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15/09/2012 - Vercelli - Pagine di Fede

VERCELLI – Una folla di fedeli ha accolto il Cardinale Angelo Bagnasco, ieri in Duomo, per l’apertura dell’Anno Pastorale eusebiano

Il Presule ha pronunciato una monizione per poi intervenire con la prolusione “La Comunità cristiana educa ad una fede adulta”



VERCELLI – Una folla di fedeli ha accolto il Cardinale Angelo Bagnasco, ieri in Duomo, per l’apertura dell’Anno Pastorale eusebiano
Il Cardinale con le autorità ecclesiastiche della città

(fe.bo.) - Venerdì 14 settembre, alle ore 21, la Cattedrale di Sant’Eusebio a Vercelli era gremita di fedeli, sacerdoti, religiosi  e religiose: tutto il popolo di Dio che è in Vercelli, per accogliere il Presidente della Conferenza Episcopale Italia, il Cardinale Arcivescovo di Genova, Mons. Angelo Bagnasco. L’Arcivescovo di Vercelli, Padre Enrico Masseroni, con l’Arcidiacono, il Vicario Generale e il Pro Vicario Generale hanno atteso sul sagrato della Cattedrale l’arrivo del Cardinale. All’ingresso, è entrato poi nella Cappella del proto vescovo Sant’Eusebio, dove lo hanno atteso i Canonici del Capitolo. Dopo alcuni istanti di preghiera al Santissimo Sacramento, la processione si è diretta verso l’altare per l’inizio della celebrazione. La Cappella Musicale della Cattedrale di Vercelli –diretta da Mons. Can. Denis Silano- ha reso la celebrazione ancora più sentita, con il Quintetto di Ottoni (Alessio Molinaro, Roberto Foglia, Simona Sallustio e Matteo Borio), il Flauto (Nicolò Manachino), i solisti (Giulia Musuruane e Gianluca Rainieri) e l’Organo suonato da Don Maurizio Galazzo e Carlo Montalenti. Dopo il benvenuto di Padre Enrico, il Cardinale ha pronunciato una monizione per poi intervenire con la conferenza “La Comunità cristiana educa ad una fede adulta”.



E’ stato lungimirante, erudito e commovente l’intervento tenuto da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Angelo Bagnasco del titolo della Gran Madre di Dio, Aricivescovo Metropolita di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il quale ha presieduto ieri sera, venerdì 14 settembre, in Duomo, la Solenne Liturgia della Parola nella festa dell’esaltazione della Croce. Il tema trattato nell’intervento del Cardinale è la “questione delle questioni”. La fede dunque è la questione di quest’Anno Pastorale, in un mondo sempre più vicino alla crisi sotto ogni punto di vista. Il discorso prende forma attraverso un passo del Vangelo secondo Giovanni 1,35-39: “Videro dove dimorava e rimasero con lui”. Sono 4 le parole chiave che scandiscono il passo, più precisamente sono cercare, andare, vedere, fermarsi. “All’inizio del cammino di fede vi è un  movimento interiore, una ricerca che è il contrario dell’inerzia e del sentirsi appagati a tal punto da diventare spiritualmente immobili a tal punto da essere, citando San Tommaso, agiti anziché agire.” Questo il punto di partenza del discorso, il cercare attivo da parte dell’uomo di una risposta ad una domanda esistenziale profonda, contrario al vivere nell’abbondante sazietà. La domanda che dobbiamo porci oggi, secondo il Cardinale, per educarci ed educare alla fede è se la nostra vita cambierebbe se Dio non esistesse. E la risposta è che “se non c’è discrimine tra la vita senza Dio e la vita con Dio, allora non c’è fede”.


In secondo luogo è necessario andare, ma dove?

“E’ necessario andare dietro a Dio, che le nostre domande e le nostre inquietudini dicono essere la nostra meta. Dio, in Gesù, è sceso tra noi, ci è venuto dietro, perché noi potessimo andare dietro a lui”. Si tratta di una marcia interiore tutt’altro che astratta e concettuale, che chiama in causa tutto l’uomo, anima e corpo. Chiama in causa cioè ciò che la cultura moderna tende a spezzare: l’unità della persona.


In terzo luogo credere è vedere:”Il verbo vedere è tipico ed ha una pregnanza tutta particolare. Esprime al contempo il vedere della carne e il vedere dello spirito, per cui vedere è credere. All’inizio della fede c’è l’incontro con Gesù, da cui più ci allontaniamo, più si rarefà la luce evangelica”. Le cose cambiano quindi, se smettiamo di vedere gesù: il deterioramento dovuto allo scadere della moralità, del costume e del vivere civile corrompe gli animi. Questo è ciò che sta accadendo in Europa e nel Mondo, perché la creatura senza il creatore svanisce.


Il quarto verbo è fermarsi: “Per educare alla fede bisogna fermarsi in Cristo, decidere di stare con il Signore, che introduce le ragioni per cui si crede. Solo credendo e vivendo il Vangelo saremo confermati nella fede. Dobbiamo vivere più radicalmente il Vangelo: questa è la risposta alla complessità moderna”. La comunità educa alla fede adulta dunque attraverso la purezza della fede cattolica, perché fermarsi nel signore introduce alla comprensione delle ragioni per cui si crede.


Commossa la folla e commosse le autorità, le quali hanno voluto portare il loro saluto ufficiale al Cardinale in questa importante occasione. L’arcivescovo Enrico Masseroni ringrazia infinitamente il Cardinale per le sue parole e la cerimonia si chiude con la Venerazione della Croce a cui seguono i riti di concusione tra gli applausi emozionati dei presenti.


Guarda il video intergrale del discorso del Cardinale in home Page


 


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