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21/12/2013 - Vercelli - Società e Costume

VERCELLI - A Natale si può... anche fare buona musica rock - L’ Istituto Comprensivo "Ferrari" sempre all’avanguardia - Le testimonianze dei "ferrarini" su questa bella esperienza

Il palco del Teatro Civico, lo scorso 19 dicembre, ha visto come protagonisti quasi 200 giovani musicisti dell’Istituto Comprensivo “Ferrari”



VERCELLI - A Natale si può... anche fare buona musica rock - L’ Istituto Comprensivo "Ferrari" sempre all’avanguardia - Le testimonianze dei "ferrarini" su questa bella esperienza
I 200 ’ferrarini’ sul palco del Teatro Civico di Vercelli

NATALE IN ROCK PER L’ORCHESTRA E IL CORO FERRARI

200 giovani musicisti dell’Istituto Comprensivo “Ferrari” festeggiano il Natale al Civico

Giunta al 25° anniversario dalla fondazione, la Scuola Media ad Indirizzo Musicale, unitamente a tutto l’Istituto Comprensivo “Ferrari”, ha dato inizio ai festeggiamenti musicali con un concerto di Natale all’insegna del rock.

Il palco del Teatro Civico, lo scorso 19 dicembre, ha visto come protagonisti quasi 200 giovani musicisti dell’Istituto Comprensivo “Ferrari”: l’orchestra composta da circa 60 alunni della Scuola Media ad Indirizzo Musicale “G. Ferrari” ed il coro di voci bianche formato dai bambini delle Scuole primarie delle classi: 5A e 5B Regina Pacis, 5A Carducci,  5B Ferrarini,  4^ e 5^ Caresana, 4^ e 5^ Motta dei Conti, 4^ e 5^ Pezzana, 3^, 4^ e 5^ Stroppiana e dagli alunni di 1^ media del Laboratorio musicale della Scuola Media “Ferrari”.

Un grande applauso all’orchestra formata da: Luca Fancelli, Emily Arena, Giada Carlucci, Ilaria Bertazzoli, Marta Carlucci, Francesca Dattrino, Orazio Conti (flauti traversi), Virginia Masella, Jennifer Esposito, Emily Giannotta, Ada Turcato (flauti dolci), Omar Giuliana, Ada Portafoglio, Gabriele Concina, Gioele Carluccio, Clarissa Romano, Klodyan Bisku, Mirko Gioachin (clarinetti),
Valentina Musco, Margherita Zenti (saxofoni), Caterina Oliaro, Margherita Perazzo, Andrea Corsico, Chiara De Falco, Gaia Dellarole, Elena Lazzari, Elena Damian Crina, Asia Colombi, Luciano Martella, Matteo Rastelli, Giorgia Banfo, Fiorella Blloku, Alberto Caffi, Valeria Cataldo, Giuseppe Garavana, Marco Lasagna, Francesco Pozzati, Jun Jing Yang, Marta D’Orio (chitarre),  John Camilo Cepeda (basso elettrico), Filippo Rastelli, Susanna Impellizzieri, Cecilia Nonne, Riccardo Del Rosso, Marcello Brianti, Alessia Bazzano, Laura Alcamo (pianoforti), Alilou Yassir, Alessandro Kertalla (batteria e percussioni), Chiara Savitteri, Gaia Bertotti, Martina Agnello, Nicole Giolo, Silvia Aprile, Elena Debernardi, Federico Massano, Kessi Longhini, Martina Sicari, Alessia Rigassio (violini), Giorgio Lucchini (violoncello), Omar Giuliana e Giuseppe Garavana (voci soliste).
Sul palco, assieme ai propri alunni, gli insegnati di strumento musicale:
Fabiano Bergantin – percussioni, Flavia Cerri – musica, flauto dolce, Carmen Confalone – sostegno, Daniela Dal Lago – flauto traverso, coro, direzione, Barbara Dellavalle – clarinetto, Elisa Fusto – pianoforte, Laura Mancini, Pier Angelo Ricotta – chitarra,  Sergio Sorrentino – chitarra e direzione, Marco Medicato – violino, Elisabetta Poy – coro, Silva Poy – pianoforte, coro.
Un concerto gioioso, ricco di emozioni,  applausi, sorrisi e tanta, tanta energia positiva sprigionata dal coro di voci bianche e dall’orchestra magistralmente diretti dalla prof.ssa Daniela Dal Lago e dal prof. Sergio Sorrentino.

Infine, non dimentichiamo i due giovanissimi  scolari Agnese e Giacomo, che da veri professionisti, hanno vivacemente presentato questo Concerto grandemente apprezzato da tutto il pubblico presente nella gremitissima sala del Teatro vercellese.

LE TESTIMONIANZE DEI “FERRARINI” SU QUESTA BELLA ESPERIENZA

Alcuni alunni della Scuola Media ad Indirizzo Musicale “G. Ferrari” e del coro di voci bianche hanno scritto le proprie impressioni sul suonare e cantare alla “Ferrari”.
LA MUSICA CI HA AFFASCINATI.

Alunni delle classi, 3^,4^ e 5^ della scuola Primaria di Stroppiana.

Noi alunni della Scuola Primaria di Stroppiana vogliamo dirvi che l’esperienza nel coro dell’Istituto “Ferrari” è per noi stupenda. La musica ci ha affascinati ed essere presenti al Teatro Civico con tutti i ragazzi delle altre scuole è per noi un momento ineguagliabile e solo chi lo prova può capire i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato in questo percorso canoro.

UN’ ORCHESTRA È COME FARE PARTE DI UNA FAMIGLIA.

Marcello Brianti 3C, pianista.

Ci siamo trovati mercoledì pomeriggio, come tutte le settimane dall’inizio dell’anno scolastico e abbiamo provato. La stessa cosa è avvenuta giovedì pomeriggio al teatro Civico. È stato grandioso! Quando sono arrivato all’ingresso artisti, circa un’ora prima dell’inizio del concerto, ho provato molta ansia. Una volta arrivati i miei amici, mi sono messo a parlare del più e del meno come al solito e ho, per qualche minuto, distolto la mente dal concerto. Però, una volta preso posto alla tastiera, ho riprovato le stesse sensazioni, e ho pensato che anche i miei compagni le stessero provando… dopotutto, non capita tutti i giorni di suonare in teatro! Tra i violini, fiati e chitarre nell’intento di accordarsi, sono riuscito a sentire il rumore della gente entrare e prendere posto… di nuovo ansia; poi si è aperto il sipario e ci è stato un lungo applauso… mi è venuto da sorridere. Dopo il breve discorso d’inizio la professoressa Dal Lago ha impugnato la bacchetta e abbiamo iniziato a suonare, ma stavolta senza alcuna preoccupazione. Ad un tratto, ansia e paura di poter sbagliare non contavano più: l’unica cosa importante era suonare.

E’ da quando ho iniziato la prima media che frequento il laboratorio di musica d’insieme, e non mi stanco mai. Il mercoledì, spesso giorno noioso e lungo, diventa ad un tratto piacevole e divertente. Durante la ricreazione, si ride e si scherza fino al suono della campanella. Una volta tornati in classe e prese le parti, prendiamo posto in aula magna. Quest’attività è molto divertente; anche gli insegnanti ridono e scherzano con noi. Per me fare parte di un’orchestra è come fare parte di una famiglia: coesi l’uno con l’altro. S’ imparano molte cose , non solo dal punto di vista musicale , ma anche dal punto di vista sociale: si impara a stare insieme e ad essere uniti , perché se in un orchestra non si è uniti, non uscirebbe nessun suono dai nostri strumenti. L’anno prossimo dovrò cambiare scuola, e lasciare questa famiglia, mi dispiacerà molto….. , ma un pezzo di me rimarrà nell’aula Magna di questa scuola.

L’ORCHESTRA FERRARI: UNA GRANDISSIMA SQUADRA.

Laura Alcamo, 3D, pianista.

Quando la bacchetta della professoressa Dal Lago si alza, prima dell’inizio del concerto, c’è un attimo di silenzio sospeso: una frazione di secondo in cui tutte le ansie, le incertezze, le paure si concentrano ed io penso di non riuscire più nemmeno a riconoscere il do centrale sulla tastiera. Poi la bacchetta si abbassa e la musica prende il sopravvento: di colpo ci ricordiamo di tutte le indicazioni, le indicazioni sullo spartito, delle raccomandazioni date durante le prove e suoniamo tutti molto meglio di quanto potremmo mai fare durante un’esecuzione individuale. L’esperienza di far parte dell’orchestra della scuola Gaudenzio Ferrari somiglia a quella di far parte di una grandissima squadra (l’orchestra al completo conta più di sessanta elementi), con il vantaggio che non c’è nessun avversario da sconfiggere, se non i nostri limiti, tecnici e umani. La maggior parte di noi, infatti, non aveva mai provato prima a fare musica d’assieme e molti non avevano mai neppure affrontato un pubblico. È vero che il nostro pubblico è sovente composto da un gran numero di “tifosi”, cioè dalle nostre famiglie e dai nostri insegnanti, che ci applaudono in qualunque caso; tuttavia la scuola organizza parecchi concerti anche in occasioni formali, quindi ci capita spesso di eseguire brani di fronte alle Autorità, come quando, all’inizio dell’anno scolastico, il Presidente della Regione Piemonte ha visitato la nostra scuola. Inoltre partecipiamo spesso a concorsi musicali, dove abbiamo l’occasione di misurarci con altre orchestre scolastiche e, spesso, di portare a casa qualche soddisfazione. Secondo me, comunque, l’aspetto migliore del far parte dell’orchestra è il piacere di stare insieme, collaborando per raggiungere un fine comune, perché suonare assieme significa condividere un momento in cui ognuno di noi è determinato a dare il massimo, per la migliore riuscita di tutto il gruppo; è disposto a superare le proprie paure, credendo più in se stesso, grazie anche ai professori e agli amici che si trovano al suo fianco.

AUGURI ORCHESTRA!!!!!!

Valentina Musco, 3D, saxofonista.

Sono circa tre anni che frequento il laboratorio “musica d’insieme” nella scuola “G. Ferrari” e in questi tre anni ho sempre amato il mercoledì, quando andavo a scuola pensando alle prove del pomeriggio, sperando che l’ora di pranzare arrivasse al più presto per poter suonare con gli amici. Mi sono sempre trovata benissimo nell’orchestra scolastica e penso che questa sia un’opportunità bellissima per tutti i ragazzi che si affacciano al mondo della musica. La possibilità di far parte di un’orchestra è, secondo me, molto importante, perché in orchestra, con i propri compagni e le proprie professoresse (che, suonando insieme a noi, acquistano un’aria più umana) s’impara a crescere non solo musicalmente, ma anche nella dimensione umana…per esempio si impara ad affrontare le proprie paure, a non volere fare sempre tutto da soli, si impara che in un’orchestra, un po’ come nella vita, devono esserci tutti gli strumenti necessari, e anche se a prima vista potrebbe sembrare che alcuni siano meno importanti di altri, o che alcune parti siano più importanti, tutti gli strumenti e tutte le parti sono indispensabili. Poi, con la nostra orchestra (che quest’anno compie 25 anni: AUGURI ORCHESTRA!!!!!) facciamo anche concerti e partecipiamo a concorsi, molto importanti anche loro, perché quando si è sul palco tutti insieme, e bisogna affrontare paure ed errori, la musica unisce e ci rende migliori, più sicuri. Ogni volta che siamo tutti insieme sul palco impariamo qualcosa di nuovo…come affrontare le paure, come non lasciarsi condizionare, come andare avanti sicuri di se stessi, come ritrovarsi quando si perde il segno…mi ricordo ancora il mio primo concerto…quando il sipario rosso del Civico si è aperto, facendoci vedere la moltitudine di persone che avevamo davanti e che ci guardavano…l’emozione, il batticuore, l’ansia, la paura di sbagliare tutto…in questi tre anni sono molto cambiata, ma ogni volta, nell’attimo in cui si apre il sipario, la luce ci investe e diamo un primo sguardo al pubblico, c’è ancora quell’emozione, e sembra quasi che sia l’orchestra che il pubblico stiano trattenendo il respiro…atmosfera che dura solo un secondo, ma è bellissima! …insomma, il palco è anche una scuola di vita. Per chi non ha mai fatto musica questa scuola (e le sue opportunità) sono davvero uniche. Le consiglio vivamente a tutti e spero di poter continuare quest’esperienza anche il prossimo anno, quando avrò finto le scuole medie perché il nostro Istituto offre l’opportunità agli ex alunni di continuare a frequentare i corsi musicali (insomma, per chi si è affezionato troppo all’orchestra per lasciarla, può continuare a suonare e divertirsi). L’orchestra, infatti, non è solo suonare e studiare (anche se si studia parecchio, con tutti i concerti e le iniziative), ma è anche divertirsi, chiacchierare con gli amici e fare qualcosa di bello tutti insieme. E poi, diciamocelo…quando senti che il suono del tuo strumento si unisce a quello di tutti gli altri andando a creare una melodia nuova e stupenda…ti senti soddisfatto. Per finire, io amo quest’orchestra, e spero che continui ad esistere, perciò: “VENITE IN MOLTI, RAGAZZI!!!!!!!!!!! VI DIVERTIRETE E IMPARERETE COSE BELLISSIME ED INTERESSANTI!!!!!!!!!!”.

L’ORCHESTRA FERRARI: UN”ESPERIENZA MAGNIFICA

Marco Lasagna, 3D, chitarrista.

Fare parte di un’orchestra è un’esperienza magnifica, soprattutto se si fa parte dell’Orchestra Ferrari. Io ho iniziato circa due anni e mezzo fa e, durante questo periodo, oltre a crescere musicalmente sono cresciuto anche dal punto di vista umano e relazionale; fare parte di un’orchestra e suonare bene e insieme è frutto di un grande legame tra diverse persone che lavorano, studiano, sacrificano il loro tempo libero per raggiungere uno scopo che, in questo caso, può essere il saggio di fine anno oppure il concerto in occasione del Natale. In questi eventi il calore del pubblico che ti sta davanti, sentire il suo apprezzamento, gli applausi calorosi, ti fanno scordare tutte le ore di impegno e rimane solo il ricordo più importante e cioè quello di avere costruito e condiviso con persone che amano la musica qualcosa di speciale che ti rimarrà sempre nel cuore. Dal punto di vista strettamente musicale non avrei mai immaginato di poter suonare brani belli e impegnativi come quelli proposti dalla nostra orchestra che, grazie alla bravura, alla preparazione e al professionismo degli insegnanti, fa sentire i vari componenti, benché giovani e alle prime armi, dei veri musicisti con l’intenzione di andare sempre avanti e conoscere sempre di più e meglio questa compagna di vita che è la musica.

LA MUSICA NON È PERFEZIONE, MA ESPRESSIONE DELL’ANIMO UMANO.
Giuseppe Garavana, 3D, chitarrista.

L’orchestra è un complesso di strumenti musicali diversi che suonano insieme associandosi variamente. Questa è la definizione classica di una qualsiasi orchestra più o meno importante. Noi, della scuola “Ferrari”, abbiamo esattamente “una grande orchestra”. Abbiamo una divisa, dobbiamo rispettare il tempo e le note scritte. Tutto ciò sembrerebbe provocare un’omologazione ed invece esalta il musicista che c’è in ognuno di noi. Si valorizza ed emerge solo ed esclusivamente la musica. Ogni esecuzione ha un colore diverso, soprattutto cambia dalle prove allo spettacolo, perché quella tensione dello spettacolo viene tramutata in energia che si canalizza con il resto della musica. È bellissimo intrecciare il suono pungente del violino con quello distorto della chitarra elettrica e ancora il suono squillante del sax con quello cupo del basso. E anche le stonature addolciscono i lineamenti della musica come un quadro di Monet perché la musica non è perfezione, ma espressione dell’animo umano. Mi piace molto anche sentire le voci dei bambini che cantano dietro di noi e che danno un’espressione fiabesca a tutti gli spettacoli. Non è importante essere i più bravi, non è importante essere competenti, è bello esserci per dare il proprio contributo. Per me è stata una grande opportunità perché ho potuto dare un significato ulteriore al mio essere musicista. Grazie all’orchestra ho un’identità, magari non un nome e un cognome, ma sono un chitarrista, sicuramente non il più forte, ma “quello lì in mezzo”.

Prof. Dal Lago, per mandarmi via deve usare una pistola P38, perché vorrei rimanere in quest’orchestra anche da pensionato!


 


 


 

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