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17/02/2013 - Vercelli Città - Mondi Vitali

VERCELLI - Protezione Civile: l’entusiasmo, la buona volontà e l’altruismo non bastano - Con il nuovo decreto si dà ancora più importanza alla formazione

Nel precedente ordinamento legislativo il volontario era equiparato ad un lavoratore dipendente e il referente dell’organizzazione al datore di lavoro con le responsabilità e gli obblighi che questo comporta





VERCELLI - Protezione Civile: l’entusiasmo, la buona volontà e l’altruismo non bastano - Con il nuovo decreto si dà ancora più importanza alla formazione
Roberto Bertone durante la formazione

La storia della protezione civile in Italia è strettamente legata alle calamità che hanno colpito il nostro paese. Terremoti e alluvioni hanno segnato la storia e l’evoluzione del nostro Paese contribuendo a creare quella coscienza di protezione civile, di tutela della vita e dell’ambiente che ha portato alla nascita di un Sistema di Protezione Civile in grado di reagire e agire in caso di emergenza e di mettere in campo azioni di previsione e prevenzione. Il "Sistema" Protezione civile si avvale dell'opera dei Vigili del Fuoco, delle Forze di Polizia, della Croce Rossa e, in maniera sempre più importante, soprattutto dopo l'abolizione del servizio di leva, della componente volontariato. Nel nostro Paese infatti sono attive più di 4.000 organizzazioni iscritte all'elenco nazionale del Dipartimento della Protezione Civile con oltre ottocentomila volontari. Numeri davvero importanti con il Piemonte fra le Regioni più virtuose con oltre 25.000 iscritti e la provincia di Vercelli in particolare che ad oggi può contare su  ben 668 volontari facenti capo a 28 tra associazioni nazionali, organizzazioni di volontariato e gruppi comunali. Ma l'entusiasmo, la buona volontà e l'altruismo non bastano a gestire una macchina così articolata e complessa: in una situazione di emergenza è necessario intervenire con tempestività ed efficienza, ma soprattutto in sicurezza: in una parola con professionalità. Nel precedente ordinamento legislativo il volontario era equiparato ad un lavoratore dipendente e il referente dell'organizzazione al datore di lavoro con le responsabilità e gli obblighi che questo comporta. In questa impostazione non veniva tenuto conto delle particolarità operative nelle quali agiscono i Volontari di Protezione Civile. Questi aspetti sono stati meglio definiti e adeguati nel Decreto Ministeriale del 13 aprile 2011, che tiene in debita considerazione le particolari modalità di svolgimento delle attività, stabilendo inoltre le regole a cui tutti, organizzazioni e volontari, debbono attenersi. Nel nuovo Decreto assumono fondamentale importanza le attività di «formazione» (acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza delle attività operative), di «informazione» (conoscenze utili all'identificazione, alla riduzione dei rischi nello svolgimento delle attività operative) e di «addestramento» (complesso di attività dirette a far apprendere l'uso corretto di attrezzature, anche di protezione individuale, nonché le misure e le procedure di intervento). Inoltre, al fine di assicurare un livello omogeneo di base per l'intero territorio nazionale, sono stati individuati tutta una serie di scenari di rischio di protezione civile, es. terremoti, alluvioni, frane, eruzioni, ecc, cioè una descrizione delle emergenze che possono interessare un determinato territorio e che costituiscono la base per elaborare un piano di intervento a tutela della popolazione. Infine vengono precisati i compiti che possono essere svolti dai volontari nell'ambito degli scenari previsti nei piani (assistenza alla popolazione, soccorso sanitario, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, presidio del territorio, ecc.). Particolare attenzione è stata posta dal legislatore anche alla salute del volontario prevedendo visite mediche periodiche di controllo che stabiliscano l'idoneità a svolgere i vari compiti permettendo quindi al caposquadra di affidare a ciascuno le mansioni più adatte. "La macchina della Protezione Civile è cresciuta molto negli anni ed rappresenta uno dei fiori all'occhiello del nostro Paese – dice Roberto Bertone, referente della componente volontariato della Regione Piemonte e responsabile della Colonna Mobile di Soccorso della Provincia di Vercelli – ma per potere essere in grado di intervenire con tempestività ed efficienza e soprattutto in sicurezza per sè e per gli altri è necessario che ciascuno sappia esattamente cosa fare e come farlo. Nelle attività quotidiane e ancor più in emergenza l'improvvisazione  può avere conseguenze gravissime. Per questo motivo riteniamo che questo Decreto contribuisca a mettere ordine in una materia assai delicata. Dal canto nostro riteniamo la formazione basilare per le attività di volontariato e per questo da sempre il Coordinamento di Vercelli organizza corsi teorici ed esercitazioni pratiche sui più svariati argomenti, dall'uso delle motoseghe alla gestione dei campi di accoglienza, dalle comunicazioni via radio al monitoraggio dei corsi d'acqua. Si tratta di incontri formativi riservati agli specialisti dei vari settori ma aperti a tutti i volontari per accrescere e condividere quella conoscenza e capacità operativa che ci hanno permesso di raggiungere i risultati di eccellenza che ci vengono riconosciuti".



 


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