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28/11/2019 - Vercelli Città - Economia

TRIPPA PER I GATTI / 587 - Vercelli a rischio bombardamento - In arrivo 200 mila tonnellate l'anno di rifiuti prodotti altrove - Le Amministrazioni del territorio sapranno evitarlo?

La "letamaia" di Iren dovette battere in ritirata per l'opposizione di Carlo Riva Vercellotti - Oggi sui trucioli Eraldo Botta fa il pesce in barile - Anche del barile pieno di Forsu? - Completamente assente qualsiasi programmazione -





TRIPPA PER I GATTI / 587 - Vercelli a rischio bombardamento - In arrivo 200 mila tonnellate l'anno di rifiuti prodotti altrove - Le Amministrazioni del territorio sapranno evitarlo?

Maura Forte intervistata da Vercelliwebtv a febbraio 2019

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“LETAMAIA”, FERLIN E BOMBARDIERI D’ASSALTO,

DECISI A COSTRUIRE IL CONSENSO

 

Ripartono con una strategia d’attacco, per presentare di nuovo lo stesso progetto protocollato in Provincia sotto Natale 2018.

L’impianto che Giacomo Bombardieri e Fabrizio Ferlin di Polioli Bioenergy vogliono costruire a Vercelli in area ex Polioli non presenta sostanziali differenze rispetto a quello che hanno già ritirato a febbraio 2019.

Parliamo, come il Lettore ricorderà, di quella che subito fu ribattezzata come la “letamaia” di Iren a Vercelli.

Perché letamaia?

Perché Ferlin e Bombardieri intendono lavorare quella che si chiama “Forsu”, cioè la frazione organica dei rifiuti solidi urbani per produrre biogas (metano) e compost, dal quale si possono poi ricavare fertilizzanti.

La frazione organica dei rifiuti solidi urbani è quella che in vernacolo si chiama “sghinga”.

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Se all’inizio dell’anno si poteva dire di una “letamaia di Iren” a Vercelli, oggi bisogna chiarire che sia un po’ meno di Iren, perché, nel frattempo, la multiutility padrona di Atena Asm ha comprato un impianto analogo (e moderno) a Santhià / Cavaglià, capace di circa 60 mila tonnellate l’anno di prodotto lavorato.

Perciò la multiutility di Massimiliano Bianco dovrebbe avere perso buona parte del proprio interesse al conferimento della Forsu che raccoglie in giro per la Pianura Padana.

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Perché diciamo che sono partiti all’attacco?

Perchè Ferlin e Bombardieri si sono affidati ad un’Azienda specializzata nella comunicazione e nella “costruzione” del consenso che – nelle loro intenzioni – dovrebbe quasi “prendere per mano” la gente e portarla ad aderire all’idea di avere in casa altre 100 mila tonnellate di rifiuti organici importate da fuori.

Vedremo cosa si studieranno.

Sono, peraltro, procedure collaudate per iniziative ad elevato impatto sociale, come potrebbe essere il tracciato di una nuova linea ferroviaria.

La disciplina che studia questo approccio si chiama “programmazione partecipata”.

Funzione, di solito, per i servizi pubblici.

In questo caso sembra più una contraddizione in termini.

Perché si parla di un’azienda privata spondata politicamente che cerca di farsi i (sacrosanti e leciti) affari propri.

Hanno già informato che convocheranno un’assemblea pubblica il prossimo 16 dicembre.

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Chiedono il confronto con la gente, potendo presentare solo fogli di carta e belle (le loro) parole.

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Lo dicevano, del resto, anche quelli di Mossi & Ghisolfi quando sollecitarono il consenso per costruire a Crescentino l’impianto dedicato alla produzione di bioetanolo.

Con il risultato che in certi giorni a Crescentino i miasmi sono insopportabili.

Eppure, sulla carta, era tutto green.

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PROGRAMMAZIONE, LA GRANDE ASSENTE

 

La grande assente di quest’ultimo anno di aggressioni al territorio è proprio la programmazione.

Chi ha mai stabilito che a Vercelli devono arrivare 200 mila tonnellate l’anno di rifiuti?

100 mila di legno di scarto per i pallet e più o meno altrettanti di “sghinga”?

Chi ha stabilito ( o previsto l’eventualità ) che a Vercelli debbano circolare 7 mila camion in più per i trucioli e circa 4 mila per la Forsu?

Un vero e proprio bombardamento che si concentra in un chilometro quadrato, con una tempesta di effetti collaterali impressionante e – pare – da nessuno messi in conto, nemmeno dai politici compiacenti che, però, si guardano bene dal prevedere ed assecondare la localizzazione di questi regali – per esempio – ad Isolella.

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Tra poche righe riproporremo le dichiarazioni che agli inizi dell’anno rilasciarono gli esponenti politici del territorio.

L’opposizione unanime ad un progetto che a Vercelli porta solo rifiuti ed interessa soltanto pochi privati, fu guidata dall’allora Presidente della Provincia Carlo Riva Vercellotti.

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(In alto nella pagina abbiamo già ripreso il video con l’intervista rilasciata dall’allora Sindaco Maura Forte).

Oggi le cose sono cambiate.

Il nuovo Presidente della Provincia, Eraldo Botta, per esempio sui pallets, fa il pesce in barile.

Lo farà anche sulla “letamaia”?

Del resto non è un mistero che Giacomo Bombardieri – ne parlammo nell'Estate 2018 a proposito della prima crisi di Polioli – abbia relazioni importanti con la Lega.

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Nei prossimi giorni non mancheranno occasioni per tornare sull’argomento, riprendendo i dati tecnici del progetto, che, con ogni probabilità, sarà protocollato domani, 29 o al più tardi lunedì prossimo in Provincia, perché si possa convocare la Conferenza dei Servizi.

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Ma ecco quali furono le posizioni registrate in allora, subito dopo la prima presentazione dell’iniziativa Biogas – Compost di Polioli, a febbraio 2019.

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Il Comunicato della Lega Nord

Alcune considerazioni del responsabile nazionale del dipartimento ambiente in merito all’insegnamento di un impianto per la produzione di Biometano e compost alle porte della città, con preghiera di pubblicazione, buon lavoro.

Tanto per cambiare l'amministrazione di Vercelli sventola un nuovo insediamento industriale con relativi posti di lavoro ipotizzabili, ma senza considerare l'aspetto ambientale e sanitario, d’altra parte la vicinanza con le scadenze elettorali fa miracoli.

È come se all'improvviso fossimo tornati indietro di decenni, in cui si barattava posti di lavoro con una nebulosa sicurezza ambientale, almeno così sembrerebbe.

Ora viene ipotizzata la costruzione di un impianto per il trattamento dei rifiuti organici nell'area industriale sud (per capirci tra ex Inceneritore e Polioli)  che dovrebbe gestire più di 100mila tonnellate di rifiuti all'anno.

Tali impianti, se non inseriti in un’area adeguata e possibilmente lontana dalle civili abitazioni come già accaduto nella vicina Villata, comportano problemi ambientali e di qualità di vita non indifferenti visti i caratteristici miasmi e fastidi odorigeni che possono rilasciare nell'aria e che, considerata la persistenza, essere portati dai venti a distanza di km.

Anche se riteniamo che tali immissioni non comportano certamente problemi oncologici o patologie gravi, le stesse potrebbero egualmente rendere irrespirabile l'aria degli insediamenti abitativi collocati a poche centinaia di metri con inasprimento di patologie respiratorie in soggetti anziani o predisposti; inoltre tale impatto andrebbe anche a incidere sugli immobili, che vedrebbero cosi perdere inevitabilmente del valore di vendita.

A ciò si deve anche aggiungere che tali problematiche potrebbero investire aree sensibili come l’ospedale che in linea d’aria si trova nell’immediata prossimità.

Non sottovalutando la richiesta di posti di lavoro che, ahinoi, è una triste realtà allo stato economico sociale attuale, non possiamo altresì non sottolineare che tali progetti debbano essere vagliati con la massima scrupolosità, sia tecnica che politica, dato che saranno, se approvati, vincolanti nel lungo periodo in merito allo sviluppo della città stessa.

Vorremo sottolineare altresì l’aumento esponenziale del traffico veicolare riguardante i mezzi pesanti, con relativa aero dispersione di polveri sottili, per l’approvvigionamento del materiale per tale impianto e in questo caso si può facilmente ipotizzare la circolazione di migliaia di mezzi all’anno.  

Ricordiamo che tali impianti sono già stati oggetto di attenzione da parte di Arpa e sottoposti ad accese contestazioni da parte della popolazione locale e relativi gruppi ambientalisti, non solo nella sopra indicata Villata ma anche a Crescentino e Fontanetto Po.

Guardando fuori provincia a Rondissone, è tutt'ora in corso una battaglia a colpi di ricorsi  tra l'amministrazione comunale  contraria e la città metropolitana per la creazione di un impianto similare collocato a meno di 500 metri dalle prime abitazioni.

L’iter amministrativo, seppur corretto, presentato dai proponenti deve avere un vaglio politico di spessore e non ci si può nascondere dietro la semplicistica, seppur importante, creazione di alcuni posti di lavoro.

Sarà fondamentale comprendere costi e benefici sociali di tale opera senza entrare nel meccanismo di un ambientalismo ideologico che sposerebbe gioco forza l’effetto Nimby, bisognerà attenersi ad un ambientalismo ragionevole e ragionato che valuta a 360° le varie sfaccettature che tale impiantistica comporta, prediligendo una politica di autodeterminazione dei propri rifiuti e tralasciando un business interregionale che non ha ragion di esserci se non per interesse privato.

Gian Carlo Locarni

Responsabile nazionale dipartimento ambiente Lega Salvini Premier

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Il Comunicato del Presidente della Provincia,

Carlo Riva Vercellotti

 

PROGETTO POLIOLI

TIMORI E PERPLESSITÀ

 

Abbiamo molte perplessità sul progetto di mega impianto di trattamento dell’organico alle porte di Vercelli proposto da Polioli – esordisce il Presidente della Provincia di Vercelli Carlo Riva Vercellotti – Operazioni di questo tipo prevedono tavoli di confronto preventivi che, non so per quale ragione, non hanno mai visto coinvolto il vertice decisionale della Provincia, magari pensando e sperando che fossimo solo dei passacarte, si sono sbagliati!

Il riferimento è al progetto presentato durante le festività natalizie agli uffici provinciali di un impianto di trattamento rifiuti organici da realizzarsi a Vercelli, nel complesso Polioli.

Gli uffici provinciali hanno dovuto obbligatoriamente attivare le procedure previste dalla legge, convocando la prima seduta della Conferenza dei Servizi, indetta per il 20 febbraio.

La capacità di trattamento dell’impianto supererebbe le 100mila tonnellate l’anno e ci chiediamo se un progetto di questo tipo s’inserisca tra le priorità e le necessità del nostro territorio. Vercelli e Valsesia, tra organico e verde, producono meno di 20 mila tonnellate, già destinati agli impianti di Santhià e San Nazzaro. Quindi ci viene proposto di realizzare un altro impianto di trattamento dei rifiuti di chi? Di Torino, come parrebbe? No grazie e quali garanzie ci sarebbero per i 50.000 mila cittadini di Vercelli e per le migliaia di vercellesi dei paesi circostanti? Se ce lo avessero chiesto avremmo subito risposto che siamo molto preoccupati di un impianto di una tale dimensione a centinaia di metri da case, condomini e ospedale.

Conservazione e valorizzazione dell'ambiente - prosegue il Consigliere delegato all’Ambiente Pier Mauro Andorno - non sono solo precise funzioni assegnate alle Province, ma sono, soprattutto, un obiettivo chiaro e prioritario di questa Amministrazione.

Analizzeremo gli elaborati e la relativa compatibilità con l’ausilio di un legale esperto in temi ambientali perché in queste procedure non basta la posizione politica ma occorre evidenziare in Conferenza dei servizi l’eventuale danno ambientale, ovvero il disallineamento con norme pianificatorie.

Riprende e chiude il Presidente: “L’aria e la sua qualità sono un bene di tutti e non devono certo essere regalate agli interessi economici di privati. Non basta il PM 10 e una qualità dell’aria tra le peggiori d’Italia e d’Europa, ora dobbiamo rischiare di sorbirci anche la puzza della frazione organica.

La realizzazione dell’impianto deve ancora dimostrare di essere un bene per la città, i suoi cittadini e il suo territorio. Per questo oltre alle verifiche legali e tecniche chiederemo un tavolo di confronto pubblico con associazioni ambientali e comuni del vercellese. L’ambiente e la salute valgono più di ogni cosa”.

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Il Comunicato del Sindaco di Asigliano Vercellese,

Carolina Ferraris –

 

Prendendo spunto da Vercellioggi e Notizia Oggi circa la notizia della concreta possibilità che venga realizzato un mega impianto di bio gas di dimensioni imponenti nell’area ex Polioli. Ci chiediamo, con tutta sincerità, chi possa avere tanta presunzione da pensare che VERCELLI e il Vercellese possa diventare una “LATRINA GIGANTE”. Ovviamente il Comune di Asigliano sarà in prima linea per difendere i diritti di un territorio. Ci siamo già messi in contatto con la Provincia di Vercelli e sappiamo (come confermato dal comunicato stampa) che adotterà tutte le misure e atti necessari affinché questa enorme “letamaia” venga realizzata altrove.

***

Interrogazione  di Vercelli Amica che verrà protocollata oggi dal capogruppo Maurizio Randazzo

Vercelli, 23 gennaio 2019

 

Al Sindaco

del Comune di Vercelli

 

e, p. c.

All’Assessore competente

Al Presidente del Consiglio Comunale

 

OGGETTO: INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti consiglieri comunali del Gruppo Vercelli Amica


APPRESO:

 

che il prossimo 20 febbraio si svolgerà la prima  Conferenza dei servizi  per determinare la compatibilità per il nostro territorio di un impianto per il trattamento dei rifiuti organici proposto dalla Polioli Bioenergy Srl alle porte della città, per la produzione di biometano e compost in un’area attualmente inutilizzata del complesso Polioli;


CONSIDERATO:

 

che tale impianto dovrebbe smaltire circa 100 mila tonnellate (105 mila per l’esattezza) all’anno tra organico, rifiuti agroindustriali liquidi e solidi e verde;


VISTE:

 

le perplessità sollevate anche dal Presidente della Provincia e dall’Assessore all’Ambiente della Provincia i quali, molto preoccupati, fanno notare che su tutto il territorio vercellese e Valsesiano, secondo i loro calcoli, si producono meno di 20 mila tonnellate all’anno di organico che già finiscono agli impianti di Santhià e di San Nazzareno;


DEDOTTO:

 

che, quindi, i rifiuti potrebbero giungere da altre parti del Piemonte e forse da altre regioni;

 

RICORDATO:

 

L’odore nauseabondo che spesso si ravvisa in tutta la città e che più volte i chiarimenti tecnici hanno portato ad indicare proprio nel sito di San Nazzaro l’origine dei miasmi


CONSIDERATO:

Che il sito prescelto dista poche centinaia di metri dalle case e addirittura da due ospedalI;

RITENUTO:

Che la città non possa sopportare questo attacco alla salubrità della sua aria e che non ci siano ragioni occupazionali  che tengano a giustificare  questo scempio


INTERROGA


Il Sindaco e l’assessore preposto

Per sapere quale sarà l’orientamento che l’amministrazione comunale terrà durante la Conferenza dei Servizi del prossimo 20 febbraio, invitandola ad approfondire attentamente il problema e ad allinearsi alla posizione dell’amministrazione provinciale.

Tutto ciò per evitare che il capoluogo, considerate le previste e abnormi dimensioni dell’impianto, diventi la spazzatura del Piemonte, e forse non solo.

Le firme

Maurizio Randazzo

Enrico De Maria



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