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29/10/2012 - Vercelli - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 115 - In Sala Tarsie l’acuto silenzioso del Piccolo Re - Convitato di pietra assente e incombente sui lavori del Consiglio - Ad ugola spiegata per dire a Carlo Riva Vercellotti e Davide Gilardino...

Al cahier de doleances della cucina politica di tutti i giorni, si è aggiunto ora il tomo scritto l’altro giorno in Consiglio regionale. Ponderosa come una pagina dostoievskiana e non meno di questa collocata in contesti monumentali, se non epici, della narrazione, la vicenda del Quadrante perduto ha mandato in fibrillazione gli uomini del partitino poujadista della Valle




TRIPPA PER I GATTI / 115 - In Sala Tarsie l’acuto silenzioso del Piccolo Re - Convitato di pietra assente e incombente sui lavori del Consiglio - Ad ugola spiegata per dire a Carlo Riva Vercellotti e Davide Gilardino...
Claudio Villa, il reuccio della canzone italiana - Memorabili i suoi interminabili acuti

Anche il Piccolo Re, così come a suo tempo il Reuccio della canzone italiana, oggi ha lanciato un acuto.

Trenta interminabili secondi a squarciagola, che i suoi ammiratori ricordano ancora, sulla nota sospesa di Granada:

http://www.youtube.com/watch?v=qZtjmtTLD-4


Però, vogliamo mettere?

Il Piccolo Re non replica, nonostante le sue frequenti comparsate televisive, ciò che altri hanno già fatto.

Così oggi ha scelto un modo singolare eppure eloquente per dire a tutto il Mondo che sta incominciando a rompersi seriamente gli attributi, di questa Provincia a guida Pdl.

E il suo acuto si è manifestato in un silenzio. Ed in una assenza.

Vuoto e silenzio dai banchi della Lega, in Consiglio provinciale, per 70 minuti. Prima che iniziassero i lavori.

Il numero legale garantito dall’opposizione.

Altro che il mezzo minuto a ugola spiegata di Claudio Villa.

La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania oggi ha detto chiaro e tondo a Carlo Riva Vercellotti e Davide Gilardino che non accetta di contare come il due di picche a briscola e, che se le cose continuano così, può anche lasciare la compagnia.

Ma veniamo ai fatti.

Da settimane ormai si sa che i mali di pancia all’interno della Amministrazione provinciale si traducono in borborigmi sempre meno dissimulabili con colpi di tosse, sedie spostate e, insomma, tutto il repertorio della rumoristica di circostanza utile a coprire certe sonorità che lasciano, comunque, tracce olfattive percettibili da chiunque. Non occorre certo il fiuto del politologo.

Al cahier de doleances della cucina politica di tutti i giorni, si è aggiunto ora il tomo scritto l’altro giorno in Consiglio regionale.

Ponderosa come una pagina dostoievskiana e non meno di questa collocata in contesti monumentali, se non epici, della narrazione, la vicenda del Quadrante perduto ha mandato in fibrillazione gli uomini del Carroccio e soprattutto quelli di Controcorrente, il partitino poujadista che da qualche lustro si è imposto in Valsesia.

Vediamo perché.

E’chiaro che la riunione dei territori biellesi e vercellesi pone di fatto la Valsesia come terzo polo e non più come contraltare del Capoluogo. Posizione garantita invece nella attuale configurazione della Provincia di Vercelli, anche morfologicamente bipolare, con la sua strozzatura a clessidra all’altezza della Madonna di Rado o poco dopo.

Cambia anche lo scenario politico. Tanto Biella quanto Vercelli sono a guida Pdl e non Lega.

Ma soprattutto oggi si può tranquillamente dire che tanto la città laniera come le terre (senza offesa) d’acqua stiano dando il benservito al partito del predellino. O quel che ne resterà tra poco.

Il pallino passa ad altri. Che questi sia il Pd, oppure il Movimento5Stelle o il partito di Italo, questo si vedrà. La cosa sicura è che gli elettori stanno salutando Silvio Berlusconi e – si fa per dire – compagni.

E proprio qui le cose si complicano per la pattuglia verde. Perché forse in Valsesia il “sistema Buonanno” potrà ancora garantire il potere per qualche stagione, ma poi è difficile pensare che la popolazione laboriosa e intelligente della Valle si risolva ad erigere palizzate attorno all’enclave. Magari pensando di tutelare così una biodiversità politica che faccia memoria dei bei tempi in cui – ad esempio – si compiva il rito dell'ampollina a Pian del Re.

Così, ce ne sarebbe già da vendere per preoccuparsi e cercare di mantenere le posizioni.

Ma anche la cucine politica di tutti i giorni, nelle stanza di Via San Cristoforo, mette i gli attuali frequentatori dell’ex Convento dei Barnabiti a contatto con pietanze sempre più indigeste.

L’esodo di Roberto Rosso ha lasciato molti orfani e vedove. Che hanno perso il riferimento dell’alleato – competitore meno ingombrante che si potesse sognare. E perciò ideale.

Fatto l’accordo su qualsiasi cosa con Rosso – che d’altra parte si è sempre accontentato di poco nelle spartizioni post elettorali e praticamente di nulla nelle impegnative pratiche di quotidiana amministrazione – poi il campo era libero. E chi stava qui si è sempre potuto “allargare” nel governo e nel sottogoverno.

Ora tutto questo è finito.

E la vedova più inconsolabile è proprio il Piccole Re

I nuovi capi del Pdl, finchè il partito esiste, tengono il loro posto. E tengono botta alla delegazione leghista in Giunta provinciale.

Così ogni tanto si sente qualche strillo. Come giovedì scorso, quando i Commessi di servizio all’uscio di Sala Baltaro hanno dovuto sentire gli strepiti all’indirizzo di Massimo Camandona, Assessore giudicato eccessivamente curioso e reo di intromettersi un po’ troppo negli affari delegati al Vice Presidente valsesiano, Angelo Dago (uomo paziente, ma … guardati dall’ira del buono) in materia di caccia e soprattutto di pesca.

E poi ci sono i rapporti sempre tesi – ma per questioni gattinaresi – tra il Presidente Carlo Riva Vercellotti e l’attuale Sindaco della Città del vino, che siede anche in Consiglio provinciale, Daniele Baglione.

E infine, c’è il fatto – che sembra intollerabile – rappresentato dall’attivismo politico di Davide Gilardino, Assessore provinciale, ma soprattutto Coordinatore, con Lillo Bongiovanni, di un Pdl che fa politica. E che si permette pure di definire “imbarazzante” (su Facebook) il discorso con cui il Governatore del Piemonte, Roberto Cota, ha cercato fino all’ultimo – palesemente o surrettiziamente – di far passare il Quadrante con l’ annessione di Vercelli e Biella a Novara.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è e tutto lascia credere che quella di oggi in Consiglio provinciale non sia solo una scaramuccia, ma un vero e proprio “silenzio punitivo”, come nei rapporti di coppia giunti al capolinea.

Non conta (più) se ci siano o no capelli altrui sulla spazzola. Conta che è arrivato il momento di una nuova storia.



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