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10/02/2015 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 271 - Snervante attesa per la rivelazione del nome che rimpiazza l’estratto di brodo Maggi - Febbrile lavoro di selezione per nominare il Direttore artistico di Arca nel periodo Expo - Sperando che non piova

Perché – dicono i critici – pare proprio che l’ex Chiesa di San Marco faccia – come la omologa veneziana – acqua non da tutte le parti e solo in occasione del noto “fenomeno”, ma dal tetto e sempre quando il tempo è brutto e le precipitazioni intense ed anche medie.






TRIPPA PER I GATTI / 271 - Snervante attesa per la rivelazione del nome che rimpiazza l’estratto di brodo Maggi - Febbrile lavoro di selezione per nominare il Direttore artistico di Arca nel periodo Expo - Sperando che non piova
Piazza Municipio come la Cova de Iria

Suor Lucia, la veggente di Fatima che a lungo custodì il cosiddetto “Terzo Segreto” dato dalla Madonna ai tre pastorelli – i Pastoriños - alla Cova de Iria nel 1917, forse non avrebbe saputo essere più riservata.

E la lunga preparazione meticolosamente seguita dalle Autorità vaticane prima che se ne disponesse la rivelazione (nell’anno 2000) è niente se confrontata con quella di queste ore.

A Vercelli.

Dove di problemi ce ne sono tanti.

Dove, per fortuna, c’è chi pensa a difenderci dalla insidiosa minaccia dei mozziconi (cicche) di sigaretta, senza trascurare quel vero e proprio pugno in un occhio alla convivenza che sono i cicles buttati per terra.

Ma dove, soprattutto, a dispetto di un certo gusto per il pettegolezzo che è la cifra della provincia un po’ in tutta Italia, non scappa una sillaba sulla nomina più attesa, quella del Direttore Artistico dell’Expo.

Intendiamoci: non si tratta dell’Expo vero e proprio, la grande mostra internazionale che si aprirà tra poche settimane a Milano.

Si sta parlando dei ludi da mandarsi in scena a Vercelli per fare vedere che qualcosa cerchiamo di fare anche qui per non restare del tutto tagliati fuori dall’evento.

Saranno, forse, le nostre, ambizioni simili a quelle di chi progettò, a suo tempo, i celeberrimi portici a guarnizione della via principale in quel di Occimiano.

Assurti nel tempo a paradigma del volere e non potere: anfratti angusti e corti, bassi, che nemmeno lontanamente potrebbero reggere il paragone con quelli – ad esempio – di una Via Roma a Torino o anche solo nella vicina Casale Monferrato, forse, questi ultimi, guardati con invidia e qualche ansia emulativa destinata a restare frustrata dal risultato.

Ebbene, anche da Vercelli passerà l’Expo portando, non una grande e risolutiva opportunità.

Non una ricchezza come quella vagheggiata da almeno due anni a questa parte, nei quali non si è potuta sentire orazione ufficiale, in qualsiasi ambiente,  che non alludesse alla messianica parusia espositiva milanese, foriere – nelle illusioni - di nuove, magnifiche sorti e progressive, anche per la città, crocevia autostradale sempre destinato a favorire moti centrifughi piuttosto che centripeti.

Porterà, però, di sicuro un po’ di liquidità – se non di ricchezza – alla famiglia del Direttore  artistico, che per l’incombenza si prenderà qualcosa come – euro più, euro meno – 16 mila euro per i sei mesi di lavoro.

Il Direttore dirigerà dunque in particolare gli eventi Arca.

Sperando che non piova.

Perché – dicono i critici – pare proprio che l’ex Chiesa di San Marco faccia – come la omologa veneziana – acqua non da tutte le parti e solo in occasione del noto “fenomeno”, ma dal tetto e sempre quando il tempo è brutto e le precipitazioni intense ed anche medie.

Sicchè – sono sempre i critici a parlare – con quei soldi almeno il progetto per calafatare la volta si sarebbe potuto pagare, anche per evitare che l’acqua piovana irrori il prezioso e ritrovato “albero di Jesse”, il grande affresco sulla discendenza davidica.

Ma andiamo con ordine.

Si decide, ad un certo punto, che la figura del Direttore artistico serve proprio.

E non è che possa essere – indispensabile com’è – una espressione del volontariato come, ad esempio, quelli che vanno in giro in bicicletta a distribuire i volantini pro – basilica di S.Andrea.

No.

Il Direttore va pagato.

Allora non resta che bandire una selezione pubblica, perché altrimenti qualcuno potrebbe pensare che ci sia già un predestinato e via discorrendo.

Così arrivano 37 domande di candidati che sono – ciascuno – convinti di avere i requisiti e di potere benissimo e con onore assumere l’incarico.

E da questo momento si iniziano le vere e proprie rogazioni del volontariato ciclistico di SiAmoVercelli, che organizza veri e propri circuiti di orazione nelle chiese vercellesi: una pedalata e un rosario – poniamo – in Duomo. Ancora due colpi di pedale ed eccoci per i Vespri in Santa Maria Maggiore. Una sgambata e via a sgranare la Corona in S.Agnese.

Insomma, si impetra la grazia che la Commissione esaminatrice selezioni il nome di quel Francesco Brugnetta che – docente al Liceo Scientifico –  deve apparire come l’estratto di brodo Maggi, un qualcosa che aggiusta il sapore di qualsiasi minestra, senza dimenticare l’apporto comunque foriero di fragranze inesprimibili anche sugli arrosti. Sapori voluttuosi dei quali sarebbe assurdo privarsi.

Senonchè le domande sono molte, appunto 37.

E’ vero che Brugnetta e bravo, ma gli altri 36 sono poi così scadenti?

Si arriva ad una short list di 12 selezionati e la “list”, come se ci mettesse mano una Mary Quant della selezione per titoli, si accorcia ulteriormente fino al fatidico numero di tre concorrenti.

In barba al principio che “omne trinum est perfectum”, è proprio qui che pare si inizino i guai seri.

Perché la triade è un vero e proprio olimpo di preparazione e bravura, un cenacolo, un triangolo, si direbbe, di illuminati.

Ci sono due Signore titolatissime ed in mezzo alle due dame sta appunto il Brugnetta, tenendo il suo bel posto.

Scegliere il migliore, tra tante suggestioni che scaturiscono dal foro interno di ciascun componente della Commissione, presieduta dall’Arch. Liliana Patriarca, è veramente difficile.

E’ da giorni che la Commissione sta lavorando, ma pare non abbia ancora finito.

Si vede che i verbali sono lunghi  - anzi, lunghissimi – da scrivere.

Ma prima o poi l’Expo incomincerà.

E per allora il Direttore artistico – magari munito di ombrello per ripararsi dalla pioggia in Arca – dovrà dirigere.

Chi vivrà, vedrà.

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