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28/08/2014 - Vercelli - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 250 - Atap, la vu’ cumprà? - No?!... - Dai qualcosa?... - Deserta la gara per la vendita delle azioni in portafoglio alla Provincia di Vercelli nell’Azienda trasporti - Conatus essendi di un Ente in dimenticatio

Volevano 7 milioni di euro per il 26 per cento delle quote... E lo hanno anche messo per iscritto



TRIPPA PER I GATTI / 250 - Atap, la vu’ cumprà? - No?!... - Dai qualcosa?... - Deserta la gara per la vendita delle azioni in portafoglio alla Provincia di Vercelli nell’Azienda trasporti - Conatus essendi di un Ente in dimenticatio

Chissà come ci sono rimasti male.

Che delusione.

(Si) erano forse convinti – qualcuno parlerebbe di solipsismo – che la gente avrebbe fatto a pugni per comprare le azioni di Atap.

La Provincia di Vercelli detiene il 26 per cento del pacchetto azionario dell’azienda di trasporto pubblica, quella delle corriere.

E Carlo Riva Vercellotti con la sua Giunta aveva preso, nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale, la decisione storica di mettere in vendita la partecipazione.

Decisione presa a maggioranza.

Il Pd si era opposto. Garbatamente. Con fair play finanche eccessivo.

In altri tempi, quando c’erano i comunisti, anche se fossero stati all’opposizione (anzi, soprattutto se), una cosa del genere non sarebbe nemmeno approdata all’aula consiliare. Sarebbe abortita nelle varie Commissioni.

O magari anche solo nei corridoi, seppellita non tanto dalle proteste, quanto dalle fragorose risate.

Pensiamo, ad esempio, ad un Oscar Rastello che si sentisse dire oggi dal Vercellotti: che ne diresti di vendere la quota Atap?

Risposta (assai probabile): catatonia, rigidità plastica.

Poi la doverosa integrazione alla domanda, quella che spiega un po’ tutto: la venderemmo per 7 milioni di euro (ai tempi di Rastello, 14 miliardi di lire).

Risposta (assai probabile): http://www.youtube.com/watch?v=aog-RxHDYOQ .

C’è da dire che gli epigoni odierni dei comunisti di una volta, quando hanno ricevuto in Consiglio provinciale la proposta della Giunta, hanno avuto parole di dissenso, ma tutto sommato dolci: pensateci bene, ma siete proprio sicuri?

Hanno espressi in modo contrario quasi scusandosi.

(Solo) dopo il voto contrario del Pd in Consiglio provinciale è intervenuta la Segreteria provinciale del partito a dire che quell’idea pareva una solenne panzana:” Dopo aver letto (dice proprio così: aver letto. Ma non hanno detto niente, alla “Segreteria”, i Consiglieri provinciali?) della decisione della Provincia di Vercelli di rinunciare ad Atap e cedere le quote di partecipazione pari al 26,45 %, esprimiamo forte preoccupazione. Ci  allarmano le conseguenze possibili sull'avvenire dei lavoratori dell'azienda che nelle vicende di fusioni e di vendite aziendali rischiano di essere i primi a rimetterci e sui vercellesi che potrebbero quantomeno dover pagare di più - soprattutto se l'acquirente fosse una società privata - per un servizio di trasporto che consente comunque collegamenti con i centri vicini e, per esempio, con Biella per chi necessità di spostarsi per lavoro.

Intendiamo muovermi, con l'aiuto dei consiglieri regionali del territorio e direttamente, per portare all'attenzione della giunta regionale il problema”.

(Ancora) più tardi sulla stessa lunghezza d’onda i Sindacati; anche la Cisl, che fino ad ora, nella sua versione novarese, pareva voler sembrare una cheerleader di Baranzelli, deve intervenire con un salto mortale carpiato: l’Atap non si tocca.

L’opposizione da salotto non ha dunque impressionato  Carlo Riva Vercellotti ed i suoi, che sono andati avanti e la Provincia ha pubblicato un bando di gara per vedere se si fosse trovato qualche genio disposto a comprarsi per 7 milioni di euro il 27 per cento di Atap.

Ma – in più – con un vincolo: chiunque avesse presentato l’offerta, avrebbe poi dovuto fare i conti con il diritto di prelazione che gli attuali Soci (tutte Pubbliche Amministrazioni) possono esercitare.

Ad esempio.

Arriva Bill Gates o un altro di pari possibilità che, dopo una notte di bagordi, ancora in preda ai fumi dell’alcol, dice: mi compero io il 27 for cent.

Ok - sarebbe stata la risposta - ma keep calm.

Devi attendere che “rilancino”, se vogliono – che so – la Provincia di Biella o il Comune di Vercelli e ciascuno con il riparto proporzionato alla propria attuale quota di capitale sottoscritto.

E’ difficile crederci?

Eppure è tutto scritto.

Alleghiamo in pdf (si raggiunge cliccando l’icona posta sotto le tre illustrazioni di questa pagina) il bando della gara che si è svolta oggi, 27 agosto.

E che è andata, naturalmente, deserta.

Presente solo un Signore, un sedicente Consulente di Genova, che ha chiesto di saperne di più su Atap.

Chissà.

Ora, come si farà?

La situazione della Provincia è obbiettivamente difficile.

Resta una delle poche Amministrazioni provinciali rimaste in Italia che sopravviveranno (?) fino al 2016, sgusciando tra le maglie del Decreto Del Rio ( forse poste in “dimenticatio” ) che abolisce la vecchia “governance” delle Provincie italiane, in vista di quella nuova.

Sopravvivenza sempre più ardua.

Per fare cassa, vogliono vendere tutti i cespiti della Provincia di Vercelli.

Vendi di qua, vendi di là. Lo vù cumprà? No?! Dai qualcosa…

Di acquirenti, per ora, nemmeno l’ombra.

I reggitori a termine dell’antico convento dei Barnabiti (anch’esso, peraltro, in vendita) continuano ad agitarsi. Non desistono. Conatus essendi.

Più gli manca l’acqua, più si dimenano.

Un dinamismo tutt'altro che foriero di risultati.

Mancano i soldi ormai per qualsiasi cosa, i servizi assicurati dalla Provincia sono sempre di meno... ma una cosa è intoccabile: il gettone degli Amministratori.

Se tanta resistenza "spes contra spem" fosse determinata dalla (illusoria) volontà di sopravvivenza politica, ricorderebbe l' affannarsi di quelle mosche, tutte intente a guadagnare qualche centimetro di carta moschicida. 

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