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30/05/2016 - Vercelli Città - Società e Costume

VERCELLI - Una conferenza dedicata alla Storia della Costituzione in occasione dell'anniversario della Repubblica

L’Aior il 24 maggio, in Prefettura ha organizzato una conferenza dedicata alla Storia della Costituzione, tenuta dal Professor Massimo Cavino, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università del Piemonte Orientale





VERCELLI - Una conferenza dedicata alla Storia della Costituzione in occasione dell'anniversario della Repubblica
Massimo Cavino e Gelsomino Biasone

L’Aior (Associazione Insigniti Ordine della Repubblica), il 24 maggio, in Prefettura, in occasione del 70° della Repubblica, ha organizzato una conferenza dedicata alla Storia della Costituzione, tenuta dal Professor Massimo Cavino, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università del Piemonte Orientale, dal 1998 quando fu fondato l’Ateneo.

Il Presidente dell’Aior, Cav. Uff. Gelsomino Biasone, ha ringraziato le autorità civili, militari e religiose che hanno accolto l’invito: dal Presidente della Provincia, Carlo Riva Vercellotti, al Sindaco di Vercelli, Maura Forte, al Provveditore agli Studi, Antonio Catania, al colonnello dei Carabinieri Picciolo, alle numerose rappresentanze delle principali Associazioni Vercellesi. Dopo il benvenuto del Vice Prefetto Vicario, Raffaella Attianese, che ha portato il saluto del Prefetto Maria Rosa Trio, che è stata nominata ieri, ma oggi era in Regione, è intervenuto l’Arcivescovo Marco Arnolfo: “La Costituzione è frutto di passione e partecipazione: i Costituenti si accordarono su valori di fondo che valorizzassero le Persone e permettessero una convivenza democratica e pacifica, a voi ragazzi il compito di appassionarvi alla vita civile e politica, rispettando la “casa” comune che ci ospita come abitanti del Pianeta”.

L’argomento era quanto mai vivo ed attuale alle soglie del referendum costituzionale ed è stato trattato dal relatore in modo estremamente chiaro, comprensibile anche ai ragazzi del Liceo Scientifico, che erano stati invitati a questo appuntamento e ai quali è stata donata una copia della Costituzione, con l’invito a conservarla, ma soprattutto a leggerla e a “meritarla”, perché l’esercizio della cittadinanza attiva è possibile solo avendo come base l’istruzione, uno dei diritti fondamentali sanciti proprio dalla Costituzione così come quello di voto, infatti, come ha sottolineato Biasone: “Il 2 giugno del 1946 per la prima volta votarono le donne e furono più numerose degli uomini: oggi occorre recuperare il valore di questo diritto fondamentale per l’esercizio della democrazia”.

Dopo una breve premessa metodologica volta a capire cosa sia la Costituzione, che è al tempo stesso una attività e il risultato dell’attività stessa, che coinvolge quotidianamente tutti i cittadini, Cavino ha chiarito il significato di Costituzione “rigida”, intesa come solidità d’impianto che non pregiudica la possibilità di adattamenti alle nuove generazioni, e “umanistica”, perché lo Stato non è il fine ma lo strumento per promuovere la crescita dei cittadini. La stagione costituente era già stata preparata da accordi intercorsi tra il 1943 e il 1945 tra tutti i soggetti che combatterono il fascismo.

Le tre anime che le diedero vita: liberale storica, socialista, cattolica, collaborarono attivamente per trovare punti di contatto e giungere a principi condivisi.

L’Italia, uscita distrutta dalla seconda guerra mondiale, in soli tre anni recuperò la produzione industriale del 1938, il paese si risollevò e questo fu merito anche dello spirito costituzionale.

A partire dagli anni Cinquanta si parla di “congelamento della Costituzione”, intendendo un percorso molto lento di attivazione dell’intero dettato costituzionale, dovuto alla divisione del mondo in due blocchi contrapposti che si rifletteva sul clima politico nazionale, ma anche al fatto che la classe dirigente era rimasta quella che si era formata nel ventennio fascista.

Negli anni Sessanta fu istituita la Scuola Media e fu consentito alle donne di accedere alla Magistratura, ma solo negli anni Settanta si arrivò alla riforma del Diritto di Famiglia, all’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, alla nascita delle Regioni.

Quel “disgelo” fu dovuto a due fatti di carattere internazionale: l’invasione dell’Ungheria da parte delle truppe sovietiche nel 1956 e il maggio parigino del 1968.

Il Partito Comunista italiano e francese iniziarono a dialogare dando vita alla costruzione del centro sinistra, che caratterizzò la costruzione della storia italiana.

Per capire gli sviluppi degli anni Ottanta Cavino ha utilizzato l’efficace metafora delle Olimpiadi: Mosca, cui gli americani non parteciparono, Los Angeles, cui i sovietici non parteciparono, Seul, dove andarono tutti, arrivando al 9 novembre del 1989 con la caduta del muro di Berlino. L’implosione dell’Unione Sovietica fece da detonatore per il processo di rinnovamento: glasnost e perestrojka furono le due parole che cambiarono il mondo.

In Italia le ripercussioni della caduta del muro portarono importanti cambiamenti: a nord est emersero i fenomeni leghisti, come protesta alla politica di sussistenza e di assistenzialismo che era stata attuata nei confronti del sud. Sulla crisi del tradizionale sistema partitico si innestò “Mani pulite”, che scoperchiò vicende assolutamente note e tollerate.

Nell’ultima stagione tra 1993 e 2013 l’Italia dopo aver “superato l’esame di Maastricht”, si ribaltarono i rapporti tra politica e magistratura e si incappò in un: Incidente della storia: la crisi economica globale”.

Nel successivo dibattito Raffaella Attianese ha specificato come negli ultimi anni sia saltato quel rapporto che considerava il sud come fornitore di manodopera e come destinatario delle merci prodotte, mentre i cambiamenti globali richiesero che economia e politica si evolvessero di conseguenza e, secondo l’opinione di alcuni, per la prima volta nella storia, un governo fu sfiduciato dai mercati finanziari.

Biasone ha proposto al relatore alcune riflessioni sull’attuale riforma costituzionale, in particolare sulla riforma del Senato.

Cavino ha replicato che l’evoluzione di questo “oggetto misterioso”, dipenderà da come la classe dirigente regionale saprà gestire il cambiamento.

Al relatore, che ha chiesto di devolvere in beneficenza il suo rimborso spese, è stato donato un volume sul cardinal Guala Bichieri, che con la sua collaborazione alla redazione della Magna Charta, costruì un pezzo della storia d’Europa.

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