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04/10/2019 - Vercelli Città - Economia

TRIPPA PER I GATTI / 575 - Riunione segreta con Aprc - Oggi i Tecnici di Karim in Comune - Per ora non c'è niente di niente, salvo campiture policrome su una planimetria - La gallery e integrale il compromesso di aprile

Il Mistero più impenetrabile è ancora un altro -






TRIPPA PER I GATTI / 575 - Riunione segreta con Aprc - Oggi i Tecnici di Karim in Comune - Per ora non c'è niente di niente, salvo campiture policrome su una planimetria - La gallery e integrale il compromesso di aprile
A destra, fotografato in una singolare posa che nemmeno Emanuele Pozzolo o Mattia Beccaro si sono mai sognata, Karim Abdellaoui, l'uomo - sono modi di dire - cui hanno affidato i terreni in Area Pip

Come al solito, la nostra Fonte francese ha visto giusto.

Oggi (ci) era annunciata (ore 9, precisi anche sull’ora) una riunione segreta in Comune di Vercelli con rappresentanti della Aprc di Lione, la Società “sviluppatore di logistica” cui la Giunta guidata dall’ex Sindaco Maura Forte ha assegnato gli ultimi 380 mila metri quadri di Area Industriale urbanizzata in zona Pip Roggia Molinara, a fianco di Amazon.

Con il “caso Coperchio” si tratta dei due più insidiosi granulomi amministrativi con i quali si deve ora misurare la nuova Amministrazione.

Sul Coperchio avremo modo di tornare nei prossimi giorni.

Ma andiamo con ordine.

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DOPO I PRIMI TRE,

IL MISTERO PIU’ IMPENETRABILE

 

Sulla questione aleggia un mistero che, ormai, dopo che i primi tre storicamente più rilevanti sono stati svelati, resta a livello planetario il rompicapo più enigmatico.

Sappiamo, infatti, che, fin dall’anno 2000, anche il cosiddetto Terzo Segreto di Fatima (meglio, la terza parte del Segreto di Fatima) non è più tale.

Poi, diciotto anni in cui la dea ragione ha avuto la meglio.

Ora, da luglio del 2019, di nuovo il mistero.

Che è questo: perché la nuova Amministrazione del Sindaco Andrea Corsaro si è tenuta Pino Scaramozzino, confermandolo Dirigente per tre anni?

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Sfuggono ai più le basi logiche sulle quali si sia fondata una simile decisione, ma – come dire – non tocca a nessun altro, se non a chi ha così deciso, cercare e – eventualmente – dare spiegazioni.

Che forse non sono superflue, se si pensa che entrambe le pratiche (fascicoli, ndr) con le quali il Sindaco Corsaro ed i suoi Assessori rischiano seriamente di giocarsi molta parte del vantaggio fiduciario, obbiettivamente rilevante, loro assegnato dalla opinione pubblica, portano la firma del Tecnico proveniente da Oleggio.

Comunque, come si dice, viderint Consules.

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Dunque la riunione di oggi – come si vede dalle illustrazioni – sembra essere circoscritta a ruoli tecnici.

Non si vede il simpatico duo di Murisengo, i buontemponi Frederic Lacarelle e Pier Teresio Turino.

Quelli che in Sala Giunta, dimentichi di essere solo ospiti e solo rappresentanti di una Società promissaria acquirente, il 9 aprile scorso ( quello dopo la firma del compromesso ) si rendevano lecito dire cose oggettivamente mai udite prima di allora nel corso di una conferenza stampa.

Superati solo da un’altra persona.

Poco male.

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Men che meno si vede Karim Abdellaoui, Legale Rappresentante di Aprc (e così una cosa è messa in sicurezza: in questo affare una cosa sicuramente legale c’è).

Nemmeno Farouk Benzeghiba è della partita (così sembra): Farouk è un po’ il riferimento, in Aprc, dei mondi vitali che hanno investito nell’azienda e qualcosa dall’azienda si aspettano.

Karim non c’è e, del resto, in questo periodo ha vari impegni all’Estero, in quanto sembra proprio – è sempre la Fonte francese a dirlo – che, sia il giorno 8, sia il giorno 10 ottobre, sia atteso in Algeria, per affari che lo riguardano.

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Verrà anche il momento in cui qualcuno a Vercelli dovrà chiedere al giovane manager qualcosa di più.

Per esempio: ma scusi, Signor Karim, cosa ci va a fare sempre in Algeria?

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Si ricorderà che, nella Primavera scorsa, qualche Consigliere Comunale aveva domandato a Pino Scaramozzino: ma scusi, Pino, ha chiesto un certificato del Casellario, dei Carichi, del Legale Rappresentante di Aprc?

E Pino: ma no, non è il caso, perché stiamo firmando “solo” un compromesso.

Orbene, sempre che tale affermazione sia stata realmente resa, non si capisce per quale singolare motivo non sia – eventualmente – stata riscontrata (tanto più dall’Esecutivo) con una sana, fragorosa, liberatoria, persino giocosa e gioiosa risata.

Ma ora – forse – l’Amministrazione potrebbe essere un po’ meno discreta ed un po’ più curiosa di sapere.

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Va detto che l’affare Aprc non è più di competenza – così pare, vedendo il ruolino delle presenze di oggi in Sala Baiardi – di Pino: al suo posto ha partecipato alla riunione Liliana Patriarca.

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Fine della parte – per dir così – divertente.


MA C’E’ POCO DA STARE ALLEGRI

 

Perché adesso incominciano le “criticità” più severe.

La prima è questa.

La scadenza determinata dal compromesso siglato l’8 aprile scorso per perfezionare il contratto definitivo non è quella dell’8 dicembre, come erroneamente creduto (anche da noi) in un primo tempo.

Infatti, nove mesi dopo l’8 aprile scadono l’8 gennaio 2020, non entro il 2019.

Cosa significa?

Significa che gli scenari sono due ed entrambi di difficilissima gestione.

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Primo scenario

 

Per qualche motivo Aprc trova i soldi per acquistare effettivamente il terreno.

Per un “colosso” cosa sono 6 milioni di euro?

E quindi alla scadenza, paga i 6 milioni e acquista i 380 mila metri quadri.

Poi costruisce i capannoni.

Che per ora altro non sono che chiazze di colore grigio e non solo su una planimetria, campiture policrome e niente più.

I famosi progetti esecutivi sui quali bandire i capitolati a vantaggio delle Imprese edili piemontesi non ci sono.

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Quindi, figuriamoci se (sempre che tutto filasse liscio) potrebbero mai esserci i millecinquecentopostidilavoro e men che meno entro il 2020.

Balle spudorate, compulsive e seriali cui – si vorrà concedere – mai nemmeno per un minuto su VercelliOggi.it si è vista una riga di avallo.

Da tempi (non) sospetti, come ad esempio luglio 2018.

Ma è assai sintomatico, invece, il giorno 23 luglio 2018, così come sono singolari le trasferte torinesi che in quel giorno sono avvenute.

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Sappiamo (devono saperlo loro) che, per la contabilità pubblica, c’è – tanto più dopo la recente evoluzione normativa – una differenza radicale: se le somme non sono effettivamente pagate entro il 31 dicembre di un anno, per tutti gli impegni assunti in quell’esercizio non se ne fa niente.

Sicchè, se Aprc pagasse (come il compromesso dà diritto di fare) entro l’8 gennaio, salterebbero (slitterebbero) comunque tutte le spese di investimento che Palazzo Civico ha messo in preventivo di eseguire contando su quella provvista finanziaria.

Ma, anche su questo, qualcosa presto o tardi dovrà dire l’Amministrazione: il Bilancio del Comune è già chiaro.

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Secondo scenario

 

Poi, c’è l’eventualità che Karim dica qualcosa del genere: ma no, guardate, stiamo ancora cercando Imprese che vogliano insediarsi qui.

Potremmo cedere il contratto (come i buontemponi che hanno tecnicamente licenziato il compromesso dell’8 aprile hanno consentito di fare).

Potremmo trovare Aziende, ma serve altro tempo.

Magari è interessata la Auchan, magari Novacoop.

On verra bien…

E qui il cerino resterebbe a Palazzo Civico: la scelta sarebbe tra due soluzioni.

Dargli un calcio in culo e sbarazzarsi di Aprc.

Come – se non pagano nemmeno l’8 gennaio 2020 – il compromesso siglato consente di fare.

Oppure tergiversare ancora, magari perché gli attuali Amministratori potrebbero temere contraccolpi ancor più rilevanti sulla possibilità di prevedere, almeno teoricamente, la copertura di spese di investimento.

***

Insomma, così come nessuno, al momento, può dire se Karim comprerà effettivamente o no il terreno, al più tardi l’8 gennaio 2020, il buio è totale, la nebbia fitta e anche l’odore che tutta la vicenda manda è quello che è.

Perché al terzo scenario possibile, quello che prevederebbe il perfezionamento dell’acquisto dei terreni, con il pagamento dei sei milioni di euro al Comune, entro il 31 dicembre 2019, nessuno, per ora, crede.

E se qualcuno ci credesse avendone e potendo esporre i motivi, ben volentieri ne daremmo doverosamente atto.

Passavano di lì anche l'Avv. Gabriele Molinari e Mimmo Sabatino dell'Engas, ma non c'entrano niente
Passavano di lì anche l'Avv. Gabriele Molinari e Mimmo Sabatino dell'Engas, ma non c'entrano niente


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