extra” orario di lavoro.

L’eliminazione dei doppi incarichi era tra le priorità e condizioni posti da Maria Pia Massa e Remo Bassini (fine dei doppi incarichi “da subito”) quando, nel 2015, giunsero in aiuto della maggioranza, abbandonata dai Consiglieri di SiAmoVercelli.

La Giunta Forte deve a loro la sopravvivenza politica.

Ma nulla ha fatto per eliminare i doppi incarichi.

E si vede che fine hanno, invece, fatto Remo Bassini e Maria Pia Massa.

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Perché paiano intoccabili le posizioni di Silvano Ardizzone e Fausto Pavia ( e non sono gli unici e pare abbiano fatto scuola: un incarico al Covevar ce l’ha anche Piero Vantaggiato della Provincia ) e invece si sacrifichino tranquillamente quelle di veri e propri pezzi di storia della realtà progressista vercellese, lo sapranno gli attuali reggitori della Cosa Pubblica.

Proprio oggi – battesimo della Giunta dei nuovi Assessori – però l’arrivo di Caradonna è stato salutato da altre due autorizzazioni (minori) per ulteriori incarichi a Fausto Pavia ed al plurionerato Gabriele Ferraris: revisore dei conti a Chivasso l’uno e componente del nucleo di valutazione in un altro Comune il secondo.

Caradonna avrà il suo bel da fare.

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Mariella Moccia arriva all’Esecutivo Comunale dopo una lunga militanza ( dalla fondazione del partito ) nel Pd, corrente Bagnasco.

La nomina è sicuramente un valore aggiunto di non poco conto per la Giunta, essendo note le qualità umane, professionali e politiche del neo Assessore, giustamente stimata in molti qualificati ambienti della città.

E’ delegata alle Politiche Giovanili ed all’Istruzione.

Incarichi fino ad ora disimpegnati da Andrea Raineri, che ora va all’Assessorato all’Assistenza.

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Resta vacante – in attesa che si plachino in un modo o nell’altro le lotte intestine del Pd – la carica di Vicesindaco: tra i due contendenti (Michele Cressano e Carlo Nulli Rosso) potrebbe godere un terzo o forse nessuno.

Intanto, per fortuna, il Sindaco è in perfetta forma.

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Con questo riassetto l’esperienza politica dell’ Amministrazione si avvia all’epilogo, secondo i programmi.

Una Giunta del Pd con i propri alleati.

Niente di più, niente di meno.

Niente, è ovvio, di male.

Per molti che guardano altrove niente, però, di particolarmente interessante per il futuro.

Ogni posto è calibrato con il manuale Cencelli applicato agli origami del crepuscolo renziano.

Con qualche concessione persino ultra petitum all’ex Sindaco Gabriele Bagnasco che conta ora su due Assessori (l’altro è Michele Cressano) e – di area – anche sulla neo Presidente del Consiglio Comunale, che però è giunta all’incarico per meriti propri.

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La Giunta – la situazione politica odierna - è la conseguenza politica plastica dell’ “Operazione Brusco”, il salto della quaglia con cui l’ex candidato Sindaco per il Movimento 5 Stelle, Adriano Brusco, il 26 giugno 2017 passò dall’Opposizione alla maggioranza, andando a sedersi nei banchi di CambiaVercelli.

Fu una vera e propria scelta di campo da parte del Sindaco: scelta che per ora ha dato comunque dei frutti.

E’ stata l’occasio proxima e – ad un tempo – la linea di non ritorno del dissenso di Maria Pia Massa, Pier Giorgio Comella, Donatella Capra, Giordano Tosi.

Le cui dimissioni hanno poi cambiato radicalmente il panorama dell’Aula.

E’ comunque una scelta che per ora ha pagato, perché la maggioranza è tornata ad avere in complesso 17 Consiglieri, come prima, ma ora coesi, contro i 16 (compreso Norberto Greppi) che costituiscono una Opposizione composita e che potrebbe non essere sempre convergente su obbiettivi comuni.

Lo si vedrà presto con la votazione sulla annessione del Comune di Sali, a proposito della quale, osservatori politici informati danno per possibile, il sì del gruppo di SiAmoVercelli.

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Ci sono dunque i requisiti per arrivare senza troppi sobbalzi alla scadenza naturale del mandato.

Per poi – chi lo riterrà – presentarsi ancora con questa formula.

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E’ chiaro infatti che il Sindaco ha ritenuto di non cogliere – o non ha potuto farlo - questa importante occasione per manifestare una qualsiasi propria autonomia dal Pd, accentuando ancora la propria dipendenza da Cambia Vercelli.

E, del resto, anche questo non meraviglia: il Primo Cittadino è stata Segretario Politico del Partito che ha concorso a fondare, è più che logico che non voglia e forse non possa separare il proprio futuro da quello di Via Giovine Italia.

Né, d’altro canto, si vedrebbe la ragione per cui dovrebbe farlo, se crede di essere coerente con il proprio passato politico rispetto al quale non ha proprio nulla da rimproverarsi.

Né – del pari - c’è da meravigliarsi se, per molti, quella del Pd e del suo sistema di poteri sia una pagina da voltarsi se si vuole guardare al futuro.

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Per il 2019, dunque, dal Centrosinistra nessuna sorpresa, mentre dagli altri fronti, per ora, nessuna novità.

Si cerca un candidato Sindaco che accetti la sfida.

I nomi che circolano sinora – nessuno ha la sfera di cristallo, ma… - fanno sì che gli allibratori non aprano nemmeno i taccuini: Maurizio Randazzo, Andrea Corsaro, Antonio Prencipe.

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Ma lungo un anno di tempo non è difficile immaginare che qualcuno cercherà di dire che a Vercelli può esserci altro e che alla Giunta Forte e Caradonna un’alternativa è possibile.

 

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