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18/01/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 520 - Come si dice in francese 'Ciumbia"? - Lo sapremo martedì - Intanto i mondi riformatori e progressisti di Vercelli si sono messi davvero a cercare un'alternativa a Maura and Friends

Le SS.LL., sono invitate dal Sindaco ad un incontro, martedì 22 gennaio p.v. alle ore 17.30 in Sala Giunt



TRIPPA PER I GATTI / 520 - Come si dice in francese 'Ciumbia"? - Lo sapremo martedì - Intanto i mondi riformatori e progressisti di Vercelli si sono messi davvero a cercare un'alternativa a Maura and Friends

Le SS.LL.,

sono invitate dal Sindaco ad un incontro,  martedì 22  gennaio p.v. alle ore 17.30 in Sala Giunta, con  gli esponenti del Gruppo di Logistica APRC che ha ottenuto recentemente da parte dell'Amministrazione Comunale l'assegnazione dei terreni dell'Area PIP di Larizzate.

Cordialmente.

Segreteria Sindaco

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La comunicazione è laconica, ma basta.

È inviata alla Associazioni delle Categorie Economiche.

Non si capisce perché sia mandata anche alla Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, tranne che, altrimenti, Supernando non si sarebbe saputo a che titolo farlo partecipare.

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Ma andiamo con ordine.

Il periodo ormai di campagna elettorale autorizza e, insieme, esige qualche sforzo interpretativo supplementare.

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PRIMO: POTREBBERO MARCIARE INSIEME

E, INVECE, SONO DIVISI

Nelle ultime settimane pare che il mondo riformatore e progressista vercellese stia (ri)prendendo una nozione di sé e, insomma, ci si guardi attorno.

Non tanto perché vi sia chi scalpiti per diventare Primo Cittadino a Vercelli.

Quanto perché una percezione dapprima appena avvertita, si è fatta strada con maggiore convinzione.

Tutti si stanno facendo un po’ di conti: ma insomma – dicono – sarebbe possibile e persino abbastanza facile mettere insieme tutti i “mondi” che a Vercelli hanno sempre rappresentato istanze riformatrici, una cultura, prima che una politica, progressista.

C’è una corrente di sintonia ormai riconosciuta reciprocamente e persino di “simpatia”: cosa non consueta in quest’area, sempre affollata di prime donne, quasi sempre di buoni costumi.

Tutti – dai SiAmo ai Comitati del No al Referendum Costituzionale sulla Riforma voluta da Matteo Renzi, fino a tanta parte del Volontariato laico e confessionale – sono d’accordo nel dire che sarebbe possibile presentare agli Elettori il risultato di questa alleanza.

Un progetto politico, un programma, un candidato Sindaco.

Ma, paradossalmente, ciò che impedisce di “chiudere” con quella che ovunque sarebbe una situazione da “leccarsi le dita” è, proprio il Pd.

Che dovrebbe essere, al contrario, il partito che potrebbe tentare la sintesi politica.

Ma che, invece, è ingessato nell’ “ipoteca Forte”.

Cioè è proprio il Pd a subire il condizionamento più limitante, perché non riesce a trovare una sistemazione alternativa per l’attuale Primo Cittadino.

Che  - è un dato di fatto: basta ascoltare i rappresentanti delle altre realtà – è a suo modo un punto di riferimento, sia pure in negativo.

Perché tutti dicono: se il candidato è Maura Forte non ne parliamo nemmeno.

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La strada per ora obbligata per i vedovi di Matteo Renzi è quella di “fare squadra” con i Socialisti di Emanuele Caradonna, gli ex grillini di Adriano Brusco.

E poi mettere su una lista simil civica, dove potrebbero trovare posto gli Alpini di Piero Medri, così come i seguaci dell’Avv. Carlo Olmo.

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SENZA MAGGIORANZA POLITICA, PUNTELLI ESTERNI E MAGGIORANZE “DI SCOPO”

Ma la convocazione di martedì prossimo permette di avere una visione quasi “plastica” di chi siano, invece, i veri attori del milieu che ha caratterizzato, sin dagli esordi, questa esperienza amministrativa.

Anzitutto, come abbiamo già osservato, una Presidenza della Fondazione bancaria mai come oggi totalmente sbilanciata a sostenere il Sindaco, soprattutto da quando sono mancati i numeri in Consiglio Comunale, dopo l’esodo dei SiAmoVercelli dalla maggioranza politica.

Perché questa resta la discriminante della fase, la cifra di una situazione che ha prodotto gravi imbarazzi.

Da molto tempo e – comunque – almeno dai primi mesi del 2018, è chiaro che la Giunta non ha più la maggioranza in Consiglio Comunale.

Da quel momento, Assemblea ed Esecutivo hanno incominciato a fare vite separate.

Separate al punto che le decisioni del Consiglio sono tranquillamente ignorate dalla Giunta.

Un esempio per tutti: la Mozione approvata dal Consiglio che prescrive alla Giunta di revocare la deliberazione sulla raccolta della plastica, è lettera morta.

La delibera è sempre lì, viva, vegeta e produttiva di effetti, anche se per ora sospesi.

Potrebbe essere che si volesse – da parte di Sindaco e Assessori – attendere il mese di aprile, quando il Consiglio, in vista delle elezioni, sarà sciolto, per ripartire.

Perché la Giunta resta fino al 9 giugno.

Oppure, potrebbe darsi che la delibera non venisse revocata per fare passare surrettiziamente il principio – con un precedente – che su certe materie il Consiglio non possa modificare ciò che la Giunta ha – nell’ambito delle proprie prerogative – deciso.

Illusioni, se fossero, paragiuridiche, ovvio, ma se ne sono viste ben altre.

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Il problema, però, sta altrove.

Il problema reale consiste nel fatto che, resistere pur sapendo di non avere il sostegno di una maggioranza politica, significa esporre l’Ente ad una incertezza permanente che non porta bene all’operatività.

Sappiamo che Maura Forte e la sua Giunta hanno più volte tentato di rimediare all’assenza di una maggioranza politica, cercando di volta in volta di costituire maggioranze “di scopo”.

Mi serve la maggioranza per l’operazione Sali.

E tutti gli sherpa a cercare i voti.

Poi, se gli sherpa non sono capaci di fare gli sherpa, allora è chiaro che i voti non arrivino e l’operazione dell’annessione di Sali non si possa fare.

Se, al contrario, Maura Forte si fosse dimessa l’anno scorso a gennaio, a maggio 2018 si sarebbe potuto votare di nuovo e così ad ottobre ci sarebbe stato un Sindaco con la propria bella e regolare maggioranza consiliare, in grado di dialogare con il Comune di Sali.

Perché il punto è questo: Maura Forte non ha la legittimazione politica nemmeno per prendere accordi con il proprio ex allievo, Sindaco di Sali.

***

Sappiamo come pensino di porre rimedio, da qui al 25 maggio, nel “pensatoio” di Sala Baiardi, al piano nobile di Palazzo Civico.

Dicono ( almeno, ci pare… ) qualcosa del genere: noi non abbiamo la maggioranza politica in Consiglio Comunale, ma siamo assolutamente sicuri di capire, interpretare e rappresentare meglio di altri cosa pensa, vuole e spera la società civile vercellese.

Così, non avremo magari il consenso dei Consiglieri Comunali, ma abbiamo quello della gente.

È un po’ tirata, ma politicamente ci sta.

Bisogna vedere se hanno ragione loro o gli altri.

Perché gli “altri”, i Consiglieri, rappresentano, sulla carta, il 70 per cento dell’Elettorato cittadino.

Si vedrà al più tardi il 25 maggio.

***

 

ESECUTIVO DEBOLE, POTERI FORTI

Un Esecutivo debole è qualcosa che può far comodo ai poteri forti.

E qui il caso è da manuale.

Perché, in questi cinque anni, ci sono mondi imprenditoriali che potrebbero avere visto la Giunta come la risposta vercellese a Santa Rita: la Santa dell’impossibile.

Vediamo i principali.

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CHE DICE NOVACOOP? MAGARI DICE: CIUMBIA!

 

C’è il mondo di Novacoop.

Novacoop è arrivata a Vercelli con la Giunta di Andrea Corsaro.

Non ha portato un solo posto di lavoro in più, perché ha trasferito qui la Sede Centrale da Torino.

Viaggiano i dipendenti di Torino.

Però i terreni glieli hanno dati.

Ma un bel giorno Novacoop – guidata da Beppe Nicolo – decide di fare un supermercato nuovo in zona ex Montefibre.

E poco dopo il Comune decide che il piano periferie debba riguardare il quadrante della città che va verso Corso Rigola.

Una manna per Novacoop, che così si trova un quartiere nuovo come un giardino attorno al proprio negozio.

Le periferie sono tante a Vercelli, ma quella vicina a Novacoop è più periferia di tutte.

Poi la parte di progetto periferie che riguarda la ex Pettinatura Lane va a pallino perché la proprietà dell’immobile ha altre idee, ma questo ancora nessuno pare lo stia dicendo chiaro.

***

Poi, Novacoop mette il distributore di Metano.

Dovrebbe farlo Atena Asm, perché così prevedeva il piano industriale burla presentato ai Consiglieri Comunali per imbonirli – nel 2015 – inducendoli a votare la vendita dell’Azienda a Iren.

E non solo il Comune non strapazza Asm perché non ha rispettato il piano industriale, mancando di realizzare la pompa di Metano.

Ma – al contrario – va anche a fare i complimenti a Novacoop, che ha un concorrente in meno sul territorio comunale.

Una pompa sola invece di due ed è tutta sua.

Tutto – è persino superfluo dirlo – amministrativamente regolare.

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Sicchè  – immaginiamo, ovvio, mica siamo nella loro testa – se uno chiedesse a Beppe Nicolo: scusa, Beppe, ma tu saresti contento se Maura Forte fosse confermata Sindaco?

Beppe forse risponderebbe, sicuro di interpretare il pensiero del proprio Consiglio di Amministrazione: ciumbia, certo che sarei contento.

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CHE DICE IREN? MAGARI DICE: CIUMBIA!

 

Poi c’è Iren.

E questo è un altro caso di scuola, di cui abbiamo già parlato tante volte.

Più di noi ne ha parlato solo il Consiglio Comunale che per ben tre volte nel corso di dodici mesi ha votato altrettanti documenti di dura censura nei confronti di Atena Asm, di come lavori.

Di come non lavori, segnando il passo sul “ritorno” dell’acquedotto al Comune di Vercelli: cioè acqua pubblica.

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La Giunta se ne è sostanzialmente fregata.

Il motivo – forse - è sempre il solito: intanto siamo noi (Giunta) a capire, interpretare e correttamente rappresentare ciò che la gente davvero crede.

Per Iren Vercelli è una pacchia.

A dicembre 2015 acquista per 12 milioni di euro il 20 per cento del capitale sociale di Atena.

Passa così al 60 per cento delle azioni: ha il controllo totale dell’Azienda avendo pagato 12 milioni di euro.

Un affare mondiale.

Si potrebbe dire: però il Comune conserva il 40 per cento, che vale 53 milioni di euro.

Per sapere cosa valga davvero quel 40 per cento bisognerebbe provare a venderlo, a metterlo sul mercato.

Se nessuno – come dicono Tecnici (veri) del settore – volesse comprare una quota di minoranza in compagnia di Iren, quel 40 per cento non avrebbe mercato e non varrebbe niente.

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Poi ad Iren viene in mente di puntare sui distributori di energia elettrica per autotrazione.

Ed al Comune di Vercelli viene in mente di pubblicare un bando per vedere se ci sono Aziende che vogliano venire a Vercelli a mettere colonnine e piazzole.

Vince Iren.

A Gattinara ha vinto Enel, a Vercelli ha vinto Iren.

Tutto – è persino ovvio precisarlo – amministrativamente regolare.

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Dunque è probabile che, se si chiedesse a Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato di Iren: senti qua, Massi, ma tu saresti contento che Maura Forte fosse confermata Sindaco di Vercelli?

Massi potrebbe forse rispondere: ciumbia, altro che se sono contento.

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CHE DICE APRC? MAGARI DICE: CIUMBIA

Poi è la volta della Aprc di Lione, che recentemente si è vista assegnare un’opzione per gli ultimi 400 mila metri quadri di Area Industriale Pip Roggia Molinara (vicino ad Amazon).

Prima non si capiva bene come e perché a questi immobiliaristi di Lione fosse venuto in mente di venire a Vercelli.

Poi, l’altra sera, parlando al Rotary, il Sindaco ha detto qualcosa che è suonato così: nell’Estate scorsa ci hanno avvisato che questi francesi cercavano aree.

Così li abbiamo “intercettati”.

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E bon, ciao.

Quindi è venuto qualcuno a dirci (chi? da dove?) che i francesi cercavano e qualcun altro li ha intercettati.

E loro – Karim Abdellaoui, Legale Rappresentante della Aprc, hanno mandato una bella lettera al Comune dicendo qualcosa del genere (la lettera integrale in jpg al termine del testo): guardate ci impegniamo a fare lavorare – per la realizzazione dei capannoni – imprese, aziende, tecnici, mano d’opera locali ed a valorizzare le risorse locali.

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Per il resto acqua in bocca.

Perché Karim non dice quali saranno le Aziende sue clienti che assicureranno per sempre almeno 800 occupati a tempo pieno, indeterminato ed assunti direttamente dall’azienda a non dalle Agenzie interinali.

In ogni caso, pare che al Comune non interessi.

Basta che lo sappia Karim, ce n’è fin che mai.

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Comunque il messaggio sulle risorse locali autorizza tanti a sperare.

Magari può sperare anche il Consorzio Il Nuovo Civ, rappresentato dal Procuratore (del Nuovo Civ) Fulvio Bodo.

Che  - forse per presentare l’operatività dell’azienda rappresentata – quando ha voluto è stato ricevuto dal Sindaco Maura Forte nello Studio al piano nobile di Palazzo Civico, che fu il suo.

Chissà quante cose avranno avuto da dirsi.

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Pensiamo, per un momento, se qualcuno chiedesse a Karim ed a Fulvio: sentite qua, Karim e Fulvio, sareste contenti se Maura Forte fosse confermata Sindaco?

Perché non pensare che i due potrebbero rispondere: ciumbia, se saremmo contenti.

Magari, per procura, potrebbe rispondere Fulvio, perché Karim, ciumbia, non lo sa ancora pronunciare.

Ma imparerà.

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I FATTURATI CRESCONO DI SICURO, SE CRESCERÀ ANCHE VERCELLI SI VEDRÀ

Le “squadre”, dunque, si stanno un po’ posizionando, in vista dell’appuntamento elettorale.

Da una parte Maura Forte and Friends. 

Forse qualcuno crede che la crescita di Vercelli possa coincidere con l'aumento dei fatturati di chi a Vercelli trova l'America.

Un punto di vista come un altro.

Dall’altra parte il popolo.

In tutto questo non è forse peregrino domandarsi cosa c’entrino i mondi riformatori, progressisti.

In ultima analisi, cosa c’entri, in fondo, anche il Pd.



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