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18/07/2019 - Vercelli - Economia

TRUCIOLI E FORMALDEIDE, ORA ANCHE I COMUNI CHE CONFINANO CON VERCELLI ASCOLTATI ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI - Sotto la lente le ricadute ambientali a rischio del nuovo impianto di lavorazione del legno proposto da Atena Asm

La Provincia di Vercelli ha, infatti, accolto la richiesta presentata dal Comune di Asigliano Vercellese, estendendola anche a Pertengo, Pezzana, Desana, Lignana, Costanzana, Prarolo.






TRUCIOLI E FORMALDEIDE, ORA ANCHE I COMUNI CHE CONFINANO CON VERCELLI ASCOLTATI ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI - Sotto la lente le ricadute ambientali a rischio del nuovo impianto di lavorazione del legno proposto da Atena Asm
Nel riquadro l'attuale Presidente di Atena Asm - Sullo sfondo un bozzetto dello stabilimento per i pallets -

Trucioli e formaldeide: i piccoli Comuni che confinano con l’Area Industriale di Vercelli potranno dare il proprio parere sull’impianto di lavorazione del legno di scarto che Atena Asm vuole costruire in Via Libano, in terreno attiguo al Centro Multi Raccolta 2, praticamente ad un passo dalla Motorizzazione Civile.

La Provincia di Vercelli ha, infatti, accolto la richiesta presentata dal Comune di Asigliano Vercellese, estendendola anche a Pertengo, Pezzana, Desana, Lignana, Costanzana, Prarolo.

La riunione della Conferenza dei Servizi (l’Organo Collegiale tecnico – politico che deve dare il via libera all’iniziativa) è prevista per il prossimo 8 agosto.

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Come si ricorderà, Atena Asm – senza che nessuno in Comune di Vercelli, stando agli Atti, ne sapesse niente – ha deciso di buttarsi nel campo del riciclo del legno usato e raccolto come rifiuto da Iren un po’ in tutto il Nord Italia.

Uno stabilimento che lavorerebbe circa 100 mila tonnellate l’anno di legno di scarto, per tritarlo e, quindi, trasformarlo in pallets.

A regime l’impianto dovrebbe occupare una trentina di persone.

Il problema ( fino ad ora emerso ) è rappresentato dalle emissioni prodotte nel corso della lavorazione, che contengono (pochi, tanti?) valori di aldeide formica, conosciuta più comunemente come formaldeide.

Si tratta di un principio attivo riconosciuto come oncogeno.

Atena Asm assicura che i valori sarebbero contenuti nella norma.

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Molti i problemi che questa iniziativa pone sul tappeto.

Il primo è rappresentato dal fatto che da nessuna parte sta scritto che il Comune di Vercelli debba mettersi a fare l’industriale dei trucioli.

Perché è chiaro che Atena Asm sia (anche se è difficile crederlo) partecipata dal Comune.

Che il 17 dicembre 2015, giorno della scellerata vendita della frazione di maggioranza del Capitale Sociale ad Iren, ha ceduto il 20 per cento del proprio originario 60 per cento della Società.

Palazzo Civico resta, quindi, con un 40 per cento.

Che vale (da libro: cioè non è il più probabile valore di mercato) 54 milioni di euro.

Che sono dei cittadini di Vercelli.

Può essere considerato capitale di rischio?

Soprattutto: l’Azienda, che non riesce nemmeno ad applicare decorosamente il contratto di nettezza urbana, che il Comune stesso ha stipulato per la bella cifra di otto milioni di eur l’anno, è in grado di mettersi a fare l’industriale dei pallets?

O si corre il rischio di subire perdite di esercizio dall’attività, che compromettano la parte di utile annuo che spetta al Comune?

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Ma vi è di più: di tutte queste cose il Consiglio Comunale ha mai parlato?

Oppure si ritiene che il proprietario di questo 40 per cento di azioni, possa essere rappresentato dal trio di Amministratori di Atena Asm nominati a suo tempo da Maura Forte e che se ne stanno lì tranquillamente in prorogatio aspettando gli eventi?

Davvero qualcuno può credere che Vercelli possa essere rappresentata da Sandro Baraggioli, Peo Ranghino, Francesco Bavagnoli?

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Fino a quando il Consiglio Comunale accetterà di essere defraudato del diritto – dovere di conoscere come Iren intende spendere i soldi dei vercellesi?

Quanti soldi?

L'investimento (per partire) necessario è di 36 milinoi di euro.

Ma si sa già che, per vedere azzerato il rischio di emissioni cancerogene, sarebbero necessari tali e tante implementazioni, che quella somma lieviterebbe di molto.

Prima ancora – dunque – di andare a vedere se e quanta formaldeide ci sia, forse sarebbe bene che (come su tanti altri “lasciti” che l’Amministrazione si è ritrovata) i Consiglieri (e prima la Giunta) potessero valutare bene cosa Atena Asm sia bene che faccia o non faccia.

Non solo perché ormai la situazione attorno ai cassonetti è una barzelletta.

Ma soprattutto perché è una barzelletta “sporca”.

Sporca perché l’improntitudine con la quale si omette di procedere alle assunzioni di Personale necessarie per adempiere alla principale obbligazione contrattuale assunta con il Comune di Vercelli ( la raccolta rifiuti ) è qualcosa che rasenta la provocazione.

E, del resto, il Comune ora vive anche la surreale situazione di vedersi rappresentato in Consiglio di Amministrazione da tre Amministratori che non sono in linea con le proprie attese.

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Poi, ovviamente, c’è il problema formaldeide.

Ma sono cose separate.

I livelli di attenzione a questa proposta capitata a sorpresa da un’Azienda che pare avere smarrito il senso di direzione di marcia, e la nozione di sé, sono quindi due.

Il primo, come abbiamo visto: siamo sicuri che il Comune di Vercelli voglia giocare i soldi dei vercellesi sul tavolo di nuove iniziative industriali?

Nuove iniziative di cui il Socio di maggioranza non ha detto nulla fino agli ultimi giorni prima di presentare il progetto?

Trattati come i lustrascarpe della colf in nero?

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Se Atena Asm vuole fare l’industriale con i soldi dei vercellesi, sono proprio i vercellesi a dover dire un’opinione meditata e vagliata con attenzione.

Per ora, però, sembra logico dire che non se ne possa nemmeno parlare, perché fino a quando Baraggioli, Ranghino, Bavagnoli siederanno in posti che non toccano più a loro, il Comune non avrà chi, dall’interno, potrà rivedere un po’ tutto.

Si dice: ma Iren ha fretta, perché, se no, magari altri fanno la stessa cosa, eccetera eccetera.

E, se mai qualcuno dicesse una cosa del genere, sarebbe bello che altri rispondesse: e chi se ne frega?!

Perché ci mancherebbe solo che fosse Iren – senza avere detto niente a nessuno per tempo e dando il tempo necessario per riflettere bene – a stabilire anche la tempistica, discendente da monitoraggi del tutto ipotetici di mercato dei quali (ammesso che fossero attendibili) non si capisce come potrebbe prendere nozione chiunque dovesse farlo, del Comune.

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Poi (il secondo, ma non per importanza, livello di attenzione), come visto, il problema formaldeide.

A proposito del quale non è che si possa concedere un millimetro.

Perché – se proprio si vuole che il Comune si metta a fare l’industriale – incominciare facendo l’industriale che inquina (nei limiti della norma) ed inquina con un principio attivo cancerogeno, sarebbe una cosa del tutto eccentrica.

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Dunque, ben venga il supplemento di riflessione che vede coinvolti anche i piccoli Comuni confinanti.

Visto che non è stato coinvolto il Comune Capoluogo proprietario del 40 per cento dell’Azienda proponente, che almeno loro possano esprimersi in libertà.


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