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14/02/2019 - Vercelli - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 526 - Regione Piemonte: parte la sfida al Chiampa - Un Centrodestra amante dell'adrenalina affida, sicuro, lo scettro a Cirio - Così dicono gli Addetti al cambio del pannolone a Palazzo Grazioli

Responsabilità storica di Salvini e "compagni" affidata al Gip -



TRIPPA PER I GATTI / 526 - Regione Piemonte: parte la sfida al Chiampa - Un Centrodestra amante dell'adrenalina affida, sicuro, lo scettro a Cirio - Così dicono gli Addetti al cambio del pannolone a Palazzo Grazioli

Un Centrodestra cazzuto e che ama il rischio, quello che, a Palazzo Grazioli, hanno in mente gli Addetti al cambio del pannolone, per il futuro del Piemonte.

Adrenalinico.

La candidatura di Cirio (non quello dei Pelati, piuttosto, nella sua allusività, in questo frangente il cognome richiama un bloody Mary bello carico e impepato).

***

Ma andiamo con ordine.

Sappiamo che a fine maggio si vota anche per la Presidenza e per il Consiglio Regionale della Regione Piemonte.

Forza Italia (nel test abruzzese ha rimediato un misero 9 per cento) vuole candidare l’Eurodeputato Albese, a sfidare Sergio Chiamparino.

Il Chiampa è sicuramente l’uomo più forte che in tutta Italia il Pd possa presentare.

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Quindi – a prescindere dai sondaggi, che intanto non sono mai certi come lo sono, invece, i risultati a urne aperte – uno potrebbe pensare: quelli del Centrodestra cercheranno un candidato forte, blindato da qualsiasi punto di vista.

Come non è, blindato, chiunque – a prescindere dal caso specifico – sia in qualsiasi modo coinvolto in un procedimento giudiziario.

Diciamo questa cosa essendo totalmente convinti che sia sacrosanto il principio che vuole chiunque innocente fino al terzo grado di giudizio.

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Ma, un conto è il principio che deve sempre essere tutelato, come segno di civiltà.

Un altro conto è che uno sottoposto in qualsiasi grado a qualsiasi procedimento giudiziario vada a candidarsi per cariche pubbliche, soprattutto – ma non esclusivamente – elettive.

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Anche senza pensare a nessuna strumentalizzazione da parte degli avversari, è ovvio che tra le (giuste? Ingiuste? non sta a nessuno dirlo) conseguenze vi sia la doverosità di stare – fino alla conclusione del procedimento – un passo indietro dalle quinte del proscenio.

Si ripete: è giusto? Non è giusto?

Soprattutto nel nostro Paese non è facile sciogliere questo nodo.

Nodo che rimane.

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Ora cosa accade a Cirio?

Accade di essere coinvolto in un’inchiesta che potremmo chiamare “Rimborsopoli bis”, cioè gli sono stati contestati fatti che potrebbero integrare il reato di peculato (appropriazione indebita ai danni della Pubblica Amministrazione).

Questa la tesi dell’Accusa.

Pubblica Accusa che, nei giorni scorsi, ha concluso chiedendo il proscioglimento dell’Europarlamentare.

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Da qui il giubilo degli Addetti al cambio del pannolone a Palazzo Grazioli.

Per Cirio è tutto a posto.

Si può candidare.

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Ma, purtroppo, le cose non sono a posto.

Perché quella del Pubblico Ministero è una “richiesta” di archiviazione.

Chi decide se archiviare, oppure ordinare di riaprire le indagini, ovvero ancora disporre d’autorità (in modo “coatto”) il rinvio a giudizio?

Cioè mandare a processo?

Lo decide il Gip, Giudice per le indagini preliminari, che può effettivamente chiudere la vicenda o no.

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Quando deciderà il Gip?

L’udienza è fissata per un periodo che coincide con la campagna elettorale, a maggio prossimo.

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Da qui lo stupore di tanti che odono i gridolini di giubilo degli Addetti alla sostituzione del pannolone a Palazzo Grazioli, e ne rilevano la sicumera.

***

Ma – a parte la corte di Palazzo Grazioli, con gli specialisti dei vari incombenti – perché mai la Lega e Fratelli d’Italia dovrebbero accettare un rischio simile?

Infatti, di fronte a tutto questo sta una prospettiva chiara.

Il Centrodestra ha i numeri per puntare seriamente al governo regionale, con buona pace di Novacoop, Iren, Alberta e Tom Delessandri.

E questa responsabilità totale e definitiva, la riporrebbe tutta sulla decisione del Gip.

Come giocare alla roulette russa.

Perché è chiaro che, semmai il Gip non accogliesse la richiesta di rinvio a Giudizio, il Cirio di Alba avrebbe tante possibilità di essere eletto Presidente della Regione quante ne avremmo noi.

E, a meno che qualcuno non sia in grado di dire che non ci sia nemmeno una possibilità su un miliardo che il Gip non decida negativamente, pochi capiscono perché Forza Italia (lasciamo stare gli Addetti al noto ufficio di Palazzo Grazioli) debba correre un rischio del genere.

Ma soprattutto perché dovrebbero accettarlo – come detto – Lega e Fratelli d’Italia.

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Gli sguardi gravidi di punti interrogativi, quindi, sono tutti rivolti verso il politburo di Salvini.

Sguardi che esprimono – prima ancora che giunga alle labbra – una sola domanda: perché?


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