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22/11/2020 - Vercelli Città - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 712 - Trucioli, se l'è andata a cercare - Ha affidato un'operazione di "intelligenza" con il nemico al Sagace - L'Astuto avrebbe voluto lanciargli un salvagente - Ma qualcosa è andato storto

Sull'altro fronte, invece, Giancarlo Locarni riesce a smuovere la macchina comunale -




TRIPPA PER I GATTI / 712 - Trucioli, se l'è andata a cercare - Ha affidato un'operazione di "intelligenza" con il nemico al Sagace - L'Astuto avrebbe voluto lanciargli un salvagente - Ma qualcosa è andato storto

Un attimo di calma, per cortesia, perché qui bisogna andare con ordine ancora prima di incominciare.

***

TRUCIOLI / 1

(questo capitoletto si può tranquillamente saltare a piè pari, per chi sia interessato solo alle avventure dell’Astuto e del Sagace).

***

Incominciamo dall’antipasto: una cosa leggera, la polpa vera e propria viene dopo, al secondo capitolo.

Dunque, bisogna sapere che domani, lunedì, si riunisce la Prima Commissione del Consiglio Comunale.

Quella che si occupa di Bilancio e Società Partecipate.

E dicesi “società” e dicesi “partecipate”.

Significa soprattutto Atena Asm, la società di cui, ormai inutilmente, il Comune detiene il 40 per cento delle azioni. 

Perchè "inuntilmente"? 

Questo 40 per cento vale ancora qualcosa?

Perché Iren non si compra anche questa quota?

E mica sono scemi!

Fanno già ora, con il 60 per cento, quello che vogliono.

Perché dovrebbero anche tirare fuori i soldi per comprare azioni che non servono?

Anzi, servono.

A loro.

Perché, così, siccome il Comune è socio, può dare a loro l’appalto della nettezza urbana senza fare una gara.

Può, non “deve”, ma Iren sa come farsi voler bene.

Può dare loro l’appalto delle luci a Led senza passare dal Consip.

Ma non divaghiamo.

***

Ecco l’Ordine del Giorno della Commissione.


Come si vede, i primi due punti sono, sostanzialmente, per capire: ma come fate a dire che questa mega fabbrica di pallet starà economicamente in piedi?

Avete un piano dei conti?

Già si può immaginare la risposta: ce l’abbiamo, ma non ve lo diamo perché è un segreto industriale.

Altrimenti i concorrenti industriali ce lo copiano.

E se qualcuno ci vuole credere va bene.

Staremo a vedere (in realtà: sentire. Sarà in videoconferenza) cosa avranno da replicare i Consiglieri.

***

Poi, dal terzo punto in avanti, si entra nel vivo delle osservazioni che la Conferenza dei Servizi ha già comunicato 

– leggile qui –


E già sappiamo che i vertici di Atena Asm, cioè Angelo D’Addesio (Presidente di Corso Palestro, di nomina fiduciaria del Sindaco Andrea Corsaro) e Roberto Conte, (Amministratore Delegato, di nomina di Iren spa) diranno: ma no, ma no, il problema della puzza non c’è mai stato e non ci sarà.

Anche perché non sarebbe stata puzza, ma il caratteristico odore di legname, come quando entrate in una segheria in Trentino, oppure al Mobilificio Calosso.

Ma, comunque, ora nemmeno quello. Abbiamo risolto. Avete fatto bene a farcelo notare.

E vorranno anche dire come faranno: forse mettendo dei ventolini o una cappa Scavolini.

***

La novità grossa di questa Commissione è, però, una: sarà possibile anche per il pubblico, la gente, collegarsi in streaming, come per il Consiglio Comunale.

E uno dice: va be’ ma è ovvio.

Non è tanto ovvio.

C’è voluta tutta la tenacia e la pazienza del Presidente del Consiglio Comunale, Giancarlo Locarni, in uno con quelle del Presidente della Commissione Bilancio, Paolo Campominosi, per smuovere la comunale inerzia.

Soprattutto, per ottenere una qualche mossa in quel singolare luogo che è la Segreteria Generale.

Regno del Segretario Generale, Fausto Pavia, si presenta come un cenacolo di operosi Giurisperiti adusi a rarefatte atmosfere speculative, ove dottrina e giurisprudenza si fondono e confondono distillando preziose gemme di sapere giuridico.

In tanti ricorderanno il Calvario toccato all’ex Sindaco Maura Forte, a causa di un distillato venuto male.

La famosa questione del numero legale delle adunanze consiliari.

C’era chi diceva: con la nuova Legge, bastano 11, cioè un terzo dei Consiglieri che costituiscono il plenum del Consiglio Comunale (32).

Ma Fausto Pavia ha sempre posto il veto: no, devono essere 14, come dice il “vigente” regolamento. Quello scritto anni addietro, quando i Consiglieri assegnati dalla Legge ai Comuni come Vercelli erano 40.

Leggi qui.


Ebbene, una norma tecnica male interpretata, è stata foriera di conseguenze politiche esiziali.

La Giunta di Maura Forte, ad ogni Consiglio Comunale, era sempre esposta al condizionamento di uno o due Consiglieri, che si reputavano il tredicesimo ed il quattordicesimo, quindi indispensabili per dare inizio ai lavori.

Quanti bagni di guano sono toccati, perché mancavano uno o due Consiglieri.

Se si fosse ammesso il numero legale di 11, ne sarebbero avanzati ancora due.

E la Giunta si sarebbe risparmiata un logoramento che, infine, qualcosa deve aver pesato.

Eppure.

Eppure Fausto Pavia è ancora lì, Maura Forte e la sua Giunta sono a casa.

E persino l’attuale Sindaco, unto con un calice di Arneis dalla Triade, appena arrivato

(proprio tre giorni dopo l’elezione)


la prima cosa che disse fu: ringrazio il Segretario Generale, che ha così ben lavorato…

E meno male.

E poi, lui - che avesse ben lavorato - che ne sapeva?

Pavia è arrivato che c’era Maura Forte, che elementi ci sarebbero stati per dire che avesse “così ben lavorato?!”.

Saprà lui: forse gliene hanno parlato bene Silvano Ardizzone e Liliana Patriarca.

***

Ebbene, come tutti sanno, anche le sedute di Commissione sono aperte al pubblico (purchè silente, è ovvio) in guisa di quelle di Consiglio.

Ma no.

Da marzo ad oggi, nessuna adunanza di Commissione è stata trasmessa in streaming.

Senonchè, questa volta Locarni si è messo d’impegno ed ha ottenuto il risultato.

Onore al merito.

E’ vero che è stata ottenuta una cosa appena normale.

Ma poche cose come quelle normali paiono eversive, in certi contesti.

***

Dunque, per la Commissione non resta che attendere poche ore.

***

TRUCIOLI / 2

INTENSA ATTIVITA’ DI INTELLIGENCE

 

Ora bisogna che ci affidiamo al gossip.

Sono situazioni in parte riferite, altre che si possono immaginare, consumarsi in certi sgabuzzi, corridoi, da remoto od in conciliaboli sparuti.

Dunque, che sarebbe successo?

Sarebbe successo che, sull’ennesimo inchino ad Iren, la maggioranza (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, 

Cambiamo Vercelli) che regge la Giunta del Niente di Andrea Corsaro, sia percorsa da dissensi e tensioni.

Un’idea che viene da lontano, come si vedrà in una prossima puntata, dopo la Commissione.

Ma oggi, cosa potrebbe essere successo?

Potrebbe essere che, nel politburo, a qualcuno fosse venuta un’idea.

Un origami politico assai sofisticato.

Ecco un dialogo, immaginario fin che si vuole, ma suggestivo.

***

La scena del racconto, si apre nella cornice sempre solenne e fascinosa dello Studio Azzurro, al piano nobile di Palazzo Civico.

Alla scrivania il Primo Cittadino, da qualche tempo ammirato e conquistato dalla personalità di Donald Trump.

Introdotto dalle Segretarie, che non vedono l’ora di fargli oltrepassare l’uscio, giunge al cospetto del Primo Cittadino il Sagace Massimo Simion.

Il Sindaco si alza in piedi.

Possibile!? Davanti a Simion?!

Possibile: come fa spesso quando riceve qualcuno, va e viene, si siede, si rialza, si assenta, torna, telefona, parla con questo e quest’altro, tanto l’ospite (Simion o un altro) aspetta: e ci mancherebbe altro.

Deve lavorare, lui.

***

Infine, diretto allo scopo, ecco il motivo della convocazione: dunque senta, Sagace, devo affidarle un incarico di intelligence.

***

Va be’, chiudiamo qui e amen.

Non è che il Lettore può chiederci troppo, infine.

E che cavolo.

D’accordo farvi ridere, d’accordo procurare un po’ di buon umore.

Va bene anche affidarci al paradosso, ok se si vuole cedere un po’ al cachinno, gustarselo, rotolarvicisi, ma se si finisce per esagerare, si abbandona del tutto un qualsiasi orizzonte di senso, anche se soltanto affabulatorio, per evadere in quello di un pensiero magico inidoneo, infine, a rendere significati di senso compiuto: fantastici, sì, ma di senso compiuto, che diamine!.

Ma va bene, torniamo a dire di questo incontro. 

Attacchiamo l’asino dove vuole il padrone.

***

Dunque – prosegue il Primo – ho saputo dei grandi risultati delle sue missioni in quel di Santagata, l’odierna Santhià.

Ha fatto scouting, è stato un lungimirante kingmaker, ha fatto il cacciatore di teste.

Bene.

Oggi le devo affidare un compito delicato.

***

Il Sagace lo guarda sgranando gli occhi.

Vorrebbe replicare, ma non ce la fa, al modo del Capitano Lagaffe, ne “Il Paese dei Campanelli”:

ma se è un compito delicato, perché lo affida a me?

***

Una onestà intellettuale che non viene apprezzata.

Sicchè il Primo continua:

sui trucioli abbiamo tensioni interne alla maggioranza.

Alcuni della Lega sono contrari, perchè lei e il mio inseparabile amico, il Ghiottone, non riuscite a tenere i pecoroni al loro posto.

Poi, adesso, sono uscite quelle due donzelle: e questo non lascia presagire niente di buono.

E sì che le avevo coccolate in ogni modo: pensi che, incrociandole per strada, le salutavo persino.

***

Il Sagace è sempre più attonito.

Sicchè il Primo prosegue: abbiamo, allora, bisogno di una sponda.

Dall’Opposizione, ci vuole qualcuno che plauda ai trucioli, ai pallet. Ci dia l'appoggio. Dica che il truciolo e il pallet sono il nostro futuro. Che l'economia deve circolare. Che guadagneremo un sacco di soldi. Che non puzzeranno. Che sapranno di mandevilla suaveolens. Anzi, metteremo, vicino alla fabbrica, un Sanatorio, perchè venga qui gente a respirare, liberandosi le mucose, i seni frontali, i bronchi, sanificandosi gli alveoli polmonari. Costruiremo grandi alberghi con campi da golf (di piscine, manco a parlarne), faremo circolare soltanto camion elettrici, per portare tutto il legname. Per trovare il legname, poi, non servirà abbattere altri alberi, ma basterà tritare i mobili di casa di quelli che non mi hanno votato al ballottaggio.

Insomma, trovi lei il modo per convincerli: se da sinistra sono d’accordo, quelli di destra che rompono le scatole si trovano spiazzati.

***

All’udire illustrare questa finissima strategia politica, il Sagace resta a bocca aperta, ammirato.

Ma trova il modo di guadagnare un punto:

insomma, Sindaco, lei mi incarica di un’azione di intelligenza con il nemico.

***

Il Sindaco: gliel’ho detto.

Come quella che ha condotto in porto a Santhià.

Quando si parla di intelligenza con il nemico, chi può fare più di lei, che di sicuro troverà una testa di … ponte nell’Astuto Michele Cressano?

***

Il Sagace si mette in moto.

La sua affinità, la sua confidenza con l’Astuto sono tutt’altro che recenti e l’intesa si raggiunge subito.

Cressano è sicuro: ho in mano il Pd, i Consiglieri del Pd, faranno come voglio io.

Ti lancerò un salvagente affidabile.

I trucioli saranno trucioli bipartisan.

Sinistra e destra, tutti uniti per la gioia di Iren.

***

Com’è andata a finire?

Qualcosa è andato storto.

Sicchè l’Astuto ha lanciato non tanto un salvagente, piuttosto un’incudine.

Lasciando anche i cocci di qua e di là tra i Compagni.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

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