VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
martedì 13 aprile 2021 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




25/03/2012 - Regione Piemonte - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 80 - Roberto Rosso chiede la testa degli Assessori Carolina Piccioni e Massimo Materi - Ma Andrea Corsaro (già incavolato perchè vede sfumare lo scranno in Parlamento) gli fa pernacchioni

Si trasferisce in Comune di Vercelli la rappresaglia che i fedelissimi del Deputato di Trino meditano ai danni degli avversari di partito - Il Primo Cittadino, ancorchè amareggiato perchè vede allontanarsi le possibilità di un esodo alle Camere o in Consiglio regionale, oppone un netto rifiuto - Allora forse i seguaci del Deputato potrebbero accontentarsi di un posto in Atena




TRIPPA PER I GATTI / 80 - Roberto Rosso chiede la testa degli Assessori Carolina Piccioni e Massimo Materi - Ma Andrea Corsaro (già incavolato perchè vede sfumare lo scranno in Parlamento) gli fa pernacchioni
Carolina Piccioni, Andrea Corsaro, Massimo Materi - Per ora scampati alla rappresaglia di Rosso in Comune di Vercelli

Non è facile cucinare la trippa quando l’ingrediente principale sono i cavoli, che stanno diventando amari.



Il siluramento di Gilberto Canova dall’Assessorato provinciale non solo non chiude, ma anzi apre il vero e proprio post congresso del Pdl di Vercelli.


Perché, ben lungi dal sotterrare l’ascia di guerra, Roberto Rosso & Co. (vedremo nel prosieguo che la nozione è tutt’altro che pacifica, ma non anticipiamo i tempi) pensano alle (prevedibili) ritorsioni.


Prevedibili ed in un certo senso anche “preventive”. Perché Canova era ancora seduto sul traballante scranno assessorile che già il Deputato chiedeva al Sindaco di Vercelli, Andrea Corsaro, di buttare fuori dalla Giunta Comunale gli Assessori Carolina Piccioni e Massimo Materi.


Perché? Si chiederanno i più.


La ragione è – politicamente – abbastanza semplice da spiegare, più semplice in ogni caso di quanto sia da capire.


Andiamo con ordine.


A livello provinciale la posizione del Parlamentare di Trino si è fatta assai delicata.


Oltre ad avere perso il Congresso, si è visto abbandonato anche da due su tre dei Consiglieri provinciali prima accreditati come appartenenti alla sua corrente: gli resta in pratica solo Marco Fra, che certo è meglio di niente, ma, insomma…


Se ne vanno con la maggioranza Vittorio Petrino e Gian Mario Demaria, persone del resto poco vocate alle turbolenze correntizie. Uomini d’ordine, insomma.


I rossiani sostengono che questa situazione sia anche figlia del fatto che l’Onorevole, nel licenziare la lista dei candidati al Consiglio provinciale, l’anno scorso, pur partendo dalla posizione di Coordinatore (oriundo) della Segreteria Provinciale, abbia largheggiato in concessioni alle altre fazioni: ha candidato in massa pedraliani, piccioniani, cortopassiani e chi più ne ha più ne metta.


Il motivo (dei rossiani): non dare pretesti per desistenze che avrebbero potuto compromettere il risultato, la vittoria di Carlo Riva Vercellotti, nell’unica provincia conservata al Centrodestra (a parte forse quella dell’Ogliastra in Sardegna o qualcosa del genere). Insomma, un motivo politicamente nobile.


Il motivo (degli altri): si è cagato addosso o, a voler concedere, era così sicuro che il congresso si sarebbe poi fatto a tavolino, o non si sarebbe fatto del tutto, che ha peccato di presunzione.


Resta il fatto che effettivamente Rosso ha rinunciato (o non ce l’ha fatta) a riempire la lista per Sala delle Tarsie di suoi uomini.


Ben diversa è la situazione in Consiglio comunale a Vercelli, dove il drappello di Consiglieri a lui fedeli è potenzialmente più numeroso e saldo sulle posizioni.


Chi sarebbero i fedelissimi di Rosso in Consiglio comunale? Più o meno gli stessi che lo seguirono ai tempi della fujtina in Fli: Lella Bassignana, Ernesto Gasparro, Ermanno Maffei, Maurizio Tascini, cui si aggiungono Camillo Bordonaro, Francesco Zanotti e Pino Cannata.


Quindi, sette Consiglieri. Abbastanza per fare cadere l’Amministrazione.


Ed ecco che a questo punto il ragionamento si chiarisce.


Dinamiche psicologiche e pensiero magico


Dal Quartier generale dell’ex Sottosegretario si dice, in pratica: abbiamo sette Consiglieri, ma un solo Assessore (Giovanni Mazzeri). Bisogna che in Comune di Vercelli il nostro spazio aumenti.


Altrimenti?


Altrimenti – la minaccia serpeggia in queste ore – potremmo, forse, un domani, chissà, anche mandare a casa la Giunta.


A questo punto, il Lettore che abbia avuto la pazienza di seguirci fin qui, si potrebbe domandare: ma perché questo “riequilibrio” è stato chiesto al Sindaco ancora prima che Canova fosse immolato?


E qui effettivamente la spiegazione si fa difficile, perché bisogna andare a scavare nell’animo delle persone, inseguirne le dinamiche psicologiche e questa disciplina, oltre a non essere facile, è anche sempre un po’ affare altrui.


Accettiamo però la sfida.


Abbiamo già detto che per qualche giorno dopo il Congresso del Pdl circolava una voce singolare: possono aver votato quello che vogliono, intanto Rosso ha l’accordo con Gianluca Buonanno e comanderanno sempre loro. Buonanno sarebbe stato, in pratica, il “valore aggiunto” di Rosso.


E, come accadeva ai Dirigenti del Kremlino ai tempi del Politburo, il loro guaio era che finivano per credere loro stessi alla dinformacia che mettevano in giro.


Così lo stesso Rosso è stato il primo a credere ad una cosa del genere e, forte di questa sicurezza radicata nel proprio pensiero magico, prima ancora che Canova fosse defenestrato, già si recava da Corsaro con la truce richiesta, utile a dimostrare che era sempre lui a contare.


In senso duplice: avrebbe fatto cadere due teste nemiche e le avrebbe sostituite con due amiche.


Male gliene incolse: questa è stata proprio la goccia (più qualche altro passettino falso di Canova in sede di emendamenti al bilancio della Provincia, piccole cose…) che ha fatto traboccare il vaso.


Per quanto la genesi di questa vicenda sia, come abbiamo visto, costruita su fondamenta che poggiano sulle nuvole, il problema però ora si è fatto concreto.


I seguaci di Rosso il riequilibrio di poteri e cadreghe lo vogliono davvero, almeno in Comune.


Ma è proprio qui che le pietre si fanno di nuovo dure.


Intanto: Andrea Corsaro non ne vuole sapere di mandare a casa i due giovani Assessori.


E’ loro affezionato? Non particolarmente. Certo non può permettersi di lasciare apparire che obbedisca agli ordini di Roberto Rosso.


Allora c’è già chi pensa a manovre di ripiego: aspettare che scada qualche carica nelle partecipate.


I pensieri dei miti corrono immediatamente ad Atena che, del resto, in coerente perpetuazione dei fini istituzionali dell’ Aasm di buona memoria, potrebbe così continuare ad assicurare l’applicazione dei patti “parasociali” dei e nei partiti.


Anche in questo caso, però, i bene informati (chi sono i bene informati? Sono persone bene informate: è tautologico. Altrimenti non le si potrebbe chiamare così…) sostengono che, se si arrivasse ad uno scontro totale tra Rosso e Corsaro, la pattuglia dei Consiglieri comunali che resterebbe fedele al Deputato si assottiglierebbe notevolmente: in pochi, infatti, si assumerebbero la responsabilità di fare cadere l’Amministrazione e di tornare al voto per una questione di “riequilibri” interni al Pdl.


Per Andrea Corsaro il Parlamento può attendere


Inoltre, c’è una variabile che molti (bene informati) incominciano a razionalizzare: quando sente parlare di Congresso Pdl ad Andrea Corsaro viene l’orticaria.


E’ lui, infatti, il più penalizzato dell’esito delle assise tra i berlusconiani vercellesi.


Non è un mistero, infatti, che il Sindaco di Vercelli accarezzasse l’idea di candidarsi al Parlamento, nel 2013.


Ora questa strada si è fatta così in salita che forse vale la pena di pensare ad altro.


I bei tempi in cui il Pdl di Vercelli conquistava un Deputato e un Senatore sono tramontati. Nel prossimo giro se ne salverà al massimo uno.


Forse Rosso, garantito a Roma dai bonsignoriani. Forse Luca Pedrale, finalmente promosso.


Forse ancora Lorenzo Piccioni (perché i miracoli possono pur sempre capitare).


Il fatto certo è che i vincitori del Congresso avranno già i loro fastidi a pensare a se stessi, figuriamoci se vorranno sacrificarsi per Corsaro.


Che potrebbe, al limite, pensare al Consiglio regionale. Però, per gli stessi motivi, i candidati potenziali ad un seggio a Palazzo Lascaris (precisamente previsti, anche con le riserve, nei malaugurati casi di premorienza o impedimenti di sorta,  negli accordi precongressuali) sono così tanti, che non facciamo nomi: rischieremmo di dimenticarne qualcuno mancando in tal modo, involontariamente, nei confronti dell’escluso.


 


 


 


 


 


 


 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it