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28/12/2013 - Vercelli Città - Economia

VERCELLI - CISL: Comunicato sulla situazione economica del Piemonte Orientale

Tante industrie toccate dalla crisi nel 2013





VERCELLI - CISL: Comunicato sulla situazione economica del Piemonte Orientale
Cisl

(b.m.) – Coca Cola, Grignasco, Sergio Tacchini, Maglificio di Borgomanero, Gagliardi Abbigliamento, Sant’Andrea, Steel, Pettinatura italiana, Botto Fila, Cesa, Spadea, Malandra…. Questa è solo una parte dei nomi di aziende che nel corso del 2013 sono state pesantemente toccate dalla crisi con conseguente ricadute sull’occupazione e purtroppo ancora oggi, pur in presenza di qualche timido segnale di ripresa, le ricadute della crisi nel Piemonte Orientale continuano ad essere presenti.

Complessivamente diminuisce l’utilizzo della CIG; (periodo Gennaio/Settembre2012 in confronto allo stesso periodo 2013 vede un calo del 25% a Biella, del 5,4% a Novara, del 41,7% nel VCO e del 1,6% a Vercelli).

Nel 3° trimestre 2013 sale dello 0,6% la produzione industriale del Piemonte ma la realtà del Piemonte Orientale vede una situazione diversificata, mentre Biella sale +1,9%, scende Vercelli – 2,1%, Verbania – 0,3% e Novara – 1,7%.

Purtroppo, a fronte di questi dati che vedono una contrazione della CIG (che a volte è il risultato di chiusure aziendali) e di qualche timido segnale di ripresa della produzione, non corrisponde né un dato di crescita occupazionale ma nemmeno di tenuta di fatti, nello stesso periodo che ha visto crescere la produzione industriale si registra un ulteriore perdita occupazionale dello -2,02% a livello Piemontese.

(confronto 3° trimestre 2012 su 3° trimestre 2013 vede 1.836.000 unità contro 1.799.000 unità).

Tiene il Terziario e l’unico che sale è l’Agricoltura.

Andranno poi verificate le ricadute del riassetto istituzionale a partire dalle Province, ai Comuni, alle società pubbliche, e non solo dal punto di vista occupazionale ma anche dei servizi pubblici .

In questo scenario è fondamentale avere il rifinanziamento del fondo CIG in deroga che ad oggi non garantisce quanto necessario per tutelare i lavoratori toccati da questo provvedimento; effettuare quel riassetto istituzionale utile per alleggerire la burocrazia e generare le risorse da investire nei settori strategici per il futuro, partendo dalla valorizzazione delle peculiarità di ogni zona, il turismo, il terziario e l’energia nel VCO, il bioenergetico e la chimica ambientale per il Vercellese, il tessile e il meccano tessile  per il Biellese, e il chimico, moda, metalmeccanico per il Novarese.

Settori di prospettiva e trainanti dove affiancare lo sviluppo di filiere e terzismo alla ricerca di quella occupazione indispensabile per uscire dalla crisi.

In tal senso assume particolare importanza la costruzione di una Europa Politica e Sociale che mentre i Paesi risanano i propri conti interni, generi le risorse per sviluppare i nuovi settori strategici, ma, il vero luogo dove sperimentare soluzioni innovative sarà il territorio, l’ambito ideale per costruire proposte che guardino all’uscita dalla crisi. 

 

 

Novara, 20/12/2013

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