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15/02/2014 - Regione Piemonte - Salute & Persona

VERCELLI - Il caso Stamina – Le cure mediche tra emotività e razionalità

Venerdì 21 febbraio al Dugentesco un interessante incontro per parlare del caso Stamin a e le cure mediche tra emotività e razionalità, comunicazione ed emozione.




VERCELLI - Il caso Stamina – Le cure mediche tra emotività e razionalità
Un momento della conferenza



(glm)
- “Il caso Stamina – Le cure mediche tra emotività e razionalità” è il titolo
dell’incontro che si terrà venerdì 21 febbraio 2014, dalle 10:00 alle 13:00,
presso il Salone Dugentesco, via Galileo Ferraris, di fronte Abbazia Sant
Andrea a Vercelli.



L’evento,
organizzato dall’Ordine Provinciale dei
Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vercelli
, vedrà la partecipazione
di Pier Giorgio Fossale presidente
dell’ Ordine, del filosofo ed epistemologo Armando
Massarenti
e di Roberto Fantozzi
componente del Consiglio Direttivo Comitato Etico Interaziendale A.S.O.
Maggiore della Carità di Novara.



L’evento è stato presentato questa mattina
presso la sede dell’Ordine Provinciale dei Medici di Vercelli alla presenza del
Presidente dell’Ordine Pier Giorgio Fossale, dei Dottori Sergio Macciò ideatore dell’iniziativa sul Caso Stamina, Pino Sulpizio e dello staff dell’Ordine
Medici rappresentato dalla dottoressa Mariangela
Raiti
e dalla signora Marisa Segala.



Il problema della scienza e della
comunicazione della scienza è stato oggetto in passato di ampie dissertazioni
filosofiche e sociologiche. Già a partire dagli anni '40 negli USA nasceva,
dall'unione di diverse organizzazioni scientifiche, il “Scientific Litteracy
Movement” il cui scopo dichiarato era di fornire a fasce di popolazione sempre
più ampie gli strumenti per comprendere i progressi scientifici dell’epoca. Il
problema principale da risolvere ai fini della divulgazione scientifica sino
quasi alla fine degli anni '90 è stata dunque la ridotta accessibilità a fonti
di informazione e la possibilità solo per pochi “addetti ai lavori” di
scambiare informazioni scientifiche e discutere di esse.



Il nuovo secolo ha aperto, invece, la
strada ad una vera e propria rivoluzione culturale; una rivoluzione che ha
profondamente modificato gli strumenti della divulgazione scientifica. La
società attuale è infatti una società che potremmo definire “della conoscenza
ipertrofica”. Il sempre più diffuso accesso a reti telematiche, il word wide
web stesso, l'interconnessione sempre maggiore tra singoli individui e/o gruppi
sociali che attraverso le risorse della rete condividono e discutono le loro
conoscenze, ha creato un “sovraccarico” di informazioni, arrivando spesso ad
affiancare alla scienza “ufficiale” una pseudoscienza “popolare”. Si assiste così
ad un sempre più frequente “passaparola virtuale”, un moltiplicarsi di
pseudoverità scientifiche caratterizzate da contenuti poco razionali ma spesso
“emozionalmente” molto coinvolgenti.



Il cambiamento degli ultimi 10-15 anni è
dunque l'affiancarsi alla comunicazione scientifica “razionale” proveniente da
fonti istituzionali/certificate, di una comunicazione scientifica “a pioggia”
caratterizzata da componenti emozionali e da fonti sempre più incerte.



E’ inoltre evidente che la comunicazione
scientifica in campo medico presenta peculiarità e sensibilità uniche poiché
gli argomenti trattati coinvolgono lo spettatore “intimamente” soprattutto
quando si affrontano concetti come malattia e morte. E’ necessario dunque
trovare nuove forme di linguaggio e di comunicazione in grado di mettere in
relazione l’ambiente scientifico (tradizionalmente ad “alta complessità”) e la
società, spiegare la scienza, i suoi meccanismi e le motivazioni che sottendono
a determinate regole e protocolli.



Prendendo dunque spunto dal caso “Stamina”
che ha profondamente portato alla ribalta il problema della comunicazione
scientifica, il convegno si pone l'obiettivo di esaminare la relazione tra
scienza e comunicazione della scienza, di analizzare le componenti razionali ed
emozionali coinvolte, delineare le caratteristiche salienti della ricerca
scientifica e le sue regole. Il dibattito sarà caratterizzato da una
comunicazione semplice e diretta, destinata ad un pubblico di non “esperti” e
di giovani poiché possano comprendere che il percorso della scienza in campo
medico è fatto di un lavoro costante e controllato, di fatica, passione,
perseveranza e che le “regole”, lungi dall’essere espressione di presunti
“poteri forti”, sono invece garanzia della bontà del lavoro e misura della sua
eticità.



Saranno guida in questo
percorso tra comunicazione e scienza due personalità di rilievo nei rispettivi
campi. Interverranno infatti:



 



- Roberto Fantozzi medico
chirurgo, specialista in Tossicologia Medica e specialista in Anestesiologia e
Rianimazione, titoli conseguiti presso l’Università di Firenze. Assistente di
ruolo di Farmacologia (1978-1983) e poi Professore Associato di Farmacologia
(1983-1986) nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze.
Professore Straordinario prima ed Ordinario poi di Farmacologia nella Facoltà
di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara (1986-1991); Professore
Ordinario di Farmacologia dal 1-11-1991 al 1999 nel Corso di Laurea in Chimica
e Tecnologia Farmaceutiche (CTF) della Facoltà di Farmacia dell’Università di
Torino con sede in Novara . Presidente del Corso di Laurea in CTF con sede in
Novara della Facoltà di Farmacia dell’Università di Torino negli anni
accademici 1997-1998 e 1998-1999. Professore Ordinario di Farmacologia nella
Facoltà di Farmacia dell’Università di Torino dal 1-11-1999 ad oggi. Direttore
della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, Facoltà di Farmacia
dell’Università di Torino, dal 2001 al 2007. Componente del Consiglio Direttivo
della Società Italiana di Farmacologia dal 2003 al 2007 e del Comitato Etico
Interaziandale dell’A.S.O. Maggiore della Carità di Novara dal 2002 ad oggi.
Autore di più di 200 articoli su riviste internazionali.



 



- Armando Massarenti filosofo ed epistemologo italiano. Dal
12 giugno 2011 è responsabile del supplemento culturale 
Il Sole-24
Ore
-Domenica, dove si occupa, dal 
1986, di 
storia e 
filosofia della scienza
filosofia
morale
 e 
politica
etica applicata, e
dove tiene la rubrica Filosofia minima.



E’ stato membro dell'Osservatorio
di Bioetica della Fondazione Einaudi di Roma e dal 2012 fa parte del Comitato
etico della Fondazione Veronesi, presieduto da Giuliano Amato. Dal 1999 è
direttore della rivista Etica ed economia.



Nel 2008 ha
scritto Staminalia. le cellule etiche e i nemici della ricerca, una
ricostruzione del dibattito etico e scientifico sulla ricerca sulle staminali,
recensito, tra gli altri, da 
Elena
Cattaneo
 sulla rivista 
Nature.



Ha insegnato come professore a
contratto nelle università di Bologna, Lugano, Siena, Milano. Dirige per
Mondadori Università la collana "Scienza e filosofia".



Per la sua attività giornalistica
pubblicistica ha
vinto diversi premi. Nel 1993 il 
Premio Dondi per la
Storia della Scienza, delle tecniche e dell'Industria (
Padova), nel
2000 il 
Premio Voltolino per
la
divulgazione scientifica (
Pisa), nel 2007 il Premio
Mente e Cervello (Torino) e nel 2011 il premio Capri, il premio Argil e il
premio Capalbio.

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