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07/02/2014 - Vercelli Città - Società e Costume

VERCELLI - Solidarità in cinque direzioni: anziani, giovani, lavoro, persone che soffrono - E poi solidarietà per la città, che vive un’ora difficile - IL VIDEO con lo splendido discorso di Bicciolano Andrea Cherchi oggi in Municipio

Così, tocca al Bicciolano Andrea Cherchi questa volta ascoltare, capire, interpretare e rappresentare ciò che la gente di Vercelli si attende. Uomo del popolo che respira lo spirito del tempo.




VERCELLI - Solidarità in cinque direzioni: anziani, giovani, lavoro, persone che soffrono - E poi solidarietà per la città, che vive un’ora difficile - IL VIDEO con lo splendido discorso di Bicciolano Andrea Cherchi oggi in Municipio
Andrea Cherchi e Claudia Bellaguardia ricevono le chiavi della Città

Anche ques’anno Andrea Cherchi, nel panni di un Bicciolano dal cuore grande, vero testimone di una verità senza tempo: la bontà non è virtù degli inesperti.

Essere allegri e spensierati non significa eludere l’onere del pensiero. Specie se questo pensiero è rivolto con affetto fraterno a tante persone destinatarie di un Carnevale “benefico” non solo perché porta un po’ di gioia, un’ora di luce e di suoni festosi nelle giornate grigie, monotone, segnata dal sempre uguale scorrere delle ore che si ritirano tra letti d’ospedale, case di riposo, centri anziani.

Certo, queste sono cose importanti. Abbiamo visto tante volte gli Ospiti di una Casa di riposo attendere con trepidazione l’arrivo del Bicciolano, della Béla Maijn (Claudia Bellaguardia sembra che non abbia fatto altro in vita sua che la compagna del Bicciolano) come talvolta non attendono più l’arrivo dei parenti, che non vanno quasi mai a visitarli.

Questo è importante, lo sappiamo bene.

Ma non è tutto.

Il Carnevale è un momento, nella vita della Comunità, dove Bicciolano incarna la “vercellesità”, assume il ruolo di “difensore civico”, di persona che può parlare – ascoltata e con una attenzione non di maniera  - dai potenti.

Per dire loro quello che la gente tutti i giorni si aspetta, esprime, commenta, magari sapendo che non tutto si può chiedere all’Ente pubblico; ma certo l’Ente pubblico, icona di un “potere” per tradizione identificato con il “trono” ha bisogno di questo “liturgico”, annuale bagno di umiltà. Per dare una rassicurazione.

Al Bicciolano che con la sua Béla Maijn impersona il cittadino, la famiglia, la comunità civile così ricca di valori anche quando non priva di problemi… Ebbene, la rassicurazione è questa: le chiavi della città sono vostre. Sono del popolo. E non solo oggi.

La simbologia è allegorica, la circostanza è festosa, ma il significato di questo gesto non è una carnevalata.

E’ la restituzione – con un segno di plastica eloquenza -  al popolo di una sovranità del resto mai messa in discussione, anche se talvolta lasciata sullo sfondo dell’agire amministrativo.

Così, tocca al Bicciolano Andrea Cherchi questa volta ascoltare, capire, interpretare e rappresentare ciò che la gente di Vercelli si attende.

Uomo del popolo che respira lo spirito del tempo.

E come di consueto lo fa con intelligenza e garbo, penetrando il cuore di una verità profondamente avvertita come tale.

Ecco il video con l’integrale del discorso del Bicciolano http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2202

Forse proprio per questo il discorso annuale di Bicciolano Andrea Cherchi, in questa circostanza, è atteso (quasi) come è atteso il discorso di fine anno del Capo dello Stato, a reti unificate.

Un' esagerazione? Forse. Però se un giorno raccoglieremo tutti i cinque messaggi di Andrea e li leggeremo con attenzione, vedremo che hanno saputo, anno dopo anno, offrire una visione non banale  della società vercellese. Una lettura traboccante di bontà, tuttavia sempre resa con "il ciglio asciutto" e l'occhio indagatore impegnato in una analisi acuta quanto veritiera delle priorità vere, dell'orizzonte possibile, della convivenza civile.

Quest’anno ci parla di un valore. Tante volte nominato, non sempre compreso nella sua portata. Il valore della solidarietà.

Che declina in cinque direzioni, tutti i giorni, del resto, traguardate dalla stragrande maggioranza delle famiglie vercellesi.

Solidarietà, dunque, verso gli anziani, i giovani, le persone che sono senza lavoro, quelle che sono a disagio perché alle prese con derive esistenziali vissute con il cuore stretto, oppressi dall’ansia, percorse da tormenti dell’anima inediti e del resto cifra di quest’epoca rivelatrice di quanto fosse ingannevole l’edonismo diffuso e ingenuo di cui ci siamo inebriati.

Solidarietà, poi, alla città. Città come comunità di persone non immemori del proprio tessuto identitario che anzi amano ed al quale si richiamano sicuri che non vi potrà essere germoglio di futuro senza un saldo radicamento nella storia della nostra gente.

Ora la città è di Andrea e Claudia e da domani si entra nel vivo delle visite e poi delle sfilate.

Il programma completo del Carvè 2014 allegato in pdf al presente articolo - Si raggiunge cliccando l'icona posta sotto l'illustrazione principale - Buon divertimento

 


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