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28/03/2013 - Vercelli Città - Pagine di Fede

VERCELLI – Venerdì Santo – Si rinnova la secolare tradizione della Processione delle Macchine

Partenza alle 20.30 dalla Basilica di Sant Andrea con un percorso che si snoderà tra le vie del centro. VercelliOggi seguirà l’evento con fotografie e filmati



VERCELLI – Venerdì Santo – Si rinnova la secolare tradizione della Processione delle Macchine
Processione Macchine 2012



(glm)– Si rinnova la secolare tradizione della Processione delle Macchine del Venerdì Santo. Partenza alle 20:30 dalla Basilica di Sant'Andrea con un percorso che si snoderà tra le vie del centro cittadino : piazza G. Bichieri, via Brighinzio, vis San Antonio, via Monte di Pietà, via Verdi, piazza Cavour, via Crispi, corso Libertà, via Cavour, via G. Ferraris e di nuovo Basilica. In piazza Cavour suggestive proiezioni di immagini. Il rito si tramanda dalla seconda metà del XVII secolo, quando il vescovo

Michelangelo Broglia (30 luglio 1663 - maggio 1679) istituì la processione del Venerdì Santo. Alle origini della tradizione ogni confraternita possedeva una propria macchina realizzata appositamente per la processione del Giovedì Santo. La macchina indica un gruppo statuario che rappresenta un momento della Passione di Cristo anche se originariamente il termine si riferiva alla barella per trasportare gli infermi, poi alla portantina e ancora successivamente al basamento su cui veniva appoggiata la statua fino ad arrivare ad indicare l’intera struttura composta da basamento e statuta. Prima del 1759 ogni Confraternita portava in processione la propria statua e proprio la sera del Giovedì Santo del 1759 si ebbe per la prima volta il cambio dei confratelli per portare i gruppi scultorei. Nel 1825 la Compagnia del Santissimo Crocifisso diede vita ad una processione autonoma con la quale gli appartenenti portarono il Crocifisso per le vie di Vercelli la sera del Venerdì Santo. Con decreto datato 25 marzo 1833, l’allora vescovo Alessandro D’Angennes decise di riunire le due processioni in una sola che si sarebbe tenuta la sera del Venerdì Santo tradizione che è stata tramandata fino ad oggi. Le Macchine reffigurano: “Gesù nell'orto degli ulivi" della Confraternita di Santa Caterina, "Gesù alla colonna" della Confraternita di San Sebastiano, "L'incoronazione di spine" della Confraternita di San Bernardino; "la Flagellazione" (Santo Spirito), "Ecce Homo" (Sant'Anna), "Gesù sulla croce" (Sant'Antonio), "Gesù morto" (Santo Spirito), "L'Addolorata" (Santo Spirito), "La Crocifissione" (conservata in Duomo). La Macchina dell’Incoronazione di Spine che appartiene alla Confraternita di San Bernardino fu realizzata probabilmente dallo scultore Giovanni Martino Serzano, che enfatizzò molto l’aspetto particolarmente inquietante dei tre giudei che attorniano Cristo. La Macchina della Confraternita di San Antonio che raffigura Cristo con la Croce è una delle sculture più antiche perché di certo esisteva già prima del 1759 anche se non si sa nulla sull’identità del suo autore. La statua di Cristo che viene raffigurato curvo sotto il peso della croce è alta un metro e cinquantacinque centimetri e nel corso di alcuni restauri, all’impianto scultore originario, sono stati sostituiti la croce e la vernice di copertura dell’intera statua. La Macchina che raffigura Gesù nell’orto degli ulivi è la più pesante.


VercelliOggi seguirà il tradizionale appuntamento liturgico con cronache, fotografie e filmati - integrale l'Omelia dell'Arcivescovo


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