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15/05/2014 - Vercelli Città - Economia

VERCELLI - Operazione “Mare Nostrum” fa acqua da tutte le parti

Sbarcano nel territorio vercellese uomini e donne provenienti da molto lontano, cosa accade davvero in questi giorni a Vercelli?




VERCELLI - Operazione “Mare Nostrum” fa acqua da tutte le parti
Operazione Mare Nostrum

Recentemente la nostra piccola provincia si è svegliata accorgendosi, improvvisamente, di essere parte del mondo globale.



Da più poco di un mese che, con una frequenza quasi settimanale, 'sbarcano 'nel territorio vercellese uomini e donne provenienti da molto lontano. Chi li chiama profughi, chi immigrati ,chi esuli, alcuni più benevolmente esseri umani che scappano da fame e guerre, altri, i più ignoranti, con epiteti irripetibili.


 Di sicuro siamo davanti a FORZA LAVORO in mobilità ,a cui si accompagnano  gli immancabili drammi .  Fanciulli, uomini e donne giovani e meno giovani, che sperano di costruire un futuro migliore, che scappano dalla fame e dalla guerra dei loro Paesi   o come  invece sostengono alcuni imprenditori nazionali ed transazionali, una opportunità per ristrutturare, investire e far crescere le loro aziende.


Ma cosa accade davvero in questi giorni a Vercelli?


 Con un certo stupore da parte di molti, il contingente di profughi  dopo essere “sbarcato” a Lampedusa viene “smistato” nel resto del territorio italiano. Nel caso dei profughi “vercellesi” essi atterrano con volo charter notturno a Caselle, e vengano smistati nei i vari territori piemontesi, tra cui appunto Vercelli per poi, dopo una breve “sosta”, sparire nel nulla...


 Finora, sono “sbarcati” nel nostro territorio contingenti di 15- 30- 50 persone che hanno “sostato” a Vercelli ed a cui è stata data assistenza “alberghiera” (vestiti , tetto e cibo) ed assistenza sanitaria.


Ci vorremmo soffermare su quest’ultima. Il buon senso farebbe pensare che ad uguale emergenza corrisponda uguale trattamento, quantomeno in termini sanitari, al contrario scopriamo che vi sono diverse interpretazioni a seconda degli organi territorialmente competenti, come se le conoscenze Mediche e le tutele sanitarie fossero  diverse  a seconda delle Prefetture territorialmente competenti.


 Così succede che ogni volta che approdano 30/50 persone migranti, gli organi istituzionali competenti vercellesi entrano in una incomprensibile fibrillazione, affrontando la questione, come fosse un evento emergenziale ed isolato. Si precettano contingenti di operatori sanitari, in deroga a qualunque normativa vigente, o al buon senso, sulla salvaguardia psico-fisica e contrattuale affidando “all'improvvisazione” le indagini mediche igienico-sanitaria dei migranti. Indagini che vengono fatte di notte e non si capisce perché.


Forse non vogliamo far vedere agli occhi dei vercellesi che siamo solidali, oppure perché si pensa che il carico di lavoro di notte è meno pesante? È ora di dire con chiarezza a tutti che il re è nudo!


L'emergenza profughi non è un fatto isolato ma è strutturale ed è da inserire nelle attività di routine.


 Un carico di lavoro che deve essere aggiunto alle normali attività, che sono peraltro già in sofferenza, per il servizio sanitario nazionale, anche in una  piccola città come Vercelli. Occorre attivare un tavolo di crisi in cui siano coinvolti tutti gli operatori. Non può essere solo il Prefetto ad occuparsi del tema “emergenza migranti” scaricando sul servizio sanitario un carico di lavoro che, oggettivamente, il servizio sanitario ha difficoltà ad affrontare. È necessaria l'attivazione di piani ed unità organizzate adibite quotidianamente allo scopo di accogliere, anche sotto il profilo della tutela della salute, i migranti.


Non è più possibile obbligare operatori sanitari a lavorare per più di 12 ore al giorno o sperare che sia il volontariato sociale ad occuparsene come se stessimo affrontando eventi sporadici. Occorre provvedere ad un potenziamento degli organici. Esistono migliaia di giovani infermieri, tecnici sanitari e più genericamente giovani disoccupati che potrebbero lavorare professionalmente e degnamente per tale esigenza sanitaria.


È inaccettabile  avere un esercito di giovani laureati  professionalizzati disoccupati  e di contro chiedere agli occupati


(i cosiddetti garantiti) saltando riposi e con orari anche oltre le 12 ore giornaliere come da inizio del secolo scorso, con forte rischio sulla qualità delle prestazioni.


Il bisogno di sanità è in aumento e i continui tagli ed il  blocco delle assunzioni sono ingiustificati e mettono a rischio la salute di tutti: operatori, cittadini residenti e migranti.


“L’emergenza” profughi ha messo in evidenza le gravi carenze organizzative del sistema Italia, carenze che non riguardano solo i momenti emergenziali, di cui sempre si sono fatti carico i lavoratori, ma che attengono al complessivo carico di lavoro degli operatori sanitari e che comportano possibilità di aumentare l’errore umano ai danni dei malati.


L’emergenza profughi è solo la punta dell'iceberg. La sanità italiana, e quella vercellese in particolare, senza nuove assunzioni, rischia il collasso!!! occorre assumere al più presto giovani medici, infermieri, tecnici,fisioterapisti e personale di supporto.


Noi chiediamo che dalle parole si passi ai fatti, siamo stufi di sentire dai politici di tutti gli schieramenti, professori d'economia e giuslavorasti che bisogna dare lavoro ai giovani senza mai attivarsi per assumerli (se non contratti capestro) anche quando vi sono evidenti necessità strutturali.


 Cgil-Cisl-Uil Vercelli  


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