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23/08/2013 - Bassa Vercellese - La Posta

VERCELLI - Sull’incidente ai Cappuccini Roberto Saviolo ci scrive: non ero alticcio, ma sotto l’effetto di farmaci che hanno alterato i valori dell’etilometro - Ma per tre giorni non si è fatto trovare al telefono

L’ex Assessore provinciale Roberto Saviolo fornisce ora una sua versione dei fatti



VERCELLI - Sull’incidente ai Cappuccini Roberto Saviolo ci scrive: non ero alticcio, ma sotto l’effetto di farmaci che hanno alterato i valori dell’etilometro - Ma per tre giorni non si è fatto trovare al telefono

Egregio Direttore,

Le chiedo ospitalità per condividere il pezzo pubblicato online sul sinistro nel quale sono stato protagonista, mio malgrado, poichè vi sono alcune circostanze che meritano riflessione, prima di giungere al finale giornalistico e non amministrativo o giudiziario.

Premetto che sono veramente dispiaciuto per le lesioni riportate dalla controparte ed auspico pronta e completa guarigione, nel migliore dei modi.

Tuttavia, stando bene attento a non rivelare troppo i particolari della vicenda amministrativa (dinamica) e giudiziaria (illecito ebbrezza), cosa che sembra spesso più consentita ai giornali che non agli interessati, devo riferire che in merito ai predetti punti, possono essere sollevati dettagli un poco diversi.

Posso quindi affermare, che i danni al veicolo e le circostanze della collisione, darebbero credito alla mia dichiarazione sul posto: "avendo ormai impegnato completamente l'area dell'attraversamento pedonale a velocità ridotta, ho sentito un urto sulla fiancata sinistra" e sulla causa ho già riferito la mia dichiarazione agli atti. Posso aggiungere che non ho danni sul veicolo nella parte frontale, ma solo sul fianco a partire circa dallo specchietto retrovisore. Tale fatto penso possa cedere delle ipotesi diverse dall'investimento diretto.

In ordine allo stato di ebbrezza, che codesto giornale online chiama stato "alticcio", in realtà sono in procinto di dimostrare che non deriva dal consueto eccesso nel consumare bevande alcoliche. Purtroppo, visto che lo stato della mia non buona salute è noto, rivelo che le alterazioni chimiche nel mio corpo (anche dopo un solo bicchiere di vino mangiando) sono state impreviste e supponiamo in concomitanza all'assunzione di un nuovo farmaco la cui reazione ha completamente sballato i livelli non soltanto alcolemici, pur lasciandomi idonea percezione alla guida in quel momento.

Ribadisco che, nonostante tutto questo possa apparire come una scusa, dovrò faticare un'altra volta (un fatto analogo è stato archiviato dall'autorità in data 22.4.2013) per dimostrare che, nonostante i valori fuori scala, esiste differenza tra lo stato classico di ebbrezza e quello riferito dagli strumenti per reazione chimica.

Mi dichiaro in disaccordo con due punti sostanziali: 1) non ritengo di essere stato la causa dell'urto, Cassazione Civile 11.6.2010 n. 14064 e G.d.P. di Bologna 11.3.2008 n. 2912, 2) non ero alticcio bensì con valori alterati da farmaci e alimenti di normale assunzione alla cena. Un ultimo appunto se permette: non è molto delicato il fatto di nominare mio padre, Sindaco di Motta dei Conti, perchè già dispiaciuto per le mie sfortune, non essendo stato lui alla guida, sarebbe il caso di lasciarlo fuori dalla cronaca che, a mio parere, cerca solo di evidenziare le notizie a tutti i costi. Mi scusi per il disturbo, La ringrazio e saluto distintamente.

Roberto Saviolo

***

Prendiamo volentieri atto delle affermazioni di Roberto Saviolo sul nostro articolo di ieri, 22 agosto.

Guarda anche:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=VERCELLI_-_&id=49731&id_localita=2  

Le valutazioni tecniche, giuridiche ed eventualmente giudiziarie e le conseguenti conclusioni sono rimesse a chi ha il compito di farlo.

Per quanto ci riguarda, un solo appunto: pur essendo le nostre Fonti primarie e degne della massima fiducia, abbiamo come sempre, doverosamente,  tentato di acquisire sulla materia anche il pensiero del diretto interessato, appunto l’ex Assessore Saviolo.

Da lunedì scorso, 19 agosto, ne abbiamo richiesto il numero di telefono ai familiari, tenendo quindi “ferma” per tre giorni una notizia che avremmo potuto dare prima, proprio in ossequio al principio che è meglio rinviare la pubblicazione di un articolo, pur di metterlo a disposizione del Lettore dopo avere interpellato tutte le parti in causa.

Purtroppo, dopo tre giorni, nessuno dei familiari (si insiste su questo punto: non abbiamo chiesto il numero telefonico, né avanzato la richiesta di essere contattati a estranei o semplici amici, ma a qualificati ed autorizzati componenti della famiglia di Saviolo) ci ha messo in contatto con l’ex Amministratore provinciale.

La cui versione dei fatti non commentiamo, né giudichiamo perché non tocca a noi.

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI


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