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26/01/2012 - Vercelli - Salute & Persona

VERCELLI - Piano Socio Sanitario: per Cisl e Uil, la costituzione delle cosiddette “Federazioni Sanitarie” alimenta nuove criticità

La speranza è che la Regione proponga un progetto che metta al primo posto solo ed esclusivamente la tutela della salute di tutti i cittadini




VERCELLI - Piano Socio Sanitario: per Cisl e Uil, la costituzione delle cosiddette “Federazioni Sanitarie” alimenta nuove criticità
L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino

Nella serata di lunedì 23 gennaio, a Torino, si è tenuto un incontro tra  l'assessore  alla  Sanità e le rappresentanze regionali dei Sindacati confederali; l'incontro  aveva  come  ordine  del  giorno  la  nuova  proposta  di  piano  socio  sanitario.



L'assessore  ha

affermato

che,   in  considerazione  della  mobilitazione e dei  documenti   prodotti,  a  tutti  livelli, per contestare  la proposta al  vaglio  della  IV  commissione,  si  è  deciso  di  cancellare  l'ipotesi  della separatezza  tra  ospedale  e  Asl. Questo  risultato è senza dubbio il frutto di una sinergia di interventi sindacali,   di  categoria  e  confederali,  a livello regionale  e  territoriale.


 La

  nuova

  proposta  di  "modello  organizzativo"  del  sistema  sanitario piemontese  prevede la creazione di 6 Federazioni, 3  per  Torino  e  3  per  il  resto  delle  province. In  pratica,  le  attuali  Asl resterebbero  così come  sono  comprendendo  ospedali  e  servizi  territoriali, ma dovrebbero  fare  riferimento ad  una  di  queste Federazioni. Le  Federazioni avrebbero  funzioni    molto  importanti,   (svuotando  nei  fatti  il  ruolo  dei  Direttori  Generali e Amministrativi delle  Asl), come la gestione  degli acquisti, dei processi  informatici, ma soprattutto la  programmazione e  la  gestione  del  personale.


A questo punto si impone una serie di riflessioni. La prima osservazione che sorge spontanea dopo l’ennesima proposta della Regione è la seguente: quale grado di competenza tecnica possiede un organismo che varia continuamente l’assetto del piano? Con quale cognizione di causa questi signori sono convinti della bontà e delle funzionalità dell’impianto proposto, se questo è sottoposto a continue variazioni? Quale fiducia possono avere i cittadini in questa giunta che continua a cambiare la rotta? E’ legittimo a questo punto pensare che, oltre a motivazioni puramente tecniche, entrino in gioco motivazioni di tipo squisitamente politico. Guarda caso, la tanto sbandierata vittoria cantata nelle ultime settimane da alcuni politici, riguardo alla retromarcia sul discorso della separatezza tra Aziende Sanitarie Ospedaliere (Aso) ed Aziende Sanitarie Locali (Asl), presentata come “vittoria della sanità vercellese, non regge ad un’attenta analisi del progetto:  infatti  la subalternità di Vercelli rispetto a Novara non è affatto superata da un’ipotesi di hub costituito dall’asse Novara – Vercelli; in questo caso, non è affatto chiaro quali strutture complesse (primariati) saranno di pertinenza di Vercelli e quali di Novara. Il fatto che la “vittoria” della sanità vercellese sia come minimo millantata, emerge, a questo proposito, dal fatto che già nei giorni scorsi qualche politico abbia ammesso che, in cambio dell’abbandono dell’ipotesi della separatezza, qualcosa Vercelli debba pur cedere: peccato che si parli “solo” , fra le  altre cose, della gestione del personale. Questa è una cosa che

non  possiamo

  accettare: la gestione  del  personale   deve  restare  di  competenza  delle  Asl. Tutti sappiamo che il funzionamento di qualsiasi tipo di struttura, privata o pubblica che sia, dipende dalle persone che se ne occupano, e le persone vivono e lavorano in un ambiente che ha caratteristiche  peculiarità, e soprattutto bisogni  ben definiti. Un organismo verticistico che decide per tutti come può rispondere ai bisogni dei cittadini? Mai come quando si parla della salute siamo tutti vulnerabili ed abbiamo l’esigenza di sentirci protetti e tutelati da qualcuno che sia a noi vicino nel quale riponiamo tuta la nostra fiducia. La costituzione delle cosiddette “Federazioni Sanitarie”, con a capo una holding che si occupa di tutti gli aspetti gestionali, crea un organismo aggiuntivo che, prevedendo l’istituzione di nuove figure manageriali, in realtà si pone in aperto conflitto con l’obiettivo di razionalizzazione della spesa pubblica ( in quanto si sa che i manager vanno pagati, e profumatamente; in questo caso, si può ben dire: sulla pelle dei cittadini, e non in senso figurato…)..  Per  ogni  Federazione  è  previsto  un  direttore  Generale  con  un  maggior  costo  di  circa  1.000.000  di euro per  tutte  le  Federazioni . Noi  contestiamo fermamente   la creazione  di  nuovi  posti  dirigenziali,  non  possiamo  predicare  risparmi  e  poi  praticare  nuovi  costi! Come Cisl e Uil non vogliamo arrogarci la primogenitura di iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza e di critica nei confronti della Regione in materia di sanità a spese di altre sigle sindacali; vogliamo solo ribadire il nostro fortissimo dissenso riguardo alle proposte della Regione, che ci sembrano andare in una pericolosissima direzione: il progressivo smantellamento della sanità pubblica. Lo abbiamo denunciato nei mesi scorsi unitariamente e continueremo a farlo, fintanto che non saremo di fronte ad un progetto che metta al primo posto solo ed esclusivamente la tutela della salute di tutti i cittadini, in particolar modo di coloro che, poiché disabili, o anziani, o non autosufficienti, sono più deboli e necessitano di più attenzione, rispetto, cure.


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Cisl - Uil

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