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17/12/2013 - Vercelli - Economia

TRIPPA PER I GATTI / 199 - Inceneritore - Colpo di scena: ora Andrea Corsaro vorrebbe rimettere il dentifricio nel tubetto - Il Primo Cittadino propenso a ritardare la chiusura - Ma adesso sono gli altri che non ci stanno

La Casamadre (Atena) si rassegna (se ne fa una ragione) a sborsare (ancora) quattrini (400 mila euro) per rimpinguare le casse della monella (Gia)





TRIPPA PER I GATTI / 199 - Inceneritore - Colpo di scena: ora Andrea Corsaro vorrebbe rimettere il dentifricio nel tubetto - Il Primo Cittadino propenso a ritardare la chiusura - Ma adesso sono gli altri che non ci stanno
L’inceneritore, fotografato stamane con due pennacchi carichi di vitamine - Paris Hilton e l’indispensabile Amministratore Renzo Francesio

Aggiornamento ore 20 -

Si mettono meglio a fuoco, con il passare delle ore, nuovi particolari sulla riunione odierna della Assemblea dei Soci di Gia srl .

Intanto: Eduard Kotlar non era solo costipato, ma incavolato nero e non lo ha nascosto.

Vallo a dire tu, al tuo amico ... intercalava ad ogni piè sospinto, nella sua catilinaria all' indirizzo dell' amico.

Chi è l' amico?

Semplice: Kotlar si rivolgeva al Presidente di Atena spa (Fernando Lombardi), socio di maggioranza, invitandolo ad andare a riferire ciò che pensava dell' " amico ". Il quale amico altri non è che il Sindaco di Vercelli, Andrea Corsaro.

Perché Eduard Kotlar proprio non l' ha mandato giù il fatto che il Primo Cittadino di Vercelli abbia comunicato in una conferenza stampa, ai giornali, che ormai vuole chiudere il forno di incenerimento. E l'abbia fatto senza dire prima una beneamata fava di niente al Presidente di Gia.

Guarda anche:  http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=52883

Pare poi che (incredibile ma vero) ora Corsaro sia in fase riflessiva.

Vorrebbe, cioè, rimettere il dentifricio dentro il tubetto, dopo averlo spremuto: il forno si può chiudere, ma tra un po'. E, comunque, lui aveva parlato di "sospensione" dell'attività del termovalorizzatore, mica di chiusura.

Forse anche lui, come spesso ha sostenuto Silvio Berlusconi, è stato frainteso.

Perché questa (se confermata) resipiscenza di Corsaro? Intanto, perché magari oggi gli gira bene così e amen. Come ieri gli girava bene in un altro modo.

Queste non sono certo cose che spetti ad altri sindacare. Fa e disfa esattamente quello che gli pare e piace.

In secondo luogo, forse, si rende conto che l'impianto per sminuzzare i rifiuti già differenziati non è che possa arrivare da oggi a domani.

Intanto, ormai le elezioni sono alle porte, tre cinque mesi. Poi arriverà una nuova Ammnistrazione. Che dovrà prendere in mano il problema. Quindi scegliere se fare l'impianto di sminuzzamento, come quello che il Dirigente di Atena Giuseppe Trecate è andato a vedere a Palazzolo Vercellese, nel maggio scorso dalla Ditta Vescovo.

E da lì ha tratto verosimilmente ispirazione per preparare le slides che ha poi mostrato al CdA di Atena.

Ma potrebbe darsi che i futuri Amministratori di Vercelli scegliessero invece di costruire un impianto di Tmb - trattamento meccanico biologico, come il Pd ha sempre detto di voler fare.

Sicchè ci si prepara ad un periodo di almeno (se va bene) tre anni nel corso dei quali, ad inceneritore chiuso, i rifiuti non potrebbero che prendere la strada della discarica.

Sin qui le interpretazioni sul pensiero del Primo Cittadino.

Ma torniamo a bomba.

A questo punto, però, non ci stanno più gli altri.

Oggi chiudi, domani apri. Una piroetta di qua, una piroetta di là.

Ma saremo mica saltimbanchi, paiono adontarsi tutti gli altri.

Sicchè - non c'è paura - il forno chiuderà.

Tra le polemiche.

Perché ora bisogna andare a dire a chi conferisce i rifiuti che per piacere accettino di risolvere il contratto con un termine breve di preavviso.

Anziché 60 giorni, un po' meno.

Ma siccome il cliente principale del forno è proprio il Covevar, il Consorzio obbligatorio tra i Comuni della Provincia di Vercelli e siccome il Presidente del Covevar è proprio Corsaro, c'è anche la possibilità che questi pretenda il rispetto di tutti i 60 giorni di preavviso.

Così, tanto per fare vedere chi comanda.

Chi si prepara ad aprire i cordoni della borsa è comunque Atena spa.

Perché non va dimenticato che Gia srl ha funzionato fino ad ora sostenendo gli investimenti per le manutenzioni del termovalorizzatore grazie alla liquidità assicurata da un mutuo di un milione di euro contratto con Biverbanca.

La quale Biverbanca ha preteso che il prestito fosse garantito da una fideiussione lasciata da Atena. E questo è ovvio, perché Gia è costituita da poco e comunque non ha nulla per potere sostenere una garanzia del genere.

***

Che si chiuda è sicuro.

Quando, è da vedere.
Azzardiamo una domanda a persona solitamente bene (benissimo) informata, sotto vincolo di anonimato che sottoscriviamo intingendo il pennino nel sangue.

Ecco la domanda: chiuderà – azzardiamo – al più tardi quando scadono i contratti di lavoro con il Personale assunto a tempo determinato, cioè a giugno 2014?

Risposta dell’Anonimo: nooo, molto prima.

Non è molto, ma è già qualcosa.

Sicchè si può avere una conferma indiretta (siamo noi a elucubrare) della ipotesi già avanzata nei giorni scorsi, per una fermata definitiva dell’inceneritore di Via Asigliano entro il 31 marzo.

O prima ancora.

Anche oggi, peraltro, le volute di fumo denso si sono stagliate all’orizzonte della Bassa Vercellese.

Ma oggi l’ Assemblea dei Soci di Gia srl, la società costituita dalla due Atena (95 Atena spa, quella presieduta da Fernando Lombardi e 5% Atena Patrimonio spa, guidata invece dal Commercialista vercellese Luigi Tarricone) era sì preoccupata da ipotesi di inquinamento, quasi tutte concentrate, però,  sul fatto che il presidente di Gia, Eduard Kotlar, era ancora costipato da fare paura.

Guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=53132

Tossiva, starnutiva, espettorava (rigorosamente nel fazzoletto, sia chiaro) sicchè, anche ad evitare malaugurate eventualità di contagio, si è andati piuttosto per le spicce.

Anzitutto, dando ufficialmente notizia di quanto già deliberato dagli Amministratori di Atena spa nell’ultimo Consiglio di Amministrazione il 5 dicembre scorso.

Guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=52883 .

La Casamadre (Atena) si rassegna (se ne fa una ragione) a sborsare (ancora) quattrini (400 mila euro) per rimpinguare le casse della monella (Gia) che ha bruciato più denari di quanto non sarebbe riuscita a fare una Paris Hilton del rifiuto.

Ma sono gli ultimi. Poi, si chiude baracca.

La chiusura, però, non è che sia così semplice. Bisogna fare un piano di dismissione del cespite e questo richiede qualche tempo. Tradotto, bisogna capire quanto profondo sia il bagno di sangue, perché anche  chiudere non è che si possa fare gratis. Ci sono comunque dei costi.

Tutto questo si saprà appena dopo le Feste, quando sarà convocata un’altra Assemblea proprio per esaminare i conti.

Anche la Provincia, dopo avere per lungo tempo fatto il possibile e l’impossibile per assecondare questa avventura volturando – ad esempio – la Aia (autorizzazione integrata ambientale, la “licenza di esercizio”) a tempo di record, ora, ricevuta una preoccupata e preoccupante relazione da parte dell’Arpa di Vercelli, ha chiesto ancora chiarimenti a Gia.

Ormai il fuoco che arde nella caldaia del termovalorizzatore è una fiammella rispetto a quello che si sentono di avere alle terga i tanti che hanno consentito questa esperienza.

Che ora – è l’unica cosa ormai certa – è arrivata al capolinea.

Prossimo step, dunque, dopo le Feste.

 


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