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26/06/2015 - Trinese - Salute & Persona

TRINO - Trasporti nucleari: indebiti ed indebitamente rischiosi e costosi

Il commento di Legambiente e Pro Natura del Vercellese al nuovo trasporto nucleare da Trino a La Hague



TRINO - Trasporti nucleari: indebiti  ed indebitamente  rischiosi  e costosi
Centrale di Trino

Trasporti nucleari.

Indebiti: se lo Stato e le due Istituzioni avessero rispettato le leggi dello Stato, dal 31.12.2008 in Italia sarebbe stato disponibile il Deposito Nazionale e queste barre di combustibile della Centrale Nucleare di Trino sarebbero state portate lì da tempo, senza alcun bisogno di esere inviate al riprocessamento in Francia, con i conseguenti rischi e i notevoli costi.

Indebitamente rischiosi: se lo Stato, la Regione e i Comuni rispettassero le leggi europee, nazionali e regionali, ed informassero quindi preventivamente, sulle procedure che li potrebbero malauguratamente riguardare, tutti i cittadini che rischiano di essere interessati ad una emergenza durante il trasporto nucleare, il rischio di conseguenze in caso di un effettivo incidente sarebbe certamente inferiore, perché ciascuno saprebbe cosa deve o non deve fare in quelle circostanze.  

Questa informazione preventiva –dicono le leggi- deve essere fornita ai cittadini senza che loro debbano chiederla.

Purtroppo anche questa volta il trasporto è avvenuto senza che l’informazione preventiva sul comportamento da tenere in caso di eventuale emergenza fosse stata fornita.

Indebitamente costosi: la realizzazione del Deposito Nazionale nei tempi previsti dalla legge 368 del 2003 (entro il 31.12.2008) avrebbe evitato i costi dei trasporti nucleari di andata a la Hague e di ritorno, ed anche il salatissimo costo pagato ad Areva per il “riprocessamento”, con il recupero del Plutonio, che all’Italia non serve a nulla e che costituisce un ulteriore rischio per la sicurezza e la pace nel mondo.

Come mai la Francia ha ripreso ad accettare le barre di combustibile nucleare italiane?

La Francia aveva sospeso il ricevimento delle  barre di combustibile dall’Italia in quanto l’Italia non offriva sufficienti garanzie di essere in grado di riprendersi indietro le scorie radioattive generate dal riprocessamento, a causa della perdurante mancanza di un deposito nucleare nazionale.

Come mai ora le accetta di nuovo?

Secondo Legambiente e Pro Natura del Vercellese, dato che sul deposito nazionale per ora si sono fatte solo chiacchiere, quello che può avere convinto la Francia è l’autorizzazione ottenuta da Sogin per realizzare depositi nucleari in piena regola (definiti “temporanei”, ma senza scadenza!) sia a Trino, sia a Saluggia, dove la costruzione è addirittura già iniziata. 

In altre parole, sono i nuovi depositi nucleari di Trino e di Saluggia  a fare da “garanzia” per la Francia!

Prepariamoci quindi ad essere la destinazione anche degli indebiti, rischiosi e costosi trasporti nucleari “di ritorno”, e a tenerci poi i materiali radioattivi in questi siti a rischio chissà fino a quando!

Legambiente e Pro Natura del Vercellese

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