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01/09/2016 - Vercelli Città - Salute & Persona

VERCELLI, CONCLUSA LA QUARTA RICERCA EPIDEMIOLOGICA - Esiste una correlazione tra l'aumento di alcune neoplasie e i pesticidi

Solamente con precisi interventi e indicazioni si possono migliorare il benessere e la qualità di vita delle persone in realtà pericolose al fine di limitare e prevenire contatti con fattori di rischio chimico a comprovata pericolosità





VERCELLI, CONCLUSA LA QUARTA RICERCA EPIDEMIOLOGICA - Esiste una correlazione tra l'aumento di alcune neoplasie e i pesticidi

La conclusione di questa quarta  ricerca epidemiologica nella Città di Vercelli ci aiuta a conoscere sempre più la condizione e la relazione tra l’ambiente e il nostro livello di salute e benessere.

Studi precedenti avevano indicato coesistere in alcune  zone cittadine delle  situazioni particolari ambientali e sanitarie nelle comunità  meritevoli di attenzioni.

 A Vercelli, analogamente ad altre realtà ad elevato rapporto abitativo, esistono contesti  di divario  sociale e disparità  di salute tra i residenti; nel precedente rapporto, i ricercatori Lucio Antonio Palin e Christian Salerno, hanno avuto   occasione di segnalare delle disuguaglianze tra i vari quartieri e di osservare incidenze di patologie tumorali e cronico-degenerative maggiori in certi luoghi rispetto ad altri.

Da queste indicazioni, la Lilt e Ordine dei Medici, hanno affidato ai due  ricercatori questo nuovo incarico di disamina delle cause prevalenti  di mortalità e malattie in due realtà differenti all’interno di Vercelli quali,  la zona centro, nota come anche zona a traffico limitato ZTL,  rispetto ad una area periferica, A, molto vicinale a colture risicole soggette a  periodici interventi con fitofarmaci. 

Tale opzione è associata ad  un’incidenza  maggiore   di malati e di   morti   nella zona A periferica rispetto alla ZTL dove  sussistono probabilmente fattori di rischio differenti e diversi tra cui ad esempio  i diserbanti che vengono dispersi sulle coltivazioni  prossime alle abitazioni civili di questa zona, A.

Per meglio dirimere e conoscere i potenziali rischi e individuare alcune possibili  relazioni  causa-effetto nelle due comunità, si è avviato un intervento epidemiologico  retrospettico specifico e mirato denominato caso-controllo,  con elaborazioni statistiche di analisi multivariate sulle risposte ottenute da un questionario consegnato nelle due zone cittadine.

Sintetizzando i risultati di valutazione delle differenze di salute tra i due gruppi, si è  visto tra gli esposti della zona A, l’esistenza di un rischio maggiore di malattia/morte per  alcune neoplasie in letteratura associate a esposizione a pesticidi ; inoltre per il totale dei tumori si è notato un eccesso nel genere femminile.

Viceversa per la ZTL  appare un incremento di rischio per il totale cause (oncologiche e non ); si sono evidenziati altri rischi nella Zona A ma non vengono qui riportati in quanto, a causa dell’esiguità numerica dei questionari raccolti, non hanno avuto una conferma statisticamente significativa e potrebbero essere indotti dal caso.

A differenza delle ricerche passate, tali dati sono stati elaborati considerandovi  una buona parte dei fattori di rischio che potrebbero concorrere nell’insorgenza della malattia come abuso di fumo e/o alcool, dieta, attività fisica ed eventuali occupazioni pericolose.

Tali esiti, seppur interessanti e verosimili in termini di rischio ambientale, a nostro parere, dovranno esser riconfermati con uno studio analogo ma di maggiore adesione della popolazione verso i questionari. Per acquisire gli incrementi informativi necessari, si dovrebbero attivare degli incontri   preliminari  di sensibilizzazione per la prevenzione e lo studio che riguarda e interessa tutta la comunità; si spera di discutere di tali interventi operativi  anche con i rappresentanti del Comune di Vercelli all’interno dell’appena costituito Osservatorio Socio Ambientale Vercellese (OSAV) per i temi  ambientali e sanitari per una durata di tre anni.

La questione centrale del nostro studio è stata  legata  principalmente all’esposizione involontaria di pesticidi e danni conseguenti nella zona A  rispetto alla zona ZTL centrale esente;  questo può dipendere  compatibilmente con gli eventi di trattamento delle colture  data la reale possibilità di ricadute ed esposizioni involontarie  di composti chimici pericolosi sulle comunità. Non si può escludere che vi possano esistere altre situazioni di esposizione e/o contatto  in altri ambiti urbani. Solamente con precisi interventi e indicazioni si possono  migliorare il benessere e la qualità di vita delle persone  in realtà pericolose al fine di  limitare e  prevenire contatti con fattori di rischio chimico a comprovata pericolosità.

I ricercatori  Dott.ri  Lucio Antonio Palin e Christian Salerno

Presidente LILT- Ezio Barasolo               

Presidente Ordine Medici e Chirurghi -P.G.Fossale

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