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12/08/2012 - Vercelli Città - Economia

VERCELLI - Inceneritore, dopo l’ autogol del pensiero debole e degli aziendalismi da operetta, torna la politica - Lunedì il Pd sfida il "generale agosto" e pensa al da farsi sulle scelte fondamentali dello smaltimento rifiuti

Il forno di incenerimento che si ferma a causa della “non politica”, di quella che Mino Martinazzoli avrebbe chiamato “politica del niente” ( contrapponeva così la cifra della Seconda Repubblica al ’68 del “tutto è politica” ), può essere fermato definitivamente e con prospettive nuove e finalmente ragionevoli solo dall’intervento della politica.






VERCELLI - Inceneritore, dopo l’ autogol del pensiero debole e degli aziendalismi da operetta, torna la politica - Lunedì il Pd sfida il "generale agosto" e pensa al da farsi sulle scelte fondamentali dello smaltimento rifiuti
Il sito dell’inceneritore di Vercelli, veduta aerea

Magari non sarà una riunione di quelle oceaniche.

La gente è in ferie e il 13 agosto alle ore 18 forse è in spiaggia o comunque altrove. In fondo, come dice una pubblicità, in città è l'ora dell'happy hour.

Tuttavia l’incontro segnala un momento di svolta: il Pd di Vercelli ha capito bene che questa è un’occasione rara e per il nostro territorio (per chi ha memoria dei fatti di vent’anni orsono), forse persino storica.

Il forno di incenerimento che si ferma a causa della “non politica”, di quella che Mino Martinazzoli avrebbe chiamato “politica del niente” ( contrapponeva così la cifra della Seconda Repubblica al ’68 del “tutto è politica” ), può essere fermato definitivamente e con prospettive nuove e finalmente ragionevoli solo dall’intervento della politica.

Parola, quest’ultima, che non è una appendice indesiderabile e imbarazzante e comunque inutilmente ingombrante o “vetero” nella nozione di “democrazia politica”.

La parola torna dunque alla politica.

Quella vera, senza aggettivi, capace di conciliare in modo trasperente interessi leciti, definire obbiettivi condivisi, misurare le risorse.

La politica che si preoccupa di - prima di tutto – capire, poi interpretare e infine rappresentare la realtà ed i suoi processi. Di affrontare una fatica che forse può apparire ingrata e talvolta persino inutile, ma che è comunque ineludibile.

La fatica di oggi è quella di pensare ad altro. Ed il fatto che ciò sia difficile e forse anche molto difficile non può essere accantonato illusoriamente credendo che basti rinviare al 2015 il problema, affinché siano magari altri a trovarselo sul tavolo, continuando in qualche modo a bruciacchiare per tre anni ancora, poi o nel frattempo si vedrà.

Così lunedì 13 agosto il Pd riprova a dire cosa fare dopo il 31 agosto prossimo, tra poco più di 15 giorni, quando il termovalorizzatore di Via Asigliano smetterà di ricevere i conferimenti, per poi spegnere la fiamma.

E la grande caldaia spenta resterà lì, come involontario monumento ad una parodia locale del pensiero debole e forse debolissimo.

Con le migliaia di metri cubi di scorie prodotte in questi anni e - chissà perché - da taluni considerate, con frivolezza drammatica, un dettaglio, un “altro problema”.

Per parlare un po’ di tutto questo lunedì ci sarà dunque una assemblea cittadina che dovrà verosimilmente dare indicazioni anche al Gruppo consiliare.

Poi qualcosa del genere forse decideranno di fare anche il Pdl, la Lega Nord e un po’ tutti.

Su un caso come questo sarebbe normale – e forse queste abitudini torneranno ad essere considerate normali – che i Consiglieri comunali di Vercelli chiedessero una riunione dell'Assemblea cittadina, prima che chicchessia decidesse di fare qualsiasi (altra) cosa,  magari pasticciando ancora invocando l'autonomia di aziendalismi da operetta.

Un'Assemblea per "discutere e deliberare",  come si dice e non solo per modo di dire, non solo quale formula di rito utile per diramare gli avvisi di convocazione.

Senza che ciò apparisse eversivo, senza che nessuno si offendesse e se qualcuno si dovesse offendere, non dovrebbe né potrebbe mancare chi trovasse la fermezza di dirgli – pur con tutto il doveroso rispetto - che non ha proprio nessun motivo per prendersela. E che se invece insiste nell’adontarsi, pazienza. Se ne farà una ragione.

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