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24/04/2017 - Trinese - Politica

TRINO - Giovanni Ravasenga severo sullo scempio del Borgo di Leri e di Casa Cavour

Giovanni Rovasegna, ha scritto al Presidente della Repubblica una lettera per dirgli che le sue parole su Leri non sono state raccolte neppure dal suo diretto proprietario


TRINO - Giovanni Ravasenga severo sullo scempio del Borgo di Leri e di Casa Cavour

Purtroppo e a malincuore ritorno ancora sullo scempio del Borgo di Leri e di Casa Cavour, dove oltre a ruberie, degrado e vandalismi nel 2011 sono stati anche “buttati450.000 euro dei quali circa 350.000 di finanziamenti pubblici del Consiglio Regionale del Piemonte (250.000 euro) e 100.000 circa del Comune di Trino. Buttati perché quell’intervento di facciata non è servito a nulla. Basterebbe andare a Leri per rendersene conto  che Casa Cavour, ma come tutto il resto del Borgo, ci sono porte completamente aperte nel senso che o non esistono più o comunque sono sfasciate. Per non parlare della Chiesa del Borgo ripetutamente profanata e derubata di tutto ciò che si poteva rubare. E infatti, giovedì scorso ho accompagnato alcune persone a Leri e ancora una volta il già malandato portone della Chiesa era stato nuovamente demolito. Lo spettacolo è davvero desolante, il degrado è ormai cronico. A nulla sono valse le parole del Presidente della Repubblica pronunciate nel corso della Sua visita a Vercelli lo scorso 24 settembre 2016 in occasione del 150° anniversario del completamento del Canale Cavour. Parole gettate al vento, anzi ai rovi, che nessuno ha inteso raccogliere nonostante le frequenti passeggiate e le promesse a tutto campo dei politici che hanno visitato Leri. Nulla di nulla, neppure l’idea del proprietario di cosa farne di quei luoghi nei quali visse intensamente il più Grande Statista della nostra Storia, colui che fece veramente l’Italia e che pensava più alle future generazioni che non alle future elezioni: il Conte di Cavour.

Una delle persone che ho accompagnato è cittadino francese e con stupore mi ha confidato che se questi luoghi colmi di Storia fossero in Francia a quest’ora sarebbero veramente all’onore del mondo e meta di tanti visitatori. Ma purtroppo siamo in Italia, nel Piemonte Cavouriano e nel Territorio di Trino dove il Conte di Cavour fu anche Consigliere Comunale. Non c’è che dire a questo oltraggio alla Storia Risorgimentale e al Suo maggiore Protagonista ormai abbandonato in mezzo ai rovi, al degrado alle ruberie e al vandalismo ma soprattutto all’indifferenza.

Come già avevo fatto lo scorso 16 e 25 settembre 2016, ho ritenuto ancora di scrivere al Presidente della Repubblica la lettera che allego per dirgli che le sue parole su Leri non sono state raccolte neppure dal suo diretto proprietario.

Eppure le potenziali prospettive del recupero e della destinazione di quei luoghi e di Casa Cavour ci sarebbero, e potrebbero usufruire anche del cofinanziamento europeo. Ma si preferisce non fare nulla e lasciare questa incombenza ad altri, purtroppo ancora da rintracciare e da identificare.

 

Giovanni Ravasenga

(Consigliere Comunale di Trino)

 

LETTERA CON APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

lustrissimo Signor Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella  

Della Sua visita a Vercelli avvenuta il 24 settembre 2016 in occasione della celebrazione del 150° anno dalla inaugurazione del Canale Cavour, ho molto apprezzato il Suo intervento su quell’opera grandiosa merito indiscusso di colui che fu il più Grande Statista della nostra Storia; il Conte Camillo Benso di Cavour che fu anche Consigliere Comunale di Trino. La sua grande passione per l'agricoltura, l'irrigazione e l'idraulica la scoprì giovanissimo proprio nella tenuta agricola di Leri, nel Comune di Trino,  di proprietà del padre Michele Benso che gli aveva affidato la sua gestione. Era una grande azienda agricola poco distante da Vercelli, appena 12 kilometri.  Un luogo amato e profondamente vissuto dal Grande Statista, più di Santena e di Grinzane. Leri era il Suo rifugio nei momenti di difficoltà, quando le avversità politiche e non solo gli erano contrarie. Lui si rifugiava sempre lì, in quella grande casa padronale e tra quelle mura e quelle risaie ritrovava sempre se stesso. A Leri nasceva un modello di innovazione agricola che Cavour esportò nell'Europa di allora la quale gli riservava grandi apprezzamenti per le Sue indiscusse conoscenze e i suoi meriti, sia in campo economico che politico. In quella casa di Leri sono nate molte delle idee e delle strategie che condussero poi all'Unità d'Italia. Il più grande capolavoro Cavouriano. Merito del Grande Tessitore che aveva saputo strategicamente, condurre l'Italia alla sua unificazione. Significative Signor Presidente le Sue parole pronunciate al Teatro Civico di Vercelli:  …. a muovere l'impegno di Camillo Benso di Cavour per la realizzazione del Canale che avrebbe portato il suo nome non fu estranea l'esperienza maturata alla guida delle aziende agricole vercellesi, a partire da Leri….. ” E poi ancora: “ …. Facciamo sì che questo anniversario segni anche l'orgoglio di un cammino di rinascita, dopo anni di abbandono, dei luoghi di Cavour in queste contrade, a partire da Leri, dove tutto questo ebbe inizio, valorizzando una testimonianza del passato …. “ Il Borgo di Leri e Casa Cavour sono nel territorio del Comune di Trino  e dal 2008 sono di sua proprietà (prima ENEL). Il Borgo è stato completamente abbandonato dal 1997 ed è stato oggetto di ruberie e di vandalismi di ogni sorta. Come già ebbi modo di scriverLe, sono state rubate persino le tegole dei tetti, le scale e le ringhiere di Casa Cavour, le colonne delle scuderie ecc. tutto è avvenuto nella più totale indifferenza. Anche la Chiesa del Borgo non è stata risparmiata.  Oggi quello scempio continua, anzi si è ulteriormente aggravato ancora con atti di vandalismo, la Chiesa è stata più volte profanata e il Borgo è ridotto ad uno stato di profondissimo degrado e di abbandono come pure Casa Cavour dove, nonostante un primo tentativo di recupero nel 2011 costato circa 450.000 euro,  porte e finestre sono aperte e molte delle quali sono  irrimediabilmente danneggiate.  Su questo stato di imperdonabile degrado e di abbandono da anni ho scritto a Tutte le Istituzioni, Sindaco di Trino compreso. Nessuna risposta. Nel frattempo Leri è stata visitata da molte personalità politiche. Promesse a non finire; ma purtroppo nulla di nulla. Purtroppo Signor Presidente, sul recupero e sulla destinazione di Leri ad oggi non esiste alcuna concreta prospettiva in corso o in itinere da parte del suo diretto proprietario che probabilmente lo ritiene solamente un problema, una difficoltà difficile da affrontare. Resta il fatto che ipotesi e prospettive di recupero e di nuova destinazione ci sono, ma purtroppo non esiste, per ragioni politiche, la disponibilità di valutarle.    Signor Presidente, spiace constatare che nonostante la Sua visita a Vercelli e le Sue esortazioni di non abbandonare Leri, purtroppo tutto è ancora lasciato al degrado, all'incuria, al vandalismo, all'indifferenza e all'abbandono. Mi domando come si possa conciliare la celebrazione di una grandiosa opera Cavouriana, quella del Canale Cavour e di Ovest Sesia, quando a poca distanza da Vercelli il simbolo della presenza Cavouriana in terra vercellese è abbandonato al degrado, ai rovi e al vandalismo. Personalmente lo ritengo  un affronto e un oltraggio alla Storia e alla memoria del Grande Statista  Signor Presidente. Leri va salvata e Lei autorevolmente può farlo. Sono fiducioso che ciò possa avvenire.  Sarebbe anche la nostra profonda riconoscenza verso chi ha fatto veramente l'Italia partendo proprio dalle mura della sua casa di Leri; riconoscenza verso chi pensava più alle future generazioni che non alle future elezioni: il Conte di Cavour.

Le sono grato per avermi dedicato la Sua attenzione; confido molto in Lei. Con Ossequio  

Trino, 23 aprile 2017  

Giovanni Ravasenga (Consigliere Comunale di Trino)

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