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05/07/2012 - Vercelli Città - Salute & Persona

VERCELLI - Il patrimonio immobiliare dell’Asl passa alla Regione, ma i cittadini e la comunità ecclesiale non ci stanno

Aggiornamento ore 16.30 – Durante un incontro nel Presidio Ospedaliero, il Sindaco Andrea Corsaro ha posto il problema sotto esposto al presidente del gruppo consiliare regionale del Pdl Luca Pedrale






VERCELLI - Il patrimonio immobiliare dell’Asl passa alla Regione, ma i cittadini e la comunità ecclesiale non ci stanno
Da sin. Varini, Valeri e Fossale



Aggiornamento ore 16.30 – Durante un incontro nel Presidio Ospedaliero, il Sindaco Andrea Corsaro ha posto il problema sotto esposto al presidente del gruppo consiliare regionale del Pdl Luca Pedrale, il quale ha comunicato: «Stiamo valutando la questione con l’Assessore regionale Paolo Monferino affinché i proventi delle alienazioni siano riconvertiti nelle Asl di provenienza». Questo potrebbe quindi essere una buona notizia.


 


(s.tre.) - Con la legge finanziaria regionale del 2012, viene espressa l’autorizzazione per le Aziende Sanitarie Locali a trasferire alla Regione il patrimonio immobiliare, così da permettere la costituzione “di fondi comuni di investimento immobiliare promossi dalla Giunta regionale e da altri enti locali, ovvero da società partecipate da detti enti”. Una norma di legge di immediata efficacia e attuazione a cui si oppone la comunità civile ed ecclesiale vercellese che a suo tempo diede origine alla concretizzazione del patrimonio.  La richiesta della Regione all’Asl è stata quella di predisporre entro e non oltre il 31 luglio 2012 un inventario riepilogativo del patrimonio immobiliare, comprensivo della documentazione che possa definirlo anche a livello amministrativo e catastale. Proprio considerando il pericolo di questa operazione da parte della Regione, alle ore 11 di giovedì 5 luglio 2012, è stata indetta da Gilberto Valeri, portavoce del Gruppo Iniziativa di Base, una conferenza nell’Aula magna del Seminario Arcivescovile, alla presenza dell’Arcivescovo Padre Enrico Masseroni, di Don Eusebio Viretto, Delegato arcivescovile per la Pastorale sociale e del lavoro, di Don Fiorenzo Vittone, Responsabile per la Pastorale sanitaria diocesana, Mons. Cristiano Bodo, Vicario Generale della Diocesi;  Vittorio Gamba, Segretario Cgil Vercelli; Bruno Ranucci, Segretario Cisl Vercelli; Giorgio Varini, Segretario Uil Vercelli; Pier Giorgio Fossale, Presidente dell’Ordine dei Medici di Vercelli, Michele Pretti, Presidente delle Acli di Vercelli, Marzio Grigolon, Presidente dei Medici cattolici, Giuseppe Misia, Direttore di Confartigianto; Antonio Gobbato, Presidente di Confesercenti; Alberto Pederlin Presidente Cna; Francesco Ferraris Presidente dell’Ordine degli Avvocati; Matteo Maffezzoni, Presidente Ail; Giovanni Roncarolo, Presidente di Avulss e Maria Emilia Bogni Presidente dell’Associazione Insieme. Tra il pubblico anche la Cisl e Uil Medici, il Sindacato Aiuti Ospedalieri e il Sindacato Anestesisti e Rianimatori. Quello che ha sottolineato Valeri è stata l’importanza dell’utilizzo “di dette risorse per riportare l’Ospedale al passo con le moderne tecnologie ed esigenze sanitarie. Questo potrebbe essere portato avanti dal progetto del nuovo Ospedale Sant’Andrea così com’era stato e com’è tutt’ora identificabile nello studio di fattibilità ordinato dall’Asl e dall’Assessorato regionale alla sanità, a Ei Enginering Srl e Ai Studio di Torino, Architetto Enrico Griffith Broocles, e presentato nel dicembre 2006 dal Commissario dell’Asl Dott. Barnabino”. Il documento (riportato in allegato pdf) è stato poi ripreso dalle parole del Sindaco Andrea Corsaro, che, pur capendo la necessità della Regione di far fronte alle difficoltà attuali, non approva la possibilità che il patrimonio venga sottratto alla Asl locale, perché ha finalità rilevanti e precise. Pertanto il prossimo Consiglio Comunale prevede all’Ordine del giorno uno specifico punto riguardante il piano regionale sui beni dell’Asl che tali devono restare. Senza tralasciare il fatto che traspare la sua volontà di migliorare la struttura già esistente del Sant’Andrea e non la realizzazione di un nuovo ospedale. Elenca poi (vedi il video in homepage) in che modo il patrimonio lasciato abbia permesso fino ad ora di avere macchinari e strumenti importanti per il Nosocomio. Su come sia stato impiegato parte del patrimonio in passato nasce un dibattito acceso tra Valeri e il primo cittadino, per poi ritornare all’intento principale, ovvero la salvaguardia degli averi Asl. In seguito, Fossale ha ribadito l’importanza e la finalità del Servizio sanitario pubblico. Per questo “ci vuole il rispetto di una volontà espressa in passato e della legalità”. A fare da paciere, l’Arcivescovo che ha sottolineato l’importanza di risolvere la situazione con il dialogo, attraverso “la concretezza e la collaborazione. Inoltre, bisogna agire con urgenza pensando alla centralità del sofferente”.


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