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18/04/2013 - Vercelli - Mondi Vitali

VERCELLI - “Il non senso della violenza sulle donne: combattiamo il silenzio”: questo il tema dell’ultimo incontro del Lions Club

Il presidente Maurizio Nasi ha invitato Anna e Gianni Paronuzzi Ticco, fondatori dell’associazione Onlus 12Dicembre, la psicologa Tiziana Tauselli e l’avv. Anna Binelli





VERCELLI - “Il non senso della violenza sulle donne: combattiamo il silenzio”: questo il tema dell’ultimo incontro del Lions Club
La riunione

“Il
non senso della violenza sulle donne: combattiamo il silenzio”. Questo il tema
dell’ultimo incontro del Lions Club di Vercelli, tenutosi il 16 aprile 2013 al
Modo Hotel. Per dibattere su un argomento tristemente attuale e che è stato
proposto dai lions italiani come tema di studio nazionale, il presidente Maurizio
Nasi ha invitato Anna e Gianni Paronuzzi  Ticco, fondatori dell’associazione Onlus  12Dicembre, la psicologa Tiziana Tauselli e
l’avv. Anna Binelli. Erano presenti come ospiti il Prof. Antonio Catania,
provveditore agli studi, e la Prof. sa Laura Musazzo, coordinatrice dell’Ufficio
Educazione Fisica della provincia.



I
coniugi Paronuzzi sono i genitori di Enrico, che, insieme con la moglie Ilaria,
il 26 dicembre 2004, durante la luna di miele, morì a causa del terribile
tsunami che, in alcuni paesi del sud-est asiatico, uccise 230.000 persone.
Gianni ha illustrato gli scopi della Onlus da loro creata in ricordo dei
giovani sposi, che , in collaborazione con 
la fondazione Pangea ( una Onlus che, tramite il microcredito e
l’educazione sanitaria, lavora per lo sviluppo economico e sociale di più di
7.000 donne), attua iniziative di solidarietà per favorire il progresso delle
aree periferiche del sud del mondo. Finora l’associazione ha realizzato
numerose adozioni a distanza, due scuole in Nepal e un asilo a Kabul.  Paronuzzi ha poi mostrato all’uditorio bellissime
foto  scattate in Afghanistan che
documentano la dura realtà di quel paese e ha proiettato un emozionante
cortometraggio dal titolo “Piccole cose di valore non quantificabile”,
realizzato da Paolo Genovese e Luca Miniero, che racconta il dialogo tra un
carabiniere e una giovane donna che ha trovato il coraggio di denunciare una
violenza sessuale subita. Il prossimo obiettivo di 12Dicembre è l’istituzione a
Vercelli di un centro di ascolto telefonico anti-violenza, che dovrebbe
iniziare l’attività a settembre in locali anonimi e con personale non
identificabile. In provincia si registrano ogni anno una quarantina di denunce
per violenza sessuale, lesioni, maltrattamenti, atti persecutori, ma i casi segnalati
sono solo la punta dell’ iceberg.



Ha
poi preso la parola la Dott.sa Tiziana Tauselli, cha ha sottolineato che molte
donne non denunciano le violenze subite perché la legge non le tutela a
adeguatamente ed ha esplicitato le dinamiche psicologiche  che entrano in gioco nel rapporto tra
carnefice (che, paradossalmente, è convinto di picchiare l’atra persona  per fare il suo bene)  e vittima (che sviluppa un senso di colpa).
Nella società contemporanea i media incitano, anche subdolamente, alla
prevaricazione ed al dominio sull’altro, creando falsi bisogni e desideri che,
se non soddisfatti, generano frustrazione che a sua volta sfocia in violenza.
In alcune menti si crea la convinzione che quanto più si è violenti tanto più
si vale e si è rispettati. Già nella scuola inferiore c’è il rischio che, per
l’assenza del ruolo educativo svolto dai genitori che non insegnano ai figli il
rispetto e non puniscono, la naturale aggressività degli
adolescenti non venga incanalata verso il raggiungimento dell’autonomia e
dell’autoaffermazione ma si traduca in comportamenti violenti che finiscono per
diventare regole di vita.



Secondo
l’Avv. Anna Binelli, che ha presentato il problema dal punto di vista
giuridico, la violenza sulle donne è diffusa in tutti i paesi, in tutte le
culture e in tutti gli strati sociali, e può essere psicologica (annientamento
morale con minacce e denigrazioni), economica, sessuale e fisica (distruzione
di oggetti, percosse, femminicidio).  In
merito alla violenza sessuale la legislazione, che è sempre in ritardo rispetto
all’evoluzione della società (il “delitto d’onore” dell’art. 587 è stato
abolito solo nel 1981!) , ha mutato la natura del reato , che non è più
considerato contro la moralità pubblica ma contro la persona e la sua libertà di
disporre liberamente della propria sessualità, ed ha introdotto il reato di
stalking, spesso preludio all’omicidio. Oggi per fortuna c’è una grande
sensibilità nell’opinione pubblica per la violenza sulle donne  e il centro di ascolto dell’associazione
12Dicembre è un valido strumento per 
assistere le vittime e per indurle alla denuncia.

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