VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
sabato 23 gennaio 2021 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




04/11/2020 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 704 - Scoperta, i trucioli puzzano sei volte di più del limite ammesso nelle Regioni di Iren - Per quello li vogliono portare qui - Ma qualcosa va storto: Arpa se ne accorge

Resta da capire chi glielo faccia fare ai Consiglieri Comunali di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, di farsi una figura del genere




TRIPPA PER I GATTI / 704 - Scoperta, i trucioli puzzano sei volte di più del limite ammesso nelle Regioni di Iren - Per quello li vogliono portare qui - Ma qualcosa va storto: Arpa se ne accorge

L’impianto di pallets e trucioli ha gettato, per così dire, la maschera.

Duemila (lo ammettono loro, adesso) OUE  (Unità Odorimetriche) per metro cubo.

Puzza, odora, può mandare “molestie olfattive”.

Quanto puzza?

Più di sei volte i limiti ammessi, ad esempio, dalla Regione Lombardia e da quella Emilia Romagna, che dispongono limiti massimi di 300 – 400 OUE

– leggi qui una spiegazione su questi termini e valori -


Eloquente la tabella, ripresa in formato espanso a fondo pagina.

La tabella è ripresa in uno studio (ironia della sorte, finanziato anche da Iren, come si vede)

- che si può leggere integrale cliccando qui -

***

Il colpo proditorio e cinico che sarebbe portato all’economia, alla società ed alla salute vercellesi, parrebbe, dunque, come se fosse stato studiato con lucida e fredda premeditazione.

Tutto lascia pensare che l’impianto dei “trucioli” vogliano farlo qui perché altrove, siccome puzza di sicuro (mentre la tanto vituperata “letamaia” odora solo quando qualcosa va storto), non glielo lascerebbero fare.

In Piemonte, infatti, non c’è ancora la legislazione di settore, come, invece, è stata nel tempo prodotta quella nelle già citate Regioni. 

E pensare che, di tanto in tanto, si sente qualche nano da giostra ireniana che minaccerebbe: se non lo facciamo qui, l'impianto lo facciamo in altri posti!

E uno potrebbe rispondere: e dove lo fareste?! 

In Emilia Romagna, no. In Lombardia no. Ve lo fanno fare in Veneto? Volete provare?

***

Ma andiamo con ordine e, è il caso di dirlo, tenendo separati i “tavoli”.

Ieri, 3 novembre, è, infatti, stata una giornata molto importante per la ricerca e la comunicazione della verità.

E vediamo perché, sedendoci idealmente “ai tavoli”.

***

TAVOLO N. 1 – IL TAVOLO TECNICO IN PROVINCIA

 

Sappiamo che, dopo la Conferenza dei Servizi tenutasi il 29 ottobre scorso,

– leggi qui –

nel corso della quale il patatrac è venuto fuori, i Tecnici dei vari Enti competenti per l’esame del progetto “trucioli – pallets” si erano dati appuntamento per un incontro di approfondimento sull’argomento “puzza”.

Locuzione che, nella versione politicamente corretta, si può leggere come “molestie olfattive”.

Da rilevare, a tutta prima, la straordinaria rapidità con la quale si sta procedendo in questa istruttoria.

Non sono passati nemmeno cinque giorni dalla Conferenza, che già si riunisce il Tavolo Tecnico.

Bene, buon segno di alacre approccio alle pratiche, ancorchè delicate, che certamente farà ben sperare, in futuro, tutte le Imprese che avranno progetti esaminandi dagli Organi provinciali.

***

Ma non divaghiamo.

E’ proprio quando sono seduti attorno al Tavolo Tecnico, che il proponente, Atena Asm (lo riferiscono Fonti attendibili) dice qualcosa del genere: ma guardate, Signori cari, che noi nei limiti di 300 – 400 OU, non ci staremo mai.

Perché l’impianto dei trucioli manda odori nell’ordine di, unità più, unità meno, circa 2.000 OUE.

***

E il discorso potrebbe anche finire qui.

Così come, ad esempio, finirebbe in Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo.

Puzza troppo e amen, non se ne fa niente.

Da qui, alcune deduzioni.

La prima: il progetto “trucioli”, nei disegni di Atena Asm  prevede che le emissioni odorigene siano controllate, a cura della stessa Asm, solo dopo l’entrata in funzione dello stabilimento.

Cioè, prima spariamo, poi discutiamo.

Prima facciamo l’impianto (che già sappiamo eccedere le 300 OU), poi vediamo come gestire il problema della puzza.

Che potrebbe – sembra abbiano detto così – essere anche un buon odore di legno…

***

Non si dimentichi che, una cosa del genere, la dice Asm Vercelli spa, cioè anche il Comune (socio al 40 per cento), cioè il Sindaco Andrea Corsaro con Giunta e Maggioranza.

Facile immaginare cosa accadrebbe quando, una volta in funzione lo stabilimento, ci si accorgesse di tutto quell’odore.

Subito si leverebbero gli strilli: ma se chiude saltano i posti di lavoro!

***

Questa volta, meglio pensarci prima, perché abbiamo ancora ben chiaro che il vile ricorso al ricatto occupazionale fu già una freccia, per biforcuta e venefica che fosse, nella faretra della Giunta Corsaro II quando si chiedeva a gran voce la chiusura del Forno di Incenerimento di Via Asigliano.

Sentiamo, sentiamo qui cosa disse in Consiglio Comunale il Geometra Eros Morandi, il geometra gentile, l’uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli -


ma questo è ancora poco o niente, se raffrontato a quest’altro video messo a repertorio due anni prima, dove la concione è tenuta nientemeno che dall’allora Sindaco Andrea Corsaro



Due anni prima accendono il forno con grande sicumera, a testa bassa, sventolando fogli pieni di “numeri” rivelatisi poi farlocchi e due anni dopo, dopo avere “bruciato” 3 milioni di euro dei cittadini di Vercelli, lo spengono.

Tra la fase 1 e la fase 2, sempre la solita litania persino blasfema: se spengiamo il forno, saltano i posti di lavoro di una ventina di persone (con che contratti, poi…); posti di lavori, ai limiti del precariato, peraltro, ai quali si sarebbe dovuta sacrificare la salute dei vercellesi e abitanti dei Comuni limitrofi.

I quali – Comuni limitrofi – per esempio Asigliano, Lignana, Desana, sono coinvolti esattamente come il Capoluogo nell’area di diffusione sia dell’inquinamento atmosferico, sia, appunto, di quello “odorigeno”.

***

La seconda deduzione è conseguente.

Il quadro delle responsabilità è purtroppo assai chiaro.

In nome degli interessi di Iren si consente che la comunità corra un rischio del genere.

I numerosi articoli sull’argomento (raggiungibili in questa pagina tra quelli correlati) offrono già molti dati a questo proposito.

Non è ancora chiaro se i temporanei reggitori della Cosa Pubblica avessero precisamente evidente la nozione di questo enorme problema rappresentato dall’impatto odorigeno, dalle molestie olfattive.

Ora ce l’hanno.

Nelle scorse settimane si era udito riferire che qualche frescone proferisse panzane del genere: ma no, l’impianto dei pallets, in fondo, è come una grande falegnameria.

Sarebbe bene che simili fresconi non si facessero udire in giro.

***

Ciò che non è spiegabile è che una simile, potenziale, pugnalata all’ambiente, all’economia, alla salute dei cittadini di Vercelli sia attinta da un Ente, un’Azienda, che è per il 40 per cento del Comune.

Nulla conta che il Comune sia in minoranza nel Capitale Sociale: è in grado, per statuto societario, di opporsi a scelte come questa.

Se non si oppone, è chiaro che Sindaco, Giunta, maggioranza di Consiglieri Comunali che li sostiene, sono d’accordo.

O non ci hanno pensato, non lo sapevano.

O sono d’accordo.

In ogni caso, il parametro di 300 Unità Odorigene, l’ha evocato Arpa ed è oggettivo, condiviso ed adottato da importanti Regioni.

Non (ancora) dalla Regione Piemonte.

Ed è, di nuovo, difficile credere che un simile vuoto normativo non sia stato tenuto ben presente, quando si è deciso e da chi ha deciso, di piazzare l’industria dei trucioli proprio in Piemonte e proprio qui a Vercelli.

Riuscendo ad ottenere, per tutto il 2018, quando il progetto si è delineato, il riserbo assoluto da parte dell’Amministrazione Comunale, del Socio titolare del 40 per cento delle azioni.

***

TAVOLO N. 2 – LA CONFERENZA STAMPA

DELLE LISTE CIVICHE CHE SI OPPONGONO AI PALLETS

 

Come conseguenza ovvia e diretta della riunione della Conferenza dei Servizi, della deflagrazione, tra le Istituzioni, della vera e propria “bomba” rappresentata dalle molestie odorigene, i Consiglieri Comunali delle Liste Civiche SiAmoVercelli (Piero Boccalatte e Renata Torazzo) e Voltiamo Pagina (Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Andrea Conte) hanno subito indetto una conferenza stampa per informare i cittadini, che si è tenuta al Bar Cavour.

Va notato che, nel momento in cui si è tenuto l’incontro, non si sapeva ancora di come fosse andato l’altro, quello del Tavolo Tecnico.

Sicchè in quella sede non si sono potuti commentare i dati che abbiamo esposto prima.

***

Questa conferenza stampa offre alla città un’immagine, purtroppo inquietante, per il paradosso che rappresenta.

E vediamo di avvalerci di espressioni chiare, a proposito di paradossi inquietanti.

***

Se un’Oncologa di fama, da tutti meritatamente stimata, come Renata Torazzo, dice e ribadisce che, per la salute della gente, tra i due paventati insediamenti (il confronto è, naturalmente, tra la “letamaia” di Polioli e questo dei trucioli di Iren e Giunta Corsaro) quello più nocivo è quello dei pallets, ecco il paradosso inquietante.

Se lo dice Renata Torazzo che questo impianto è rischioso per la salute, di quali altri Tecnici c’è bisogno di udire il parere?

Di un Architetto?

Di un Ingegnere?

Di cosa si sta parlando?

Forse avrebbe qualche rilievo se si esprimesse in contrario un altro Oncologo.

Ma quando la maggioranza (i Consiglieri Comunali di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) in Consiglio Comunale dice qualcosa del genere: eh, ma sapete, sentiamo cosa diranno i Tecnici…

Di cosa stanno parlando?

E, poi, ora che sanno del nuovo e grande problema della puzza originata a poche centinaia di metri dal concentrico urbano, cosa diranno?

Perché questa acquiescanza?

Ma chi glielo fa fare?

Ma cosa possono pensare di rimetterci, se chiamano Andrea Corsaro e la sua Giunta e dicono qualcosa del genere: senti qua, Andrea, qui dei trucioli che puzzano non ne vogliamo sapere.

Iren si faccia l’impianto dove vuole e può (quindi, non in Lombardia, né in Emilia Romagna: proprio al sua stessa Emilia Romagna).

***

Il paradosso si fa tanto più inquietante, quando si Sente un Commercialista come Piero Boccalatte dire: guardate che questa nuova industria, questa nuova attività, non si sa se e quanto potrà effettivamente essere produttiva.

E perchè dice così, Dottore?

Si domanderebbe, gli domanderebbe un piccolo omarino della strada.

Il perché il Dottore Piero Boccalatte l’ha detto chiaro: perché non c’è un “business plan”.

Cioè (almeno, non l’ha visto nessuno) uno straccio di progetto economico e finanziario, con le simulazioni e le analisi di mercato.

Se anche fosse ammissibile – e non lo è – che il Comune di Vercelli mettesse, consapevolmente o inconsapevolmente, a rischio la salute della gente pur di fare utili, chi ci dice che, poi, questi utili ci siano davvero?

Dove sta scritto?

***

Dovremmo fidarci delle assicurazioni di un’Azienda che non riesce nemmeno a togliere le foglie cadute sui viali, ad occuparsi decorosamente di raccolta dei rifiuti solidi urbani?

***

Che ci si trovi alle prese con un paradosso inquietante si avverte quando prende la parola Roberto Scheda e avverte: ma vogliamo che Vercelli sia riconosciuta come città d’arte o come discarica dei rifiuti che Iren porta qui da tutto il Nord Italia?

Quando ammonisce: il Comune non condivida una responsabilità del genere.

Il nostro territorio ha già dato, i cittadini hanno già dato.

E poi, il monito, disincantato quanto severo: ma credono forse che non ci siamo accorti, quando hanno portato in Consiglio Comunale una variante al Piano Regolatore?

Una variantina messa lì per consentire che, proprio in quella via Cesare Libano siano ora ammessi i trattamenti di acque luride e rifiuti? 

- leggila qui -


Guarda caso, una variante portata proprio ora?

La maggioranza di Andrea Corsaro lo sa cosa ha deciso?

Per cosa ha alzato la mano?

Un’area dove ci sono aziende rinomate che vendono pesce, altra che prepara i pasti per Scuole e Ospedale; poi vi insiste la stessa Motorizzazione Civile.

***

Tocca sempre a Scheda stigmatizzare, di nuovo, la svendita di Atena ad Iren, avvenuta in quel nefasto dicembre 2015.

Se non ci fosse stata quella incredibile operazione, non staremmo qui ad occuparci di trucioli, tutela dell’acqua pubblica, opposizione alla “letmaia” di Polioli.

Ma – spezza una lancia il fondatore di Voltiamo Pagina – bisogna anche riconoscere che, allora, fu carpita la buona fede di alcuni dei Consiglieri Comunali che votarono a favore.

Non va, infatti, dimenticato che il presupposto vincolante per la cessione fosse un “piano industriale” che prevedeva, tra l’altro, il teleriscaldamento, la metanizzazione del parco auto, la realizzazione di un distributore di metano e, soprattutto, nuove assunzioni.

Nulla di tutto questo è stato fatto.

Anzi, pochi mesi fa, in pubblica audizione, l’Amministratore Delegato di Asm, l’uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli, Roberto Conte, si rese lecito persino dire: quando arriva un nuovo Amministratore Delegato, riforma un po’ come meglio crede il piano industriale.

Evviva.

***

Altri paradossi inquietanti.

Plasticamente illustrati dalla presenza, in conferenza stampa, dei Sindaci di Asigliano Vercellese, Carolina Ferraris e di Lignana, Emilio Chiocchetti.

Sembra che si preoccupino di più dei vercellesi loro, di quanto non faccia Andrea Corsaro.
TAGS:

Vercelli

Varallo Sesia

Borgosesia

Gattinara

Valsesia

Trino

Crescentino

Santhià

Provincia di Vercelli

Guido Gabotto


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it