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05/06/2016 - Vercelli Città - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 352 - Via Cometti e Coppo dalla Giunta - Il terribile anatema di Gaietta jr. risuona inesorabile in Via Giovine Italia - Ecco gli scenari possibili (e quelli impossibili)

Ecco cosa scriveva – a proposito di scribacchini – il Gaietta Sr. nella lettera aperta a Demaria.






TRIPPA PER I GATTI / 352 - Via Cometti e Coppo dalla Giunta - Il terribile anatema di Gaietta jr. risuona inesorabile in Via Giovine Italia - Ecco gli scenari possibili (e quelli impossibili)
Giovani di talento

L’ora è grave, ma non seria.

Forse surreale.

Ma andiamo con ordine.

***

Dunque bisogna sapere che un bel giorno i Consiglieri Comunali di CambiaVercelli decidono di dire al Sindaco: guarda che c’è una serie di questioni sulle quali urge fare chiarezza.

E fino a che chiarezza non sia fatta, gli Assessori che fanno parte del nostro gruppo (Mario Cometti ed Andrea Coppo) così come assicureranno di disimpegnare tutti gli incarichi proprio del loro mandato, non parteciperanno però alle riunioni di Giunta.

La cosa viene fuori e si aprono le danze.

Con una mossa astuta i SiAmoVercelli mettono in luce le contraddizioni della maggioranza.

La cosa può essere letta secondo una (almeno) duplice interpretazione.

La prima: anche un orologio rotto, almeno due volte al giorno segna l’ora giusta.

La seconda: alla quarta fetta capiscono che è polenta.

E così incominciano a capire la differenza tra la politica e le olive nel Martini.

Com’è come non è, questa la imbroccano ed ottengono il risultato desiderato.

Nel Pd qualcuno ci casca ed incomincia a fare un casino indiavolato, anche perché incomincia ad avvertire insinuarsi un corpo estraneo nell’area perineale: cioè teme di perdere il posto.

***

Si grida allo scandalo: ma come?!

Ma quelli di Cambia Vercelli cosa vogliono ancora?!

Ma come osano?!

Ma è venuto il momento di dar loro una lezione.

Ma soprattutto riprende fiato la mai sopita corrente degli inconsolabili dell’apparentamento con il Rialto (ora Borgo San Paolo).

I vari Michele Cressano ed i Gaietta Sr. e Jr.

***

Basta, tuona Michele Gaietta.

Avrebbe infatti, il giovane (assicurano fonti solitamente degne di nota), sbirciato una lista, una cahier de doleances maldestramente esibita in Giunta da chi l’aveva in consegna (per la serie: andiamocele a cercare).  

Nella lista al quarto posto comparirebbe l’idea di turn over alla Presidenza del Consiglio Comunale.

E questa è una bestemmia ed anche peggio, perché l'idea di toccare un posto a un Gaietta è un vero e  proprio oltraggio al pudore e persino un atto di vilipendio censurabile financo con sanzioni penali.

Bisogna dunque che si riuniscano i Consiglieri del Pd ed impongano al Sindaco di revocare le deleghe agli Assessori di Cambia Vercelli, Andrea Coppo e Mario Cometti.

***

Bum!

Perché l’idea del turn over dev’ essere spaventosa per il giovane che potrebbe così temere di essere orbato del presidenziale gettone.

Perché – a ben vedere – alla sua età fa il Presidente del Consiglio Comunale senza essere stato eletto all’Assemblea cittadina.

Vi è subentrato per effetto della decadenza dei Consiglieri nel frattempo nominati Assessori.

E appena subentrato è diventato Presidente.

Uno che ha i numeri, si vede.

***

Dunque nella serata di domenica 5 giugno, ad urne aperte o al più tardi lunedì sera, il gruppo consiliare si dovrebbe riunire.

Perché il giovane Gaietta avrebbe anche stabilito la deadline – la scadenza ultima – entro martedì 7 ritiro delle deleghe a Cometti e Coppo.

La cosa singolare è che con tutta probabilità, invece di rispondergli come avrebbe fatto Totò con l’Onorevole Trombetta (ma mi faccia il piacere!)

https://www.youtube.com/watch?v=6bjQOwXMoPk

si riuniranno davvero dedicando del tempo alla giovanile istanza.

***

Sicchè, ove si desse mandato al Sindaco di agire in tal senso ed il Primo Cittadino, dopo quattro o cinque golate di grappa, qualche cucchiaio di uvetta sotto spirito e per soprammercato aver respirato a pieni polmoni sotto le ascelle di Costantino Zappino, dovesse aderire all’eventuale diktat di Gaietta & Co., si aprirebbe un problema politico.

Quale?

E’ abbastanza agevole individuarne il profilo, del resto immediatamente evidente a veri e propri specialisti della politica, come ad esempio l’Assessore Carlo Nulli Rosso il quale ha una laurea magistrale proprio in Scienze Politiche.

Dunque ecco termini del problema, per come possiamo capirli noi piccoli omarini ai quali certamente non sono del tutto svelate né comprensibili certe rarefatte questioni.

Il primo termine del problemaè questo.

Ma per tanto così – si può tranquillamente mettere in conto -  allora niente di più facile che i Consiglieri di Cambia Vercelli incomincerebbero a fare mancare i numeri alla maggioranza e allora tanti saluti, tutti a casa.

***

Ma no – assicurano sagacemente Gaietta e Co. – perché noi andremmo a chiamare Enrico Demaria, Maurizio Randazzo e Stefano Pasquino, affinchè venissero a farci da stampella.

***

Ma è ovvio.

E’ l’uovo di Colombo.

Come non pensarci?

Con buna pace del canuto – ma sempre in gamba – padre del Presidente, l’uomo che a buon diritto può vantare il primato di non averne mai azzeccata una – politicamente parlando, beninteso – negli ultimi 35 anni.

Nemmeno quando, a gennaio, si profilò timidamente l’ipotesi che il Sindaco assegnasse una delega proprio a Demaria.

Ecco cosa scriveva – a proposito di scribacchini – il Gaietta Sr. nella lettera aperta a Demaria.

La riportiamo integralmente in copia incolla per non consumare la vista dello scribacchino incaricato – eventualmente – di ribattere l’architettonica cagata:

Caro Enrico,

ci conosciamo fin da quando avevamo i “calzoncini corti “ e frequentavamo la stessa classe elementare alla Scuole Cristiane di via Simone di Collobiano dove ci siamo divertititi nel Branco dei Lupetti di Fratel Andrea e di Francesco Tibaldeschi; credo di poter dire che quella spensieratezza e amicizia fraterna ha sempre caratterizzato, pur senza enfasi, il nostro rapporto.

Anzi, pur su sponde professionali e di impegno civile differente siamo stati entrambi arricchiti dall’amicizia di grandi personalità e “maestri” che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, frequentare e apprezzare: da Francesco Leale a Ennio Baiardi, da Dario Casalini a Riccardo Massa, solo per citare chi purtroppo ci ha lasciato.

Solo chi pensa che l’impegno politico, professionale e civile sia da utilizzare opportunisticamente per fini personali, può pensare e scrivere stupidaggini sul mio e tuo impegno a favore della nostra amata comunità vercellese.

Come sai, pur divisi da scelte politiche chiare, ho avuto modo di esprimerti, ancora recentemente, la mia personale gratitudine per il tuo impegno in Consiglio Comunale, assunto dopo le ultime elezioni comunali, e la mia insoddisfazione per come non sia stato rispettato il mandato elettorale ricevuto dalla compagine politica uscita maggioritaria nel ballottaggio che ti ha visto avversario leale e corretto di Maura Forte.

Con somma pace per qualche “scribacchino” ti confermo che per me, come credo per tutti gli eletti dal popolo, il rispetto degli elettori e del loro voto è e deve essere la prima cifra di riferimento per i comportamenti e le scelte istituzionali, solo così credo sia possibile recuperare quel rischioso e ahimè graduale disinteresse, per non dire disgusto, dalla politica anche da parte dei cittadini vercellesi.

Ecco perché, caro Enrico, dopo un’iniziale incomprensione per quanto stavi meditando di fare, ho molto apprezzato la tua scelta di non aderire alla proposta di svolgere una funzione politicamente “impropria” per la tua collocazione in Consiglio Comunale.

Vercelli ha bisogno della tua sagacia e intelligenza, della tua passione e del tuo impegno civile, oggi come ieri, svolgendo appieno il compito che, senza confusioni e nell’ambito di una democrazia dell’alternanza, gli elettori vercellesi ti hanno assegnato.

Buona Caccia! Fratellino…

Con rinnovata stima e amicizia, Giorgio Gaietta”.

***

Anche Buona Caccia Fratellino…

E oggi che direbbe papà Gaietta?

Che va bene?

E lo scribacchino?

Che dovrebbe scrivere lo scribacchino?

E dunque ora – nel pensiero magico elaborato dal gotha di Via Giovine Italia - non solo Demaria, ma pure Randazzo e Pasquino dovrebbero non già andare ad ampliare e rafforzare una maggioranza, ma addirittura a sostituirsi ad altri per rifare una maggioranza di uno.

Debole come la precedente, senza futuro come la precedente, squinternata come la precedente.

E perché?

Per assicurare il posto a Gaietta jr. Fino al prossimo inciampo.

Mah.

Ma certo loro non hanno la laurea in Scienze Politiche.

E quindi magari potrebbero trovare incomprensibile un simile disegno.

E del resto, uno la laurea o ce l’ha o non ce l’ha.

***

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

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