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08/10/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 576 - Genitori come la Piccola Fiammiferaia - Mentre i figli nuotano sotto il coperchio, loro fuori a battere i denti, appiccicati alla vetrata - Unico caso in Italia di tribuna esterna, è già da Guinnes

Per buttare a mare questo mostricciattolo servono coraggio e un milione di euro -



TRIPPA PER I GATTI / 576 - Genitori come la Piccola Fiammiferaia - Mentre i figli nuotano sotto il coperchio, loro fuori a battere i denti, appiccicati alla vetrata - Unico caso in Italia di tribuna esterna, è già da Guinnes
Coperchio con tribuna esterna - Genitori fuori, come la Piccola Fiammiferaia, mentre i figli nuotano dentro

Magari si sono ispirati alla storia della Piccola Fiammiferaia, dalla struggente fiaba di Hans Christian Andersen.

Sappiamo come andarono le cose e, comunque, ecco qui sotto un video che ci rinfresca la memoria.



La bambina, nella gelida sera d’Inverno, quando tutti erano al caldo nelle loro case, non era riuscita a vendere nemmeno una scatola di fiammiferi: il magro introito avrebbe consentito a lei ed alla mamma di mettere qualcosa sul tavolo, almeno la Notte di Natale.

Dalla strada, scalza, con i piedi sul lastrico gelato, si affacciava alle finestre di case dove il crepitio di camini accesi assicurava un tepore per lei raggiungibile solo nei sogni.

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Certo, quando si sta dall’altra parte della vetrata e fa freddo, la vita non sembra così bella.

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Condizione che forse hanno trascurato i geni che hanno concepito il Coperchio al Centro Nuoto.

Una cosa è sicura: se all’interno della piscina con la copertura telescopica si fa una gara, il pubblico deve poter stare sulle tribune.

E, un’altra, di conseguenza, parrebbe altrettanto fuori discussione: la tribuna, con la gente seduta sopra, dev’essere all’interno.

Sembra ovvio.

Sembra.

Ma siccome il Coperchio è già progettato, uscito in automatico da un plotter, dentro le tribune non ci stanno.

E allora le facciamo fuori.

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Idea a dir poco geniale, del resto perfettamente assonante con il Magistero illustrato negli scorsi cinque anni dalla comunale piscinologia.

Il problema è, appunto, che i genitori non staranno volentieri, ad esempio a febbraio, sulle tribune esterne, per stare poi appiccicati ai vetri a cercare di vedere qualcosa di cosa accade all’interno, sempre che le vetrate non siano appannate.

I figli dentro che nuotano beati.

E i genitori fuori, forse con un phon a batteria per cercare di rimediarsi un oblò di fortuna, da cui indovinare cosa accada dentro.

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FINE DELLE COSE DA RIDERE

L’umorismo arriva fin qui, perché poi si fa strada altro genere di sentimenti.

Per molti buoni motivi.

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Il primo.

Persino Paolo Pettene sa bene che realizzare due vasche coperte da 25 metri, uguali in tutto e per tutto, a dieci metri una dall’altra, sia un’operazione diversamente intelligente.

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Si raddoppiano i costi: due apparati di filtrazione, due di riscaldamento, due di termoventilazione.

Due volumi e ricambi d’acqua ( alla tariffa Atena Asm di 1,5 euro il metro cubo, se va bene ) due consumi di energia elettrica, due di gas per il riscaldamento.

Due di tutto.

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Non si raddoppia, diversificandola, l’offerta, quindi non c’è speranza di aumentare il numero di Utenti e, con essi, i ricavi.

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Altro discorso sarebbe – in ipotesi – pensare che, quella coperta dal Coperchio, fosse una vasca dedicata al nuoto atletico.

Quindi: corsi di nuoto avanzati, nuoto libero sportivo, agonistica.

Mentre nella cosiddetta Fase 2, l’attuale piscina in muratura potrebbe essere destinata a soddisfare tutta la domanda di “acqua” che non fosse nuoto sportivo.

Ad esempio: tutti i tipi di fitness, disabili, fisioterapia, infanti, gestanti, e via discorrendo.

Inutile, quindi, un’altra vasca da 25 metri, meglio – per esempio, uno dei tanti esempi possibili – quattro vasche di diversa morfologia, cubatura e specializzazione: con il vantaggio ulteriore di conseguire temperature di conforto a livello quasi “sartoriale”.

Ciascuna vasca (che ospiti, ad esempio, bambini o anziani, gestanti o disabili, Signore che fanno Acquagym) con la temperatura più adatta all’Utente.

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Scompare la vasca da 25 metri del vecchio Centro Nuoto e se ne fanno, nello stesso spazio, per esempio altre quattro.

Ripetiamo che è solo una delle varie ipotesi possibili.

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MA, NON SI PUO’

Ma tutto questo, con l’attuale progettazione del Coperchio, non si può nemmeno immaginare.

Perché?

Perché per destinare una vasca al nuoto sportivo – ed è il secondo motivo di vivo disappunto -  bisogna che ci siano le tribune (interne).

Altrimenti non vi si possono organizzare non diciamo i Campionati regionali, ma nemmeno i Giochi della Gioventù.

Se non ci sono le tribune (interne) sotto il coperchio, allora non resta che – nella Fase 2 – tenere l’attuale vasca da 25 metri, sulla quale si affacciano le tribune.

Altrimenti Vercelli rischia di diventare l’unica città in Italia che non possa ospitare nessuna forma di gara di nuoto, a nessun livello.

***

Sicchè, la disperazione del Coperchio è il Coperchio stesso.

Ciò che condanna questa soluzione al cimitero dei mostricciattoli amministrativi è una cosa ineliminabile.

Se si fa il Coperchio senza tribuna (interna) si è obbligati a rifare un’altra vasca da 25 metri nella Fase 2, quella in cui sarà recuperato lo stabile in muratura attuale.

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DECIDERE SIGNIFICA RECIDERE

Cosa stia aspettando l’Amministrazione del nuovo Sindaco Andrea Corsaro a fare piazza pulita di questo miasmatico e graveolente marasma di controsensi, è cosa che si stenta ad immaginare.

Di sicuro, il lascito è pesante.

L’unico che riderà (immaginiamo) di gusto sarà il geom. Bertolone dei Cappuccini, legale rappresentante (e così si mette in sicurezza un dato importante: una cosa legale c’è di sicuro) del Nuovo Civ, che con l’impresa De Vivo di Potenza ha accettato di subentrare alla precedente appaltatrice, poi fallita.

Perché al Bertolone va bene comunque.

Se il Comune decide di proseguire con il Coperchio, lui procede con i lavori.

Ma se il Comune decide, invece, di tornare in possesso delle proprie facoltà di costruire un futuro degno di questo nome per il nuoto, lo sport, il fitness, allora ecco che incamera le penali.

Già, perché lui – il Bertolone – il suo bel contrattone ce l’ha comunque.

Firmato il 24 maggio, quando il Piave mormorava, ma soprattutto, il 24 maggio 2019, si era all’antivigilia delle elezioni amministrative (domenica 26).

Insomma, non hanno lasciato niente al caso.

E per una differenza di due giorni, il Bertolone ha diritto ad una penale di 300 mila euro, in caso di risoluzione anticipata ed unilaterale del contratto.

Poi, siccome pare sia stato diligente ed abbia acquistato subito i materiali, ce ne sarebbe per altri 600 – 700 mila euro di rimborso scorte.

Ma qui bisognerebbe uscire dal vago e questa cosa andrebbe forse spigata dall’Amministrazione, perché sono numeri e dati che hanno un certo rilievo nell’ispirare le decisioni, in un senso o nell’altro.

Tra l’altro: il Nuovo Civ ha sede legale in Via degli Oldoni, dove ha studio Fratel Marco Ciocca: così è messa in sicurezza una seconda guarentigia, con l’ulteriore fattispecie legale delle vicenda; è legale anche la Sede.

***

Come finirà?

Comunque vada, difficile che vada bene.


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