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27/03/2012 - Vercelli Città - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 81 - Dopo la riunione carbonara di lunedì notte, al voto sul bilancio i primi "avvertimenti" ad Andrea Corsaro - Potrebbero (lo diciamo, ma ridiamo già noi) unirsi al gruppo Emanuele Pozzolo e Anna Rosso

Il viandante ha avuto la ventura di un singolare incontro nella notte appena trascorsa - La brezza gentile della serata primaverila non è riuscita a mitigare il calore del bracere in cui è stato arso il testo del patto firmato con il sangue




TRIPPA PER I GATTI / 81 - Dopo la riunione carbonara di lunedì notte, al voto sul bilancio i primi "avvertimenti" ad Andrea Corsaro - Potrebbero (lo diciamo, ma ridiamo già noi) unirsi al gruppo Emanuele Pozzolo e Anna Rosso
Vercelli: lo portano, ma minacciano di mollarlo

Il viandante che nella tarda serata di ieri, lunedì 26 marzo, si fosse trovato a passare in Via Ludovico Ariosto avrebbe notato, poco dopo le 23, all’altezza dei civico 16, un capannello di persone intente alla chiacchiera: quasi ad indugiare ancora un poco, complice la fresca, ma non fredda, brezza notturna, prima di sciogliere l'adunanza e fare ritorno a casa.



L’attenzione dell'occasionale passante si sarebbe appuntata, tuttavia, sul fatto che il capannello, invece di assottigliarsi, rinfoltiva i ranghi: dal portoncino che apre sull’androne dell’elegante condominio uscivano, infatti, altri personaggi a poco a poco riconoscibili per essere vere e proprie personalità.


Sicchè - al viandante - pareva d’obbligo soffermarsi e poi fermarsi per comprendere cosa e chi avesse potuto, in quell’altrimenti anonima e neutra, piatta, persino, sera primaverile, attirare in quel luogo tanta abbondanza di protagonisti della vita civile e politica di questo piccolo angolo di mondo.


Sì, perché il viandante, parcheggiata alla meglio la propria modesta vettura, ne scendeva per avvicinarsi poi, rispettoso e circospetto, accennando nell’incedere all’inchino, agli astanti, invero sorpresi dell’incontro. E sì che, per via, più che un viandante chi si penserebbe di incontrare?


Timide e di circostanza furono le domande del viandante: oihlà, gentiluomini, qual buon vento?


Tombale il silenzio,unica risposta.


Allora a quel semplice omarino s’aprirono gli occhi: ecco, quella era la famosa riunione carbonara degli otto Consiglieri comunali ben decisi a dare filo da torcere al Sindaco di Vercelli, Andrea Corsaro. Riunione di cui si vagheggiava da giorni, senza mai comprendere se e dove si sarebbe convocata. Ecco, la segretissima Rivendita doveva essere proprio lì, al civico 16 di Via Ariosto: chi l’avrebbe mai detto.


Ed ora il fato aveva voluto che il pover’uomo vi si trovasse praticamente in mezzo così, senza volerlo…


Filo da torcere al Sindaco, dunque, sempre che questi, beninteso, non intenda invece adoprarsi affinchè sia lavata – se del caso nel sangue – l’onta patita da Gilberto Canova, in prima persona e, di riflesso, in una visione cosmica, dall’Onorevole.


Che era lui pure giunto ad officiare la liturgia correntizia, pur in quel luogo profano, reso per l’occasione idoneo al rito.


Si ordinò di defiggere tabelloni recanti le progressioni parametriche delle assicurazioni caso morte, per affiggere altra iconografia conferente alla cerimonia.


Riecheggiò così l’anatema atteso da giorni: le vesti di Canova saranno lavate nel sangue degli agnelli.


Sangue che sgorgherà copioso, a fiotti, dalle giovani ed incolpevoli jugulari di Carolina Piccioni e Massimo Materi.


Così tremenda dev’essere apparsa la maledizione e snervante l’attesa della sua pronuncia che, poche ore prima, nel tardo meriggio, forse per impetrare una qualche clemenza, il giovane Segretario aveva cercato l’incontro con l’Onorevole e lo stesso Canova, o quel che ne era rimasto dopo l’olocausto consumatosi al Convento dei Barnabiti.


Davide Gilardino aveva assicurato ogni possibile attenzione per trovare un lenimento, istituzionale, morale ed economico al Canova.


E solo il puntuale resoconto di tale pomeridiano convegno versato, con misurata, ma efficace oratoria, dal celebrante ai convenuti,  fu capace di sedarne gli animi.


Animi, però, ancora esacerbati, ove l’amore è stato esiliato dal dolore e, in luogo del perdono, si è fatto strada il desiderio di vendetta.


Desiderio ora compreso e trattenuto, anche se illustrato, da una algida strategia.


Ah, quanto dovrà penare, il Primo Cittadino. Quanto amari saranno i suoi giorni, se tarderà ancora a rinvenire, comunque  e ovunque, ragioni di satisfazione piena e completa per la coorte dell’Onorevole, così offesa nella propria dignità.


Ad essa dovranno devolversi Assessorati, poltrone, cadreghe, riconoscimenti morali e persino offe o, al più, offelle. E subito. Anzi, forse ora è già tardi.


Ad Andrea Corsaro è solo concesso il tempo di un amen, giusto perché siamo in Quaresima.


L’onore della corrente si riscatta con l’oro delle prebende, oppure con il ferro delle armi sguainate nelle imboscate consiliari.


Dove gli otto fedelissimi all’Onorevole si preparano a menare la danza. E la Giunta ballerà – è il patto di sangue di Via Ludovico Ariosto – ad incominciare dal prossimo ed ormai imminente voto sul bilancio di previsione.


Oh, se dovrà essere a puntino, quel bilancio. Magari con il concorso esterno dei giovani Consiglieri Emanuele Pozzolo ed Anna Rosso, i fedelissimi otto sono pronti a portare emendamenti, travasi dei (pochi) fondi rimasti da un settore all’altro, giusto per far capire chi comanda e cosa potrebbe accadere se si abuserà ancora della pazienza loro e dell’Onorevole.


Eppure…


Nel fare rientro alla propria umile dimora, il viandante che aveva avuto la ventura, del tutto imprevista, di questo singolare incontro, non poteva fare a meno di lasciare che le meningi lavorassero...


Quel patto firmato con il sangue reggerà? Sui visi dei congiurati si leggevano espressioni più assonnate che risolute. E quelle firme… c’era tra loro chi è aduso, in certe occasioni, a dimenticare la penna, altri gli occhiali per vedere vicino, altri ancora il sangue…


 

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