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29/04/2013 - Vercelli - Società e Costume

VERCELLI - La settima dell’arte entra nella scuola, all’Istituto Superiore Cavour

Le classi 3D e 4D ragionieri ad indirizzo turistico, sono state invitate dalla docente di lettere, professoressa Marilina Conti, a partecipare a due diversi laboratori sul cinema






VERCELLI - La settima dell’arte entra nella scuola, all’Istituto Superiore Cavour
Una classe che ha partecipato al progetto

Divertimento, riflessione, approfondimento, evasione. Le dimensioni e le chiavi di lettura di una film sono innumerevoli, ma non sempre sappiamo coglierle.

Del cinema, come per la storia e la letteratura, dobbiamo conoscere struttura e  linguaggio per divenire consapevoli dei significati e dei messaggi di cui questo si fa portavoce.

Per entrare pienamente in questa dimensione le nostre classi, 3D e 4D ragionieri ad indirizzo turistico, sono state invitate dalla nostra docente di lettere, professoressa Marilina Conti, a partecipare a due diversi laboratori sul cinema presentati da due esperti del settore: il regista Alex Zarino e la scenografa Valeria Facelli.

Noi della classe terza abbiamo seguito il laboratorio intitolato “Storia del cinema e primi passi sul set” articolato in tre incontri durante i quali siamo stati catapultati agli albori della cinematografia ritrovando quei fratelli Lumière che avevamo conosciuto al Museo del Cinema di Torino a dicembre (visita propedeutica, ma divertente, a questo laboratorio). E il cinema muto? Pochi di noi conoscevano Buster Keaton, attore mito di quel periodo. Dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, il  cinema si evolve: da semplice specchio della realtà – che impressione il famoso arrivo del treno dei mitici Fratelli! – a  rappresentazione della società , della letteratura e della storia.

Nel secondo incontro ci siamo avventurati, con le due nostre valide guide, alla scoperta dei misteri del costruzione cinematografica, rimanendo stupefatti di fronte alla complessità delle tecniche adottate e alla moltitudine di professionalità che contribuiscono alla realizzazione di un film. Da semplici spettatori ci dimentichiamo che il film è un complessa macchina che nulla lascia al caso: regista, scenografi, soggettisti, sceneggiatori, tecnici della fotografia,  costumisti  (e queste sono solo una parte delle innumerevoli professioni del cinema), intessono una complessa rete di competenze determinante per la realizzazione del prodotto finale. Se la creatività è certamente un fattore determinate non meno lo sono il rispetto delle strutture narrative: abbiamo infatti analizzato spezzoni di film e riprese “dietro le quinte”di set cinematografici per scoprire le affinità tra la dimensione linguistica, che noi conosciamo e pratichiamo, e il linguaggio cinematografico. Segni e parole diventano immagini e inquadrature, la posizione della macchina da presa la focalizzazione, il narratore il regista, il racconto sceneggiatura. Ciò che ci appariva così diverso e distante dalla parola scritta ora si manifesta in nuova dimensione.

Il laboratorio si è concluso con la proiezione di un film: con occhi nuovi abbiamo saputo cogliere i riferimenti storico letterari e, al contempo, riflettere sulle scelte “ di rottura” di musiche e linguaggio.

Certo, ora che le tecniche ci sono state svelate, ci mancherà un po’ la magia, il mistero e lo stupore …. ma il coinvolgimento che il cinema ci offre non svanirà di certo.

La nostra classe, quarta D, ha partecipato al laboratorio “ La storia si specchia nel cinema” che, oltre al regista Alex Zarino e alla scenografa Valeria Facelli, ha visto il coinvolgimento del preparatissimo Alessandro Uccelli (Ministero per i beni e le attività culturali) che ci ha accompagnato nell’analisi del binomio cinema-storia evidenziando quanto lo strumento cinematografico possa presentarsi come fonte storica ricreata attraverso la rivisitazione di documenti d’archivio ed opere artistico-letterarie.

Dopo una breve introduzione sulla storia del cinema, sulla struttura e sul linguaggio filmico abbiamo affrontato direttamente la visione del film. La scelta di “Shakespeare in love” ci ha consentito di intervenire nel dibattito seguito alla visione della pellicola. Avendo affrontato un ampio percorso letterario sul teatro, da Shakespeare a Goldoni passando per Molière, abbiamo ritrovato le pagine più appassionate e struggenti del “Romeo e Giulietta”, riconosciuto autori a noi noti (come Marlowe) e colto appieno quegli elementi del teatro elisabettiano che la semplice parola scritta non sempre riesce a rendere. Attraverso l’analisi di scenografie, costumi e dialoghi siamo stati aiutati a comprendere il dinamico rapporto tra realtà e finzione, così come lo stretto rapporto tra cinema e teatro: un gioco continuo di rimandi a cui dare la caccia per cogliere i risvolti più inediti.

L’intervento di Alessandro uccelli ci ha aiutato a cogliere errori e incongruenze storiche che non avremmo notato perché troppo coinvolti dal pathos della vicenda e dalla bellezza delle ambientazioni.

Di questo laboratorio abbiamo molto apprezzato l’essere resi protagonisti, in questo modo siamo divenuti consapevoli della nostre capacità messe alla prova dalla complessità del strumento cinematografico.

Fidatevi, anche la più pigra delle nostre giovani menti ricorderà quest’esperienza . Provatela!

Classi 3D e 4D Indirizzo turistico Istituto Superiore “Cavour” Vercelli

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