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06/12/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 590 - Come i loro predecessori con le mozioni della minoranza, loro si puliscono con le promesse elettorali - Coperchio, cantiere a passo di lumaca - All'Opposizione incendiari, al governo pompieri (o Pompiere?)

Il miasmatico marasma di controsensi resta com'è - Padrone attaccato dove ha voluto l'Asino






TRIPPA PER I GATTI / 590 - Come i loro predecessori con le mozioni della minoranza, loro si puliscono con le promesse elettorali - Coperchio, cantiere a passo di lumaca - All'Opposizione incendiari, al governo pompieri (o Pompiere?)

Siccome tutto si può dire, tranne che siano stupidi, bisogna cercare di capire quale sia stato il motivo reale che ha indotto la Giunta di Andrea Corsaro, la maggioranza consiliare che la sostiene, a tradire quella parte del proprio elettorato convinta che, una volta in carica, il Sindaco avrebbe mantenuto gli impegni sul “coperchio” al Centro Nuoto.

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IL CANTIERE DI VIA BARATTO SEGNA IL PASSO

Ci proveremo.

Ma prima un flash sulla situazione attuale.

Il cantiere di Via Baratto segna sostanzialmente il passo da mesi.

Questa foto è stata scattata ieri ed è “sorella” di tante altre uguali che sono state messe a repertorio nelle settimane e mesi precedenti.

Il cartello di cantiere è chiaro: inizio lavori il 10 maggio 2019, fine lavori, dopo 240 giorni.

Se sono giorni di calendario si va a metà gennaio 2020.

Se sono giorni lavorativi si slitta a marzo.

Poi, nell’Estate scorsa, il Comune avrebbe concesso una sospensione, per il gran caldo.

Motivo che è la cifra un po’ di tutta questa vicenda: palle.

Comunque, per come si vedono messe le cose, non è né per gennaio, né per marzo, né per aprile.

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Eppure, le parole scritte nel programma elettorale di Andrea Corsaro erano chiare, le riportiamo qui sotto, al termine del testo, in jpg.

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Allora, uno normale si sarebbe atteso che, una volta arrivati al comando, avrebbero cercato di arrivare ad una risoluzione con mutuo consenso del contratto in corso, oppure avrebbero in ogni caso provveduto a procedere, anche unilateralmente.

A questa idea taluno contrapporrebbe una surreale ragione: mah, sapete, ci siamo accorti che ci sono delle penali da pagare, in caso di risoluzione contrattuale.

Poi i Signori del Nuovo Civ hanno già ordinato i materiali, quindi andrebbero risarciti.

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E qui bisognerebbe immaginarsi che il candidato Sindaco Avvocato e con tutti gli Avvocati, Ragionieri e Dottori Commercialisti che a lui hanno fatto corona, in lista, nello staff e poi in Giunta, non potessero immaginarsi che, risolvendo un contratto, si sarebbe presentato il problema delle penali.

Insomma, risuona un “iuma nen pensai” che lascia perplessi.

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Il problema, dunque, resta in tutta la sua gravità.

Abbiamo già richiamato, nel corso di precedenti articoli, che la soluzione “coperchio” non è buona o cattiva in sé, ma è intelligente o diversamente intelligente, utile o, invece foriera di gravi danni per il futuro, “in relazione” a qualcos’altro.

In relazione, cioè, al fatto che, a regìme, cioè una volta ristrutturata anche la parte in muratura del Centro Nuoto, ci siano o non ci siano due vasche uguali da 25 metri.

Si può leggere l’articolo collegato in alto in questa pagina.

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Se ci saranno due piscine uguali della lunghezza di 25 metri, si sarà scelta la strada peggiore possibile.

Se ci sarà una piscina coperta da 25 metri (quella del coperchio) e, dall’altra parte, altre vasche di diversa dimensione, dedicate a quella domanda di “acqua” che non è necessariamente domanda di “nuoto” (infanti, disabili, fitness, riabilitazione, attività didattica infantile, ecc.) le cose non miglioreranno.

Perché da nessuna parte si potrà mai fare attività agonistica, nemmeno a livello dei Giochi della Gioventù.

Mancherebbero, infatti, sotto il Coperchio, le tribune, che sono indispensabili.

E che, invece, ci sono nello stabile in muratura.

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COMUNQUE VADA, FINIRA’ MALE

Come si vede, un rompicapo che, al punto in cui siamo, comunque si risolva, va a finire male.

Proprio questo è sempre stato il rischio sottolineato – soprattutto, ma non solo – dalla Lega che, da un punto di vista politico, è la prima vittima delle scelte di Andrea Corsaro e Luigi Michelini, avallate dal “valsesiano” Massimo Simion, delegato con sovranità limitata alle piscine.

Sindaco, Giunta e maggioranza devono persino – nell’ultimo Consiglio Comunale – sfoderare un maxillo facciale bronzeo, quando piovono i frizzi e lazzi dell’ex Assessore Michele Cressano: quando si è all’opposizione si è incendiari, poi al governo, di diventa pompieri.

E forse il geniale e salace ideatore dell’appalto misto di tre anni fa, non si rende nemmeno conto fino in fondo di come potrebbe essere interpretata quella allusione.

Del resto, dice “pompieri”, plurale e non “pompiere”, singolare.

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I patiti del Coperchio non avrebbero dovuto faticare molto se avessero previsto almeno tribune mobili, telescopiche, già che c’erano.

Sarebbero bastate.

Ma così non è stato.

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PROMESSA TRADITA CON PIENA AVVERTENZA E DELIBERATO CONSENSO

La Giunta di Andrea Corsaro ha, dunque, sostanzialmente scelto di non cambiare strada rispetto agli errori compiuti dai loro predecessori.

Disattendendo in tal modo, con fredda determinazione, la promessa elettorale.

Si tratta di una decisione presa immediatamente, appena arrivati.

Non ci hanno messo un attimo.

Perché già l’8 agosto il Sindaco così rispondeva ad un’interrogazione dei Consiglieri Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Andrea Conte (integrale la risposta al termine dell’articolo).

“la risoluzione del contratto avrebbe dei risvolti che questa Amministrazione ritiene negativi per la collettività”.

Ma dài.

E se è così, perché non l’hanno detto in campagna elettorale?

Mancavano loro i mezzi per prendere visione dei contratti?

Non esistevano Consiglieri Comunali di Forza Italia e Lega che potessero andare a vedere i contratti?

E, soprattutto, quali sarebbero questi risvolti negativi?

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ECCESSO DI ZELO NEL PARARSI LE TERGA?

E’ assai difficile credere che gli attuali Amministratori siano arrivati “nuovi” al problema.

Sicchè, è più verosimile immaginare altro.

Ad esempio, che ci sia come un eccesso di zelo nel pararsi le terga.

Perché è (forse) vero che una risoluzione contrattuale, con tanto di penale, possa attirare (c’è una possibilità su un milione) l’attenzione della Corte dei Conti.

Che potrebbe magari appuntarsi anche sulla responsabilità dei Tecnici.

Sicchè, per il quieto vivere (sono solo ipotesi, beninteso: le uniche, in attesa di spiegazioni diverse che per ora non ci sono) non si tocca nulla.

E si lascia che la coltellata inferta alla collettività, con il marasma miasmatico di controsensi economici, sportivi, non parliamo nemmeno di quelli agonistici, resti lì.

Per ora, dunque, resta il coperchio pensato da diavoli pasticcioni, aiutati da tecnici che hanno attaccato il padrone dove voleva l’Asino: nessun esorcista è riuscito a fare la pentola.


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