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25/03/2020 - Vercelli - Cronaca

TRIPPA PER I GATTI / 611 - Sindaci 4, Serpieri zero - Retromarcia imbarazzante della nominata dalla Giunta di Saitta, che deve ammettere l'errore - I provvedimenti per i Covid positivi toccano all'Asl

Eraldo Botta veramente incavolato, non si vede facilmente -



TRIPPA PER I GATTI / 611 - Sindaci 4, Serpieri zero - Retromarcia imbarazzante della nominata dalla Giunta di Saitta, che deve ammettere l'errore - I provvedimenti per i Covid positivi toccano all'Asl
Chiara Serpieri -

Una retromarcia forse imbarazzante come quella del riccio che, scendendo dalla spazzola, tenta di giustificarsi: tutti possono sbagliare.

Oggi per Chiara Serpieri, un pomeriggio nero.

Ma andiamo con ordine.

***

Dunque, sappiamo che, non più tardi di ieri, l’ufficio stampa dell’Asl aveva – secondo alcuni, con sussiegosa degnazione, rivelatasi degna di miglior causa - ottriato un breve, a taluno parso in guisa di quelli pontifici, con il quale forse riteneva di dettare ai Sindaci come comportarsi quando ad un proprio concittadino fosse diagnosticata la positività al test Coronavirus.

***

Non si comprenderebbe molto, anche in ordine ai toni impiegati, senza rileggere il testo.

Ripetiamo: è il testo di un Direttore Generale di Azienda regionale, che dovrebbe rispondere ai Sindaci, aiutandoli.

Ma questi sono, semmai, argomenti successivi.

Ora le parole diffuse dall’Ufficio Stampa dell’Asl:

Provvedimenti di contumacia per contatti stretti covid 19: Autonomia dei sindaci

In riferimento alla procedura per la messa in contumacia dei contatti stretti di eventuali COVID positivi si ricordano le disposizioni  dell’art. 1 dell’ordinanza del Ministro della Salute del 21 febbraio 2020 che all’ART. 1 precisa: È fatto l’obbligo alle autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni 14, agli individui che abbiano avuti contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva covid19

Ciò significa che il sindaco, una volta ottenuta la notifica da parte del referente della protezione civile della positività di un soggetto,  può e deve in totale autonomia  – sulla base perlomeno dello stato risultante all’anagrafe cittadina e fatti salvi eventuali controlli presso il domicilio – emettere direttamente i provvedimenti di sua competenza ponendo in quarantena tutti coloro che abitano presso quel domicilio. 

Le ulteriori indagini epidemiologiche sono di competenza del SISP che ha individuato la positività, e che non necessariamente coincide con l’Asl di residenza.

Sarà dunque cura del Sisp competente completare l’indagine epidemiologica allargandola a tutti gli altri soggetti non conviventi eventualmente coinvolti e procedere alle notifiche del caso”. 

***

Come si vede, “può e deve”.

Invece, come risulta da un (più) approfondito esame delle norme, soprattutto dettate dall’Unità di Crisi regionale, non deve un bel niente e può ancora meno.

La questione non è un mero braccio di ferro o, al più, qualcosa che richiami l’infantile vezzo di gareggiare a chi abbia il mitto di più estesa gittata.

Ha, al contrario, un riverbero molto concreto ed assolutamente importante per determinare la tempestività (fattore talvolta decisivo) nel percorso di messa in quarantena del nucleo familiare del Paziente conclamato positivo.

Dopo il breefing di ieri (parte in remoto e parte in presenza, si veda l’articolo collegato) diretto dalla Prefettura di Vercelli, già il primo chiarimento, a sconfessare la così sicura presa di posizione della Serpieri.

Tanto che, poco dopo il termine della riunione, il Presidente della Provincia Eraldo Botta – in questo caso, “Sindaco dei Sindaci”, manda il resoconto che abbiamo pubblicato all’articolo linkato in alto in questa pagina.

Qualche parola – assai significativa – la riprendiamo qui:

La soluzione data per scontata a mezzo stampa e ribadita ancora in riunione dal direttore dell’ASL di Vercelli e cioè che siano i sindaci a emettere i provvedimenti di quarantena stupisce ed è irricevibile in quanto in contrasto con le norme successive all’ordinanza del Ministro della Salute del 21 febbraio 2020 (richiamate con la nota 1 marzo del coordinatore dell’Unità di Crisi regionale Raviolo e con nota del 5 marzo del Capo dipartimento di Protezione civile Borrelli), che dovrebbero essere note al Direttore.

A fronte di quanto sopra e della più volte ribadita convinzione del Direttore dell’ASL che non rientri tra le sue funzioni la gestione di questa incombenza, è stato deciso di porre il quesito all’Unità di Crisi regionale”.

***

Chiunque conosca anche poco Eraldo Botta, sa che si tratta di persona con la miccia molto, ma molto lunga.

Per costringerlo ad usare termini così perentori in sede di comunicato stampa, significa che ce n’è voluto veramente.

E se, da un lato, bisogna dire che (lui ed i suoi), in parte, se la sono anche cercata, perché in ben 10 mesi dalla data delle elezioni regionali, non hanno ancora trovato tempo e modo di promuovere un sano turn over, dall’altro bisogna altresì riconoscere che casi come questo sono tutt’altro che facili e frequenti.

Tempo fa era anche circolata una data entro la quale la reliquia di Saitta avrebbe potuto andare ad illustrare le proprie capacità in altro, prestigioso contesto.

Ma ora sembra che l’emergenza Covid abbia fatto passare in secondo piano questa eventualità.

***

Ma veniamo ad oggi, quando di nuovo, come pressochè ormai ogni sera, si tiene il breefing su Skype diretto dal Prefetto cui partecipano, oltre al padrone di casa virtuale, il Presidente della Provincia, il Sindaco del Capoluogo, il Direttore dell’Asl e le Forze dell’Ordine.

Ore 18.

La giornata è trascorsa ad approfondire, come ha, peraltro, chiarito lo stesso Botta.

Ebbene, la sentenza è di quelle senza appello.

E’ l’Asl che deve emanare il provvedimento.

Quando il Sindaco (che ha ricevuto l’avviso dall’Unità di Crisi) ha verificato con l’Ufficio Anagrafe quali siano i familiari conviventi della persona, li comunica al Sisp dell’Asl (di solito la Funzionaria preposta è la Dott.ssa Virginia Silano).

E’ quindi l’Asl che deve preparare il provvedimento, per poi inoltrarlo anche al Comune.

Il Comune, infatti, anche se in questo caso è un “destinatario” non il mittente dell’Atto, resta sempre titolare del potere di controllo sul rispetto della quarantena.

Ed il Sindaco non perde le proprie prerogative (ben poco invidiabili, già per solito, in questo periodo, figuriamoci) di massima Autorità sanitaria nell’ambito del proprio Comune.

***

Dunque, Sindaci e Territorio 4, Serpieri zero.

E’ triste, però, che si debba arrivare a tanto.

Che debbano scrivere tutti i Sindaci della provincia per chiedere rispetto dei propri comuni e dei propri cittadini amministrati.

Forse ancora più triste che qualcuno di essi non abbia voluto sottoscrivere: la salute delle persone non ha colore politico.

Resta la domanda: fino a quando la Regione lascerà qui con noi la nominata dalla Giunta di Saitta?

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