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07/12/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 591 - IL VIDEO DI MISTER NERO - A parte le pagliacciate dei candidati, sotto il Coperchio, niente - Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia devono anche chiarire se cambiare strada costerebbe 400 mila euro o un milione di euro

A parte lo sgomitare per entrare nell’inquadratura, le scritte sui cartelli portati da volenterosi attivisti sembrerebbero dire qualcosa del genere: se andiamo al potere noi, cambia tutto.






TRIPPA PER I GATTI / 591 - IL VIDEO DI MISTER NERO - A parte le pagliacciate dei candidati, sotto il Coperchio, niente - Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia devono anche chiarire se cambiare strada costerebbe 400 mila euro o un milione di euro
Mister Nero a Vercelli -



Nulla da dire - è persino superfluo ricordarlo - al sempre bravo Charlie Gnocchi, di Mediaset, che in quattro e quattr'otto ha imbastito un servizio piacevolissimo sulla situazione del Centro Nuoto, lo scorso 10 aprile: con l'aiuto di Paolo Sangrigoli, ha subito centrato il problema.

Pittoresca è, invece, sembrata la corte di personaggi che tentavano di conquistare un centrimetro di inquadratura: promettevano che le cose sarebbero cambiate.

Ma andiamo con ordine.

***

Alla luce della clamorosa retromarcia della Giunta di Andrea Corsaro, sostenuta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, il back stage dell’arrivo a Vercelli di Mister Nero, direttamente inviato da Mediaset, sembra proprio una pagliacciata.

Ci ricordiamo del 10 aprile di quest’anno.



A parte lo sgomitare per entrare nell’inquadratura, le scritte sui cartelli portati da volenterosi attivisti sembrerebbero dire qualcosa del genere: se andiamo al potere noi, cambia tutto.

***

Invece, ufficialmente nell’ultimo Consiglio Comunale di fine novembre, veniamo definitivamente a sapere dal Sindaco, ciò che era già stato messo nero su bianco l’8 agosto scorso: con le scelte di Maura Forte e della sua Giunta bisogna convivere.

E vabbè, ma allora ditelo.

***

A parte gli scherzi, ciò che rivela il Consiglio scorso è anche un’altra cosa, sulla quale nei prossimi giorni bisognerà appuntare la giusta attenzione.

Perché, nei mesi scorsi, si era diffusa la convinzione (propalata – forse ad arte – da qualche bello spirito) che, in caso di risoluzione contrattuale con la ditta appaltatrice del Coperchio, il Comune avrebbe dovuto sborsare circa un milione di euro.

Ma andiamo con ordine.

***

Sappiamo che, cancellare la scelta aberrante di coprire la vasca esterna del Centro Nuoto con una copertura telescopica mobile e poi ristrutturare la parte in muratura per recuperare una seconda (che era la prima) piscina, sempre da 25 metri, si può fare in un solo modo.

Buttando a mare tutto, progetto, contratto, appalto e ricominciare daccapo.

Cosa significa?

Significa chiamare quelli dell’Impresa De Vivo di Potenza associata a Il Nuovo Civ del geom. Bertolone dei Cappuccini e dire: Signori cari, a noi questo progetto non sta bene, perciò risolviamo il contratto.

Non per colpa vostra, per carità, ma dobbiamo procedere.

E qui le strade si dividono, perché o non abbiamo mai capito bene, oppure qualcuno ha raccontato (altre) grandissime palle.

***

Prima strada.

C’è chi dice (lo hanno ribadito in Consiglio Comunale, è a verbale e c’è il repertorio dello streaming): guardate, Signori cari, che risolvere il contratto con De Vivo e Nuovo Civ ci costa tra i 300 e 400 mila euro di penale.

E amen.

E’ chiaro che una penale del genere, se non proprio a bun pat, comunque su un contratto di 1,5 milioni di euro ci può stare.

E’ molto generosa nei confronti dell’appaltatrice (del contratto si è occupato Pino Scaramozzino, che è sempre il referente) però è chiaro che ci può stare.

Del resto, restituire al futuro il nuoto, lo sport, il fitness, “rubati” (per usare le parole di Greta) ai nostri figli dalla soluzione coperchio, qualcosa costerà pure.

Sarebbe poi un costo ampiamente ammortizzato negli anni a venire.

Perché, quando ci fossero due vasche coperte, entrambe di 25 metri, quindi destinate a captare una medesima e sola domanda, tutti i costi sarebbero raddoppiati, ma i ricavi sarebbero sempre gli stessi.

Un inciso: tra i danni da mettere in conto per la mancata scelta di realizzare una vasca olimpionica da 50 metri, c’è l’avere condannato al nanismo lo sport vercellese.

Basti vedere cosa sta succedendo in questi giorni a Cuneo, dove la vasca da 50 metri ce l’hanno, con i campionati di Pallanuoto ed il Settebello in vasca, ai piedi della Bisalta.

Si è preferito pensare in grande solo per svendere Atena Asm a Iren e credere al fantasioso Karim Abdellaoui.

Fine dell’inciso.

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Le parole dette in Consiglio Comunale sembra ne sconfessino altre, udite nelle settimane precedenti.

Perché era sembrato di sentire il ragionamento seguente.

Che rappresenta la seconda strada.

Dobbiamo la penale di 3 – 400 mila euro, ma dobbiamo (dicesi: dobbiamo, siamo obbligati) anche pagare al Costruttore circa 700 mila euro di materiali che “nel frattempo” (dal 10 maggio al 9 giugno) ha acquistato.

E così sarebbero 700 mila più 300 mila circa, uguale un milione di euro.

Che ne direbbe la Corte dei Conti?

A parte che, se la Corte dei Conti non dice niente su un Contratto come quello firmato tra Comune ed Atena Asm per le luci a Led, si vede che ha altri impegni ben più gravosi, resta una cosa grande come una casa da chiarire bene.

E non mancheranno le occasioni.

Quindi: in caso di risoluzione anticipata, il Comune sarebbe “obbligato” – dicesi: obbligato – per 400.000 o per un milione di euro?

***

O, magari – e diciamo magari perché, appunto, sono attesi chiarimenti ufficiali – i 700 mila sono soltanto un danno che patirebbe l’impresa?

Spiegandoci meglio: i 700 mila se li prenderebbero nella giacca De Vivo con il Nuovo Civ del Geom. Bertolone dei Cappuccini?

***

E se il Comune non fosse tenuto a risarcire anche i 700 mila o quelli che risultassero?

Potrebbe importare qualcosa a qualcuno che il Nuovo Civ del geom. Bertolone e la De Vivo si prendessero nella giacca 700 mila euro?

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Allora uno potrebbe pensare: ma figuriamoci come dovrebbe esserne contristato il Bertolone, insieme al Legale rappresentante di De Vivo.

E forse la cosa potrebbe dispiacere, magari per solidarietà di coworking, anche a Fratel Marco Ciocca, che condivide in Via degli Oldoni lo spazio con la Sede Legale del Nuovo Civ.

Fratel Marco Ciocca, magna pars del Rito Scozzese Antico ed Accettato, sa bene come funzionano queste cose negli Enti Locali, perché è stato per dieci anni Assessore al Bilancio di Andrea Corsaro, quindi è un esperto.

***

Ma, al di là di ipotesi e congetture, sarebbe bello (e forse per qualcuno, doveroso darla) sentire una spiegazione ufficiale.

In caso di risoluzione anticipata, il Comune di Vercelli sarebbe tenuto (tenuto: obbligato) solo alla penale di 400 mila euro, oppure anche al risarcimento di 700 mila euro o di quella somma che risultasse computando il controvalore dei materiali acquistati e delle opere eseguite nel frattempo?

***

Per ora non si sa.

Restano le pagliacciate.

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