VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
lunedì 10 agosto 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




03/02/2014 - Vercelli Città - Società e Costume

VERCELLI - Musica, letteratura e poesia con l’Associazione Italia Israele di Vercelli per celebrare la XIV Giornata della Memoria

Al Salone del Dugentesco, il 26 gennaio




VERCELLI - Musica, letteratura e poesia con l’Associazione Italia Israele di Vercelli per celebrare la XIV Giornata della Memoria
Commemorazione del 26 gennaio al Dugentesco

Musica, letteratura e poesia: questi i mezzi attraverso i quali l’Associazione Italia Israele di Vercelli ha celebrato la XIV Giornata della Memoria.



Il discorso introduttivo dell’ex Presidente dell’Associazione, dott. Marco Ricciardiello, è stato seguito dalle riflessioni proposte dall’attuale Presidente, il Prof. Giacomo Ferrari.  «Siamo qui per ricordare uno dei momenti più oscuri della Storia, se non il più oscuro: quello in cui l’antiebraismo si è trasformato in un vero e proprio programma di Governo.


L’antiebraismo ha radici antichissime: esso è documentato anche nella Bibbia e, dalla Diaspora causata dai Babilonesi, si passa alle persecuzioni volute dall’Impero romano ed alle persecuzioni in tempo medievale…fino ai pogrom dell’Europa dell’Est, nell’Ottocento.


Ciò che è avvenuto con l’instaurazione del regime nazista presenta tratti di maggiore atrocità: l’obiettivo non era esclusivamente quello di eliminare fisicamente l’ebreo. L’ebreo doveva essere anche privato della sua dignità di essere umano.  I tedeschi hanno usato il vecchio escamotage: “quelli non sono uomini e quindi possiamo fare loro ciò che vogliamo”.


Ecco, la Giornata della Memoria dovrebbe permetterci di fare un passo in più, di andare oltre le sterili polemiche: in questi giorni, capita di leggere articoli su articoli dedicati alla Memoria ed alle polemiche che – spesso stupidamente – vengono sollevate in occasione della ricorrenza. Lo stesso vale per la valanga di pubblicità – dedicata ai libri sull’Olocausto – che invade le nostre caselle mail proprio in questi giorni.


 Ebbene: la Giornata della Memoria va ben aldilà del mero dato “consumistico”, non serve a metterci la coscienza a posto per quei due o tre giorni dell’anno adibiti al Ricordo. Bisogna superare la fase emotiva per passare a quella critica. Le sfide sono ancora tante. Dobbiamo fare i conti con il negazionismo, ad esempio. L’obiettivo dei negazionisti è quello di colpire indirettamente l’altra parte: “voi difendete un popolo di mentitori” cercano di farci credere. Ed è un processo di screditamento che ritroviamo anche nell’elaborazione di documenti falsi, come i Protocolli di Sion, che attribuivano agli ebrei una sorta di volontà cospiratoria diretta alla conquista del mondo. E’ uno screditamento che colpisce l’ “emotività”, ma che nulla ha di scientifico: tutti sappiamo che esistono prove storiche che accertano l’Olocausto dato che si è trattato di un annientamento programmato.


 E’ evidente che negare l’Olocausto non ha senso. In fondo, non ci si deve stupire: questo “screditamento” ha operato, nel mondo moderno, anche per altri frammenti di Storia, come la Resistenza». In conclusione: «C’è l’antiebraico per ragioni politiche, l’antiebraico per tifo calcistico, l’antiebraico per “estetica”, l’antiebraico che lo è perché ha semplicemente bisogno di sentirsi parte di un gruppo portatore di una determinata ideologia. Come sconfiggere questi comportamenti? Reprimendo, innanzitutto dentro di noi, ogni minima traccia di comportamento razzista. E poi, soprattutto, opponendoci con la forza della ricostruzione storica e della morale: la nostra coscienza deve rimanere sempre sveglia!».


E’ stata poi la volta dell’Assessore alla Cultura del Comune di Vercelli dott. Pier Giorgio Fossale: «Partecipo alla Giornata della Memoria con profonda convinzione. Mi domando sempre come sia stato possibile che, in una Nazione moderna ed illuminata come la Germania, il nazismo abbia preso il sopravvento. Effettivamente, questo movimento che si è presentato come una tempesta devastante, aveva qualcosa di “esoterico”: con il suo estremismo, toccava l’inconscio dell’essere umano. I tedeschi non furono infatti capaci di opporre, all’emotività, la forza del ragionamento. Ma noi, nella realtà contemporanea, dobbiamo fare in modo che prevalga lo spirito di opposizione contro ogni forma di discriminazione. Perché il Male vinca, ne sono convinto, basta che un Bene timido e riservato taccia. Non deve prevalere il compromesso, la rinuncia ai valori, ma deve prevalere il Valore. Questa scintilla che si oppone al Male deve essere sempre tenuta viva, dentro di noi». Mentre il Provveditore agli Studi, dott. Antonio Catania, ha affermato: «Dobbiamo fare attenzione anche alle barbarie presenti nella nostra società: il razzismo è molto più diffuso di quanto si possa credere. Il razzismo che si limita a “criticare” l’opinione diversa dalla nostra può culminare nell’odio più profondo, quello stesso odio che ha dato origine all’Olocausto. Perché ricordare? Perché da noi dipendono le scelte future. Bisogna stimolare la partecipazione alla vita politica, ad esempio, per evitare che la disinformazione più bieca prenda il sopravvento in questo momento di crisi…approfittando delle condizioni di debolezza delle persone. Soltanto la vera democrazia, secondo la mia opinione, può insegnarci ad accettare le differenze, arginando il rischio del ricorso alla violenza».


L’Associazione Italia-Israele ha peraltro deciso di onorare l’Assessore alla Cultura ed il Provveditore agli Studi di Vercelli con la piantagione, in Israele, di venti alberi: i dieci alberi a nome di Fossale ed i dieci a nome di Catania verranno piantati tramite il Fondo Nazionale d'Israele - Keren Kayemet le-Yisrael. Tra le attività istituzionali del Fondo, infatti, rientra anche la celebrazione dei Giusti d'Israele con la piantagione di un albero tanto a Yad VaShem, quanto nel Paese dove hanno operato salvando vite umane. Fossale e Catania riceveranno, in seguito, l’attestato della piantagione.


Presente alla serata anche Mons. Giuseppe Cavallone: «I membri del popolo di Israele sono i nostri “fratelli maggiori”. In questi giorni ho letto parecchie testimonianze, riguardanti la città di Roma ed i suoi dintorni, da cui si evinceva che molti ebrei sono stati nascosti e salvati proprio da esponenti della religione cattolica…ebbene, questo – per la Chiesa – è un vanto. Per quanto riguarda il negazionismo, devo dire che ho visitato alcuni campi di concentramento e non può che risultare evidente la follia dei negazionisti: i cristiani devono impegnarsi a difendere, in ogni luogo e tempo, la dignità di tutti i popoli. Il nostro compito è stato, e resterà per sempre, quello di instaurare una comunità in cui a prevalere siano la Giustizia e l’Amore per l’altro». Mirella Carpanese, Presidente dell’Associazione Janusz Korczak, ha portato il suo saluto: «Sono qui anche per ricordare il nostro eroe, Janusz Korczak, medico ebreo polacco che fu deportato nel campo di sterminio di Treblinka. Morì, insieme a tutti i bambini ospiti dell'orfanotrofio ebraico del Ghetto di Varsavia e agli educatori».


 Quattro i canti proposti – in lingua ebraica - dal coro dell’Università Popolare di Vercelli, diretto da Gabriella Greco. Ai brani biblici cantati in lingua ebraica (tratti da Isaia, Geremia e Cantico dei Cantici) è seguita una suggestiva interpretazione di Yerushalaim Shel Zahav: Gerusalemme d’Oro, canzone popolare ebraica, simbolo della vittoria nella Guerra dei Sei Giorni e che –di fatto- viene considerata il secondo inno nazionale dello Stato di Israele.


Gli attori Licia di Pillo e Renzo Bellardone hanno contribuito recitando “Il diario di Anne Frank”, poesia dello scrittore milanese Roberto Malini, ed alcuni brani tratti da “Terezin. Il ghetto modello di Eichmann”, libro scritto dal sopravvissuto Benjamin Murmelstein. Terezin, campo di sterminio in Repubblica Ceca, che fu inizialmente spacciato come città generosamente “donata” agli ebrei: in esso si consumavano le peggiori atrocità ma, in occasione delle visite delle autorità internazionali – tra cui la Croce Rossa Internazionale – il regime tedesco provvedeva a distorcere la realtà. I Ministri europei in visita a Terezin, infatti, vedevano orchestre che suonavano gioiosamente ed ebrei che lavoravano in condizioni di perfetta pulizia e serenità:  ma, non appena le autorità giravano lo sguardo -  in buona o mala fede -  il Male prendeva nuovamente il sopravvento. Al pari di quanto accadeva ad  Auschwitz o Mauthausen.


L’Ensemble Italia-Israele, guidato dal Maestro Giuseppe Canone, e il carisma della cantante Francesca Borsetti hanno infine trascinato il pubblico in un viaggio emozionante, attraverso le atmosfere della musica Yiddish. Anche la musica Yiddish contribuisce al Ricordo: infatti, essa appartiene alla tradizione culturale degli ebrei dell’Est Europa, tra i più “bersagliati” dall’odio nazista e colpiti dallo sterminio. Dalle note più cupe, permeate di sofferenza, ai ritmi più cadenzati, tendenti alla gioia, alla celebrazione della vita. «Ringraziamo l’Associazione Italia Israele – ha concluso il Maestro Canone –per averci dato la possibilità di celebrare la Memoria nel nostro modo, attraverso la nostra passione, il nostro sentimento: la Musica».


ENSEMBLE ITALIA - ISRAELE


Direzione e clarinetti        CANONE Giuseppe


Fisarmonica                     BERETTA Paolo             


Voce                                 BORSETTI Francesca   


Contrabbasso                   PROFETA Stefano          


Chitarra                            SAVINI Matteo                  


Così recita un verso biblico: “I mattoni sono caduti, ma noi ricostruiremo con pietre squadrate; i sicomori sono stati tagliati, ma noi li sostituiremo con i cedri”.


Naase venishma: ascoltermo e agiremo.


“Il diario di Anne Frank” di Roberto Malini è stato pubblicato nel suo libro


         DICHIARAZIONE, Edizioni Il Foglio


Il testo presentato è stato scelto dal libro di Benjamin Murmelstein,


          “TEREZIN. Il ghetto modello di Eichmann”, Editrice La Scuola


 


 


 


 


 


 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it