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10/01/2019 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

VERCELLI – “L'uomo del kibbutz”, la Comunità Ebraica ricorda lo scrittore israeliano Amos Oz

Il critico Fabio Ponzana celebrerà il profilo storico letterario di uno dei più grandi intellettuali contemporanei



VERCELLI – “L'uomo del kibbutz”, la Comunità Ebraica ricorda lo scrittore israeliano Amos Oz

Presso la Sala Foa dell'antica Università Israelitica, mercoledì 16 gennaio, alle ore 18, la Comunità Ebraica di Vercelli ricorderà il grande scrittore israeliano Amos Oz, scomparso il 28 dicembre scorso.

La Presidente Rossella Bottini Treves presenterà,  infatti, la conferenza di Fabio Ponzana “L'uomo del kibbutz”. Il critico celebrerà così il profilo storico-letterario di uno dei più grandi intellettuali contemporanei.

Nato a Gerusalemme nel 1939, Amos Oz è stato un pensatore, uno scrittore ed un docente all’Università Ben Gurion del Negev, a Be’er Sheva. Laureatosi in letteratura e filosofia all’università ebraica di Gerusalemme, ha poi completato la sua formazione ad Oxford. Fine intellettuale, ha ricevuto importanti premi, come il premio Bialik nel 1986, il Prix Femina a Parigi nel 1989, il contestato premio Israele nel 1998 e recentemente il Premio Bottari Lattes Grinzane nel 2016.

Nelle sue opere, passando per la realtà israeliana, si ritrovano profonde riflessioni sull’uomo e la sua fallace interiorità. Ha pubblicato romanzi, ma anche saggi di politica e letteratura. Tra i suoi romanzi più noti vi è Una storia di amore e di tenebra, in cui Oz, al secolo Amos Klausner, ha saputo raccontare, attraverso la sua biografia, la nascita dello stato di Israele. Pacifista, ha sostenuto la politica della soluzione dei due stati volta alla creazione di due stati separati, uno ebraico ed uno palestinese, per raggiungere la pace fra i due popoli. In oltre 50 anni di attività, ha scritto 18 opere in ebraico tradotte in 45 lingue ed ha pubblicato più di 500 articoli ed editoriali non solo per le testate israeliane ma anche destinate alla stampa internazionale.

Era una voce critica, spesso contestata, dei lumi israeliani. Reuven Rivlin (Likud), capo di Stato israeliano, nel commemorare la sua dipartita, ha rilevato che per alcuni lo scrittore era "il Dostoevskji del popolo ebraico", mentre per altri Amos Oz non era altro che un “traditore” del suo stato, appellativo che lo scrittore non ha mai temuto ma anzi accolto come riconoscimento del suo impegno per la pace.

Una figura complessa dunque, una grande perdita per il panorama intellettuale mondiale, un ritratto che sarà tracciato il prossimo 16 gennaio in Sala Foa da Fabio Ponzana.

La conferenza è aperta a tutti sino ad esaurimento posti e per partecipare non è necessaria la prenotazione.

 


 

 

 


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