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27/07/2013 - Vercelli Città - Società e Costume

VERCELLI - Al Lago di Agaro in valle Devero con gli amici del Cai - L’emozione nel percorrere la galleria in 30 minuti

Su alcuni grossi massi un pranzetto delizioso






VERCELLI - Al Lago di Agaro in valle Devero con gli amici del Cai - L’emozione nel percorrere la galleria in 30 minuti
Gli escursionisti del giovedì

 



Dopo la sosta forzata della settimana scorsa dovuta alle pessime condizioni atmosferiche, giovedì 25 è stato deciso di andare al Lago di Agaro in valle Devero perché alcuni del gruppo non vi erano mai stati, e per gli altri è sempre una piacevole escursione, casuale coincidenza,  la stessa gita era stata effettuata esattamente lo stesso giorno del 2012.


Forti dell’esperienza precedente, questa volta, anziché fermarsi al paesino di Ausone, abbiamo continuato fino all’imboccatura della galleria che conduce alla diga di Agaro.


Indossate maglie o giacche e premuto il pulsante che fornisce l’illuminazione alla galleria per 30 minuti, si parte con grande brio, non tanto per il rischio di rimanere senza luce, ma perché all’interno della galleria la temperatura è piuttosto bassa, tanto che in venti minuti siamo dall’altra parte, a togliere gli indumenti indossati alla partenza.


Con tre ripidi tornanti ci troviamo alla sommità della diga, alta 56 metri, da dove parte il sentiero che costeggia tutto il lago con lievi saliscendi, quindi privo di difficoltà, se non per la lunghezza.


Saltuariamente ci coglie una fresca brezza che allevia il calore del sole cocente e ci permette di fare una sosta per ammirare il panorama circostante e osservare  le trote che saltano nell’acqua in cerca di insetti.


In circa quaranta minuti siamo alla fine del lago, dove sono situate alcune baite con le mucche che pascolano e da dove si diramano alcuni sentieri che portano in quota, con tempi di percorrenza via via crescenti: Alpe Bionca, Alpe Poiala con il relativo lago e passo.


Considerata l’ora, decidiamo di proseguire per l’Alpe Topera, percorrendo un sentiero che all’inizio costeggia la riva sinistra del lago, per continuare poi nel bosco con alcuni tratti piuttosto ripidi, che con l’elevata umidità appesantiscono il passo, ma rispettando i tempi di percorrenza giungiamo all’Alpe Topera a 1.777 metri di quota.


Una piccola delusione, perché l’attesa era di trovare  un pianoro costituito da prati, con baite e una bella vista, invece, il pianoro è costellato da grandi pietre, la baita c’è, ma non è attraente e il panorama è scarno, con l’unica vista interessante  costituita dalla Corona Troggi, un gruppo di alture sui 2.200 – 2.300 metri, dietro alle quali c’è l’Alpe Veglia.


Su alcuni grossi massi ci sistemiamo per pranzare e nell’attesa del ritorno, alcuni raccolgono nelle vicinanze l’achillea nana e il timo selvatico per aromatizzare cibi e liquori, fino al momento in cui il nostro immancabile veterano Gian Camillo chiama a raccolta il gruppo  per il caffè.


Il ritorno è sullo stesso tracciato, ma a conti fatti, pur non avendo fatto un dislivello rilevante, abbiamo percorso circa undici chilometri, conclusi con soddisfazione da parte di tutti i membri del gruppo, in particolare da quelli che non immaginavano di trovare un ambiente così piacevole e tranquillo.


CAI Vercelli – escursionisti del giovedì

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