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24/09/2014 - Vercelli Città - Salute & Persona

VERCELLI - Le Organizzazioni Sindacali manifestano preoccupazioni per quanto riguarda le condizioni di lavoro degli Operatori all’Ospedale Sant Andrea

Nella conferenza di oggi dicono basta alle criticità croniche come in Emodinamicae Pediatria, ecco cosa succede





VERCELLI - Le Organizzazioni  Sindacali  manifestano preoccupazioni per quanto riguarda le condizioni di lavoro degli Operatori all’Ospedale Sant Andrea
Da dx Varini Giorgio, La Terra Mariella e Francesco Cussotto alla conferenza di oggi pomeriggio

 (s.co.) - Non è da oggi  che le Organizzazioni  Sindacali  manifestano preoccupazione per quanto riguarda le condizioni di lavoro degli Operatori che quotidianamente prestano il loro servizio all’Ospedale Sant'Andrea di Vercelli.



Dal 2010 è stato ridotto al minimo il ricambio generazionale o meglio, l’organico è stato privato quasi completamente  di nuove assunzioni  se non con il contagocce e le persone che vi lavorano, dagli Oss agli Infermieri piuttosto che Ausiliari, si ritrovano    a dover affrontare una notevole mole di lavoro e turni stancanti, proprio  per sopperire e mantenere  uno  standard  qualitativo accettabile  del servizio.


Ne danno voce oggi mercoledì 23 settembre, in una conferenza stampa,  le maggiori sigle sindacali, rappresentati da Varini Giorgio per la Uil Fpl Vercelli-Valsesia, La Terra Mariella per la Cgil Fp Vercelli Valsesia  e Francesco Cussotto della Cisl Fp Piemonte Orientale.


Ecco in dettaglio la loro  posizione per quanto riguarda la Sanità a Vercelli.


Intanto è  vietato ammalarsi.


Carenza di personale, turni massacranti e problemi organizzativi causano gravi problemi al servizio di Emodinamica dell’ospedale Sant’Andrea che chiude nei fine settimana e a Pediatria dove il numero ridotto degli infermieri non assicura adeguate cure ai pazienti.


Nel giro di pochi mesi  a Cgil-Cisl-Uil di categoria ed Rsu Asl'Vc' sono pervenute richieste di assemblee, lettere con richieste d'interventi e denunce con unico leit motiv: manca personale.


Il blocco del turn over deciso dalla precedente giunta regionale e confermato dall'attuale giunta sta portando al collasso la sanità vercellese.


La Direzione dal canto suo, forse non comprendendo la gravità della situazione accetta supinamente i vincoli regionali affidandosi alla buona volontà degli operatori. Il piano di assunzione messo sinora in campo e' limitato a poche  assunzioni temporanee in libera professione che non garantiscono organizzazioni stabili e durature,indispensabili in un settore quale quello sanitario ove efficacia ed efficienza possono essere garantite solo da formazione continua e crescita professionale, attuabili non certamente con contratti a scadenza.


 Efficienza ed efficacia non certamente attuabile se gli operatori sono costretti a  orari e turni di lavoro che  non permettano un reale recupero psico-fisico a discapito di pazienti ed operatori .


Alto diventa in tale situazione  il rischio di errori.


L'elenco dei reparti che ha invocato aiuto e' lungo:


malattie infettive, psichiatria, Adi Area Nord e Sud, laboratorio analisi di Borgosesia e Vercelli, Fisiatria Area Nord, Country Hospital  di Varallo, Cardiologia, Neurologia, Dea di Vercelli, Ostericia Vercelli  per citare le richieste più recenti .


Nel giro di 4 anni si sono persi circa una cinquantina di posti da infermiere professionale e il personale di supporto che e' aumentato di una decina di unità e' comunque insufficiente ( sapendo naturalmente che un infermiere non può essere sostituito da un OSS).


A fronte della perdita secca di personale la riorganizzazione della rete ospedaliera messa in campo negli ultimi decenni dai vari piani sanitari  regionali e nazionali hanno aumentato e non diminuito il bisogno di personale infermieristico-tecnico sanitario e fisioterapico.


Alla gerarchizzazione degli ospedali e la loro messa in rete accompagnate alla riduzione dei posti letto,  e' conseguita un aumento di prestazioni in regime di day hospital - day surgery,ambulatoriali e domiciliari.


E' aumentato la necessita' di trasferimento urgenti in ambulanza  con medici ed infermieri a bordo verso gli ospedali cosiddetti HUB (ove ci sono specialistiche ormai assenti al S.Andrea ).


Si sono potenziati attivita' in regime di urgenza introducendo letti di  semi-intensiva in Dea e la  Unit Stroke (centro ictus) di Base in neurologia senza II dovuto e necessario potenziamento il  di personale .


In generale si può pero' affermare che tutti i reparti si reggono su numeri risicati e dall'equilibrio poco duraturo.


Ci soffermiamo sugli ultimi casi eclatanti emodinamica e pediatria perchè paradigmi di una situazione esplosiva.


Emodinamica


Carenza di personale, problemi organizzativi e turni di reperibilità logoranti imposti ai dipendenti per garantire la funzionalità del servizio.


Questa è la situazione in cui si trova l’attività di Emodinamica del più importante nosocomio vercellese, aggravatasi durante il periodo estivo dove si è arrivati a richiedere, a singoli operatori, anche 17 turni di reperibilità nell’arco di 30 giorni (il che significa 17 giorni di disponibilità, a fronte di un limite contrattuale di 6). Sebbene sarà rinnovata a breve  la tecnologia del reparto, non ci sono infermieri sufficienti per operare in sicurezza e, per la seconda volta nel giro di poche settimane,


 l’Emodinamica del Sant’Andrea è rimasta chiusa ai pazienti il sabato e la domenica, dirottando l’utenza su Novara dove ovviamente aumentano  le difficoltà per pazienti e operatori che – dato l’affollamento – non possono assicurare,in caso di contemporaneità di ricoveri,  la dovuta tempestività indispensabile in  simili interventi .


Non solo l'utenza della provincia di Vercelli e' a rischio ma anche quella di Novara.


In risposta alle numerose denunce sollevate da Cgil Cisl Uil da circa un anno , la Direzione dell’ASL vercellese avrebbe trovato una soluzione nell’incrementare il servizio di Emodinamica con operatori provenienti dall'Utic  (Unità Terapia Intensiva Coronarica) ed in servizio attivo nella struttura  ( si precisa che per norma i pazienti con patologie acute devono avere 2 infermieri in turno).


L’utilizzo di operatori non adeguatamente qualificati e formati da un congruo periodo di apprendimento rischia,  peraltro, di essere un rimedio peggiore del male, come la stessa Direzione sanitaria attesta nel “Progetto di Riorganizzazione del Servizio di Pronta di Disponibilità Cardiologica e Interventistica”. Il Ricorso  di un infermiere in guardia attiva e quindi sottratto dall'attività dell'UTIC  coinvolge anche gli infermieri della cardiologia  degenze.


Il  problema è soprattutto presente  nel turno notturno dove non è presente un operatore di supporto (OSS), anche a seguito  dell' aumento delle chiamate in Pronta Disponibilità.


Per queste ragioni Cgil Cisl Uil esortano la Direzione dell’ASL a trovare soluzioni immediate per il servizio Emodinamica introducendo personale aggiuntivo specializzato  al fine di garantire il servizio alla cittadinanza presso il nosocomio vercellese.


Pediatria


Le Organizzazioni sindacali denunciano altresì una situazione di sofferenza del servizio pediatrico del Sant’Andrea dovuta a una grave carenza di organico. È infatti nettamente al di sotto della media il numero complessivo di infermieri professionali necessari ai pazienti, anche secondo quanto previsto dai piu' recenti standard sulle dotazioni organiche in Pediatria.


Un rapporto numerico – quello tra infermieri e pazienti - che non solo non è in linea con i più recenti orientamenti in tema di assistenza infermieristica, ma non è neppure sufficiente a garantire l'applicazione del turno aziendale. Il personale risulta da mesi costretto a svolgere una turnistica (cosiddetta 3/1) non consentita dalle norme vigenti, ovvero non rispettosa del riposo di 11 ore tra un turno e l'altro, mettendo a rischio la sicurezza dei pazienti.


Da considerare, inoltre, che l'attività della struttura pediatrica non è legata solo ai ricoveri ordinari ma anche all'attività ambulatoriale e soprattutto a quella del Dipartimento di Emergenza e Accettazione che conta già 8.010 prestazioni da inizio anno sino ad agosto 2014 (!). In una situazione al collasso, la recente scelta della Direzione medica di trattare pazienti minori psichiatrici in Pediatria ha aumentanto un carico di lavoro già insostenibile, oltre a porre in una situazione di rischio i piccoli pazienti, i familiari e gli stessi operatori.


A fronte della totale precarietà ed esasperazione in cui versano le strutture di Emodinamica e Pediatria,  gli operatori – su invito delle OO.SS. – hanno deciso di declinare ogni responsabilità per eventuali errori dovuti alle sofferenze più volte denunciate.


La relazione tra il rapporto numerico di infermieri e pazienti è un fattore determinante per scongiurare pesanti conseguenze per i malati, come ad esempio il rischio di contrarre importanti infezioni sistemiche e, per gli infermieri, lo stress da lavoro conseguente a mansioni svolte in condizioni difficili. 


Si segnala inoltre che la turnistica 3/1 è ormai diffusa in quasi tutti i reparti  a seguito delle carenze di organico, in deroga alle norme sui riposi..


Non trascurabile il fatto che dal 2002 si è modificato il turno di ingresso mattutino del personale, si è passati dalle ore 6 alle ore 7 per umanizzare l'assistenza lasciando  riposare i pazienti ed oggi il personale si vede costretto ad iniziare le attività alle oer 6 smontando dal turno di  notte ( dopo 8 ore) per effettuare attività che dovrebbero essere effettuate dopo le 7.


Cgil, Cisl e Uil hanno pertanto diffidato la Direzione sanitaria a imporre una turnistica massacrante al personale del servizio di Emodinamica e Pediatria che non preveda il giusto riposo, nell’interesse dei dipendenti ma, soprattutto, dei pazienti che hanno diritto ad adeguate cure e attenzioni ospedaliere.


Oltre alla mera denuncia Cgil-Cisl-Uil  non escludono altre iniziative e mobilitazioni.


 

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