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21/02/2012 - Santhiatese e Cavaglià - Enti Locali

TRONZANO VERCELLESE- le risposte della Regione sulle cave del territorio comunale

Si è tenuta lunedì 20 febbraio nel municipio di Tronzano la conferenza stampa in cui sono state comunicate le risposte della Regione a riguardo della situazione delle cave nel territorio comunale.




TRONZANO VERCELLESE- le risposte della Regione sulle cave del territorio comunale
Il Sindaco e i membri del consiglio

(t.m.)-Si è tenuta lunedì 20 febbraio nel municipio di Tronzano la conferenza stampa in cui sono state comunicate le risposte della Regione a riguardo della situazione delle cave nel territorio comunale. Al centro dell’attenzione era la questione del rinnovo dell’autorizzazione della cava in località “Moletto”. L’autorizzazione, concessa per la prima volta nel 2008, è scaduta nel marzo 2011, prima che la ditta in questione, la Edilcave S.p.a., riuscisse ad estrarre tutto il materiale preventivato all’inizio degli scavi. Approfittando della necessità di un rinnovo, il comune di Tronzano, l’organo che può autorizzarlo, seguendo i consigli di uno studio effettuato dal Politecnico di Torino, ha proposto un cambiamento delle condizioni di ripristino del suolo. La concessione originaria prevedeva il limite degli scavi a un metro dall’altezza della falda acquifera, e il ripristino dell’area occupata dalla cava mediante la creazione di un bosco sul fondo, senza obbligo di riportare il livello a quello normale. Con una delibera, la giunta comunale ha invece legato il rinnovo dell’autorizzazione ad alcune importanti prescrizioni. Sempre tenendo conto delle indicazioni del Politecnico, ha indicato il modo di ripristino del terreno: il ritombamento. Questo procedimento consiste nel colmare la cava con materiale di riporto, in particolare terra agricola, non assimilabile a rifiuti, dopo aver creato sul fondo della cava e sulle pareti laterali uno strato di terreno argilloso, dello spessore di almeno un metro e mezzo, per impermeabilizzare il materiale riportato. Con questa modalità l’area può tornare ad essere utilizzata per uso agricolo.



Le nuove norme, giudicate dalla Regione restrittive rispetto al D.P.A.E. (il Documento di Programmazione delle Attività Estrattive), saranno applicate solo se l’impresa in questione acconsentirà, altrimenti si rimarrà a quelle precedentemente in vigore. Questa subordinazione, sempre secondo la regione, è necessaria per preservare gli interessi dell’impresa trattandosi di un rinnovo e non di una licenza ex novo. Sono queste ed altre le risposte che portano il Sindaco Andrea Chemello a commentare:‹‹ La legge in vigore è del ’78, necessita di un rinnovo, e questo è il nostro obiettivo finale. Così com’è protegge solo le imprese lasciando in secondo piano i comuni e il territorio, quindi tutti i cittadini››.

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