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25/07/2012 - Vercelli - Politica

VERCELLI – La Spending Review è il tema dell’assemblea convocata dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, una manovra che “determinerà la fine dell’Italia”

Relatori della giornata sono Luca Quagliotti, Cgil, Francescantonio Guidotti, Cisl, e Antonio Di Capua, Segretario Regionale Uil Fpl




VERCELLI – La Spending Review è il tema dell’assemblea convocata dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, una manovra che “determinerà la fine dell’Italia”
Il comizio



E’ cominciata alle ore 10, questa mattina, mercoledì 25 luglio, tra Corso Libertà e Piazza Zumaglini, l’assemblea convocata dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, con all’ordine del giorno l’ormai famosissima Spending Review. Relatori della giornata sono Luca Quagliotti, Cgil, Francescantonio Guidotti, Cisl, e Antonio Di Capua, Segretario Regionale Uil Fpl. La parola passa prima di tutti a Quagliotti: “Nessuno Stato può sopravvivere con i tagli alla Pubblica Amministrazione previsti da questa manovra. La Sanità, l’istruzione e la Giustizia sono già allo stremo delle forze, ulteriori tagli determineranno la fine del nostro Paese”. Questo il duro intervento del rappresentante Cgil, che inoltre si sofferma particolarmente sugli effetti negativi della manovra anche sullo spread, il termometro dell’andamento economico di un Paese in questi giorni di crisi. La manovra avrebbe dovuto far crollare lo spread, come le decisioni sullo scudo anti-spread, ma il risultato è opposto, forse le politiche adottate non sono allora così efficaci. Secondo Quagliotti, l’unico Paese in cui lo spread diminuisce è infatti la Francia, l’unico Paese che ha adottato manovre opposte alle nostre.


Il secondo intervento è di Guidotti, della Cisl:”ormai il termine Spending Review, insieme a spread, è il termine più odiato dagli italiani, e questo perché l’analisi della spesa condotta in questi mesi non è stata accurata e mirata ad ogni Pubblica Amministrazione. I tagli lineari non portano ad alcuna soluzione, sono necessarie forti misure per la crescita, e tagliando sulla base di analisi superficiali non si favorisce la crescita”. La parola d’ordine, secondo il rappresentante della Cisl, dev’essere riorganizzare, non tagliare. Bisogna smettere di considerare i lavoratori e i cittadini come una spesa, e cominciare a considerarli una risorsa per la crescita del Paese. E’ necessario un tavolo di dialogo con le istituzione per riorganizzare al meglio le Pubbliche Amministrazioni, per analizzare al meglio ogni realtà e tagliare ciò che è realmente superfluo.


L’ultimo relatore è Antonio Di Capua, Segretario Regionale Uil Fpl, il quale utilizza parole dure contro il Presidente del Consiglio Mario Monti: “Noi siamo qua per difendere i benefici del Welfar italiano, ciò che ci contraddistingue e ci da orgoglio, non per difendere privilegi di pochi. Il professor Monti ha affermato chiaramente che la concertazione con i sindacati e le parti sociali sia dannosa ed inutile, ma, come ci ricorda l’ex Presidente Ciampi, le organizzazioni sindacali in passato sono sempre state in grado di assumersi forti responsabilità e fare scelte difficili, e forse se il Professore ci avesse ascoltato con più attenzione ora il Paese non sarebbe in questa vergognosa situazione”. Secondo Di Capua quindi, i presuposti da cui il governo parte per uscire dalla crisi sono sbagliati: non dobbiamo pensare solo di “fare cassa”, ma dobbiamo guardare al futuro, puntare alla crescita ed all’efficienza. Tagliare i veri sprechi, abbattere i costi superflui della politica  e tener conto che solo puntando alla crescita del Paese si esce dignitosamente dalla crisi economica, questi sono i presupposti da cui invece i sindacati intendono partire.


Anche qualcuno tra il pubblico è voluto intervenire, ponendo l’accento soprattutto sull’illegittimità del Governo tecnico, con il conseguente deficit democratico dovuto all’enorme quantità di decreti-legge promulgati. I cittadini vogliono degli amministratori seri insomma, non dei professori.


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