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24/06/2015 - Vercelli Città - Salute & Persona

VERCELLI - Ennesimo rinvio al Tar sulla delibera regionale degli ospedali - Le considerazioni di Alessandro Stecco (Lega Nord)

Secondo il Tar, dopo il ricorso promosso da alcuni Enti della Sanità Privata Convenzionata, contro le piu’ importanti deliberazioni della Giunta Regionale sulla Sanità Piemontese, sembrerebbe che ci si avvicni a un “tutto da rifare”



VERCELLI - Ennesimo rinvio al Tar sulla delibera regionale degli ospedali - Le considerazioni di Alessandro Stecco (Lega Nord)
Tar di Torino

Secondo il Tar, dopo il  ricorso promosso da alcuni Enti della Sanità Privata Convenzionata, contro le piu’ importanti deliberazioni della Giunta Regionale sulla Sanità Piemontese, sembrerebbe che ci si avvicni a un  “tutto da rifare”.

Stiamo parlando non solo di alcune delibere ma di tutto l’impianto della Riforma (Dgr n. 46-233 del 04.08.2014, Dgr del  19.11.2014, n. 1- 600) della Sanità e della Rete Ospedaliera voluta da Chiamparino e Saitta, contro la quale sono partiti molti ricorsi anche dai Comuni (tranne Vercelli dove il Sindaco ha disapplicato la decisione votata dal Consiglio Comunale) oltre che da Enti Privati.

Che fosse cosa giusta da fare lo testimonia il fatto che il Tar abbia rilevato tali e tante incongruenze lessicali e nella definizione concettuale di molti contenuti, da richiedere per iscritto una riscrittura, con allegate spiegazioni precise su molti punti chiave del testo della Dgr, da aversi entro 30 giorni, e abbia peraltro rimandato il tutto,  e la sua decisione finale, alla data del 29 ottobre.

Ci chiediamo in che mani siamo finiti, e siamo allibiti per la fin da subito apparente, ma forse reale a questo punto, superficialità con la quale “di corsa” la Dgr 1 - 600 stata fatta passare in Giunta senza alcun altro filtro o discussione, nonostante incorporasse decisioni così importanti per il destino del funzionamento della Sanità del Piemonte.

Dopo più di un anno di annunci, oggi nei fatti assistiamo a  liste di attesa che stanno aumentando, anche a causa dei Programmi Operativi sottoposti alle Aziende, per alcune sono stati richiesti tagli del 10-15% degli esami Rm per esempio.

La giustificazione della possibile inappropriatezza non spiega come mai si sia abdicato dal concetto di governare dall’alto la richiesta di esami, magari con linee guida e percorsi precisi, lasciando a livello intra - aziendale e a personale oberato di lavoro il compito di districare su quale sia la prescrizione corretta e quella no.

Per alcuni esami diagnostici raggiungono da molti mesi ad anni; in alcune discipline superspecialistiche sembra stia diventando impossibile ottenere, nel cosiddetto “quadrante” del Piemonte Orientale, una visita prima di  un anno.

Perche’ poi spesso nella narrazione “governativa” cara all’attuale Governo Pd,  tutto è sempre parametrato a Torino?

(vedasi le recente dichiarazioni dell’Assessore Saitta per le recenti assunzioni di medici negli ospedali Torinesi  - e gli altri?, perché non citarli?).

Lo abbiamo gia’ detto, lo ripetiamo:  il tessuto metropolitano Torinese falsa la percezione di cosa è giusto fare per il resto del Piemonte.

Le risorse a disposizione e la tutela sanitaria dell’utente sono ben diverse da quelle a disposizione a chi nelle lontane (e spesso dimenticate) provincie (come il Vco, Vercelli, Novara, Biella, Alessandria, Cuneo), si deve sobbarcare decine e decine di km per arrivare a un polo sanitario o avere una prestazione diagnostica, magari aspettando molti mesi e un anno.

Se siamo ad un punto in cui non è solo l’opposizione politica,  ma anche molte sigle sindacali della sanità (anche affini politicamente a chi governa), a dire le stesse cose, a lamentarsi del rischio di implosione e “default” del funzionamento della sanità per mancanza di adeguato turn over, forse allora  il problema che il Tar ha rilevato nel testo della riforma, è solo un campanello d’allarme per quello che ineluttabilmente potrà succedere perseguendo questa strada di “tecno - burocrazia”, cieca alle esigenze sanitarie, che si trova oggi al governo.

Vedremo le successive decisioni del Tar, ma è certamente ora, oggi storicamente ancora piu’ di prima, di  avere una “governance”  della sanità assai piu’ clinica, con obiettivi non solo economici ma sempre piu’ orientati alla cura del malato, alla soddisfazione dell’utenza e attenzione al contesto lavorativo, e di una politica piu’ “patient oriented” della Sanità, come avviene in molti paesi Europei.

In allegato pdf  l'ordinanza del Tar.

Dott. Alessandro Stecco

Medico Ospedaliero

Responsabile Sanità per la Segreteria Provinciale della Lega Nord di Vercelli.

Capogruppo in Consiglio Comunale a Vercelli

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