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14/03/2016 - Trinese - Salute & Persona

TRINO - Ex Prolafer ed elettromagnetismo - Primi risultati dell'Osat

La relazione completa di questi due studi sarà consegnata al Sindaco e all'Amministrazione in aprile






TRINO - Ex Prolafer ed elettromagnetismo - Primi risultati dell'Osat
Ex Prolafer

La relazione completa di questi due studi sarà consegnata al Sindaco e all'Amministrazione in aprile.

Seguirà prima o dopo l’estate consueto incontro pubblico su questi temi  ed eventuali altre ricerche in corso.

Coorte Ex Operai Prolafer

Nella coorte Prolafer dal 1970 al 1991 sono stati raccolti 123 soggetti di cui 65 deceduti; all'interno di questo gruppo non rientrano coloro che hanno vissuto a Trino ma si sono poi trasferiti altrove e di cui non si conosce lo stato in vita o eventuale causa di morte.

L’età media di decesso è di 70 anni perciò  è stimabile che siano stati persi tra gli 8-10 anni di vita potenziali.

Sono state adoperate due tipologie di analisi statistica: una classica generando degli Smr rispetto al dato regionale del Piemonte dal 1980 al 2013 che non tratteremo in questa sede e una seconda analisi con modello di regressione dove abbiamo paragonato la coorte Prolafer con la coorte dei commercianti trinesi che risultata costituita da circa 240 soggetti.

Tale modello ha evidenziato eccessi statisticamente significativi con rischi intorno alle 6 volte in più rispetto ai commercianti per totale tumori, tumori al polmone, apparato respiratorio, tumori del colon-retto. Questa analisi che considerava anche l’effetto dell’età sul rischio, a differenza dell’analisi degli Smr, ha portato a un incremento ulteriore dell’eccesso epidemiologico in quanto la coorte dei commercianti risulta più anziana rispetto a quella degli addetti Prolafer.

Valori cosi elevati di rischio a nostro giudizio difficilmente potranno essere ridotti più di tanto anche nel momento in cui si potranno considerare fattori come il fumo e/o alcool.

Inoltre è auspicabile che le stime attuali di rischio siano sottostimate visti i dati parziali su cui è stata applicata l’analisi.

Coorte Traliccio Telecom Via Montegrappa - C.So Casale

La coorte ha considerato i residenti attuali e gli immigrati dal 1985 al 2013 e le cause di morte dal 1970 al 2013 per i gli indirizzi di via Montegrappa 2, 4 e 3; Corso Casale 2, Corso Cavour 86, 107, 109, 111, 113 e piazza Chauvigny.

La scelta di questi condomini è stata effettuata sulla base della documentazione fornita dal Comune e dalle diverse compagnie telefoniche, soprattutto per ciò che riguarda le stime del campo generato delle parabole radio tv.

Precisiamo che lo studio attuale ha il grosso limite di non poter supportare il dato sanitario ed epidemiologico a dati di misurazioni dirette dei campi elettromagnetici generati, misurazioni che il Comune effettuerà in un prossimo futuro.

Si precisa che la costruzione del traliccio risale al 1983/1984, mentre il cabinato Telecom alla sua base risale al 1959/1960.

Nell’analizzare tale piccola porzione di area c’è da considerare che essa si va a inserire in un quartiere limitrofo all’ex Fonderia Prolafer i cui danni di salute alla popolazione sono stati oggetto di un precedente studio e tuttora in fase di completamente per tutte le altre cause non considerate in precedenza.

In tutto sono stati raccolti 72 soggetti residenti dal 1985 al 2013 (esclusi gli emigrati) e 42 decessi per varie cause tumorali e non.

In letteratura, ad oggi, i tumori associati a campi elettromagnetici sono essenzialmente riconducibili  ai tumori del sangue (specie in età pediatrica), tumori celebrali, melanomi e neoplasie del testicolo.

La distribuzione dei decessi per anno e i relativi fattori di rischio in studio ci evidenzia come per le sedi tumorali sensibili sopra indicate a tali esposizioni  siano stati osservati solo 3 decessi (1 caso di leucemia, 1 di mieloma e 1 di tumore celebrale).

Per il caso di leucemia, il cui decesso è avvenuto nel 1980 in un soggetto  di 75 anni, è da escludere l’eventuale associazione col traliccio visto che la costruzione di quest’ultimo come già indicato inizialmente è avvenuto circa 4 anni dopo. 

Per il mieloma (soggetto di 80 anni) si è a conoscenza che il deceduto era un agricoltore perciò potenzialmente esposto a sostanze tossiche/cancerogene in ambito lavorativo .

Più interessante è il singolo caso di tumore celebrale in quanto la persona è giunta a risiedere nell’area dopo la chiusura della Fonderia ma purtroppo la non conoscenza dell’occupazione non ci permette di dare spiegazioni esaustive in merito.

Il cluster maggiormente meritevole di attenzione è quello dei tumori pancreatici: la prima considerazione è che i 3 casi sono tutti riguardanti il genere maschile e tutti presenti nei due condomini di via Montegrappa n°2 e 4 e ciò ci ha indirizzato a indagare sulle loro mansioni lavorative; l’ulteriore ricerca ha confermato che tutti e tre i casi esercitavano effettivamente occupazioni potenzialmente a rischio.

Per quanto attiene l’incremento dei tumori intestinali in particolare per quelli del colon-retto si è a conoscenza che la maggioranza dei soggetti deceduti (età media sopra i 75 anni) erano commercianti con l’attività spesso collocata nelle strette vicinanze della residenza stessa. L’assenza in questo caso di fattori di rischio occupazionali, la maggior distribuzione dei casi collocati tra il 1980 e la metà degli anni 90, ci fa verosimilmente correlare tale incremento all’andamento osservato nell’intera sezione 1 limitrofa all’area Ex Prolafer con esposizioni ambientali ed eventualmente l’uso di orti nell’area.

Concludendo pensiamo che tale area sia comunque da monitorare anche in attesa di misurazione dei campi elettromagnetici della zona; ad oggi ci sentiamo di affermare che l’indubbio eccesso di tumori in una popolazione cosi limitata sia dovuta sia alla collocazione di questo cluster all’interno di un’area già compromessa per la presenza dell’ex Fonderia Prolafer (e di eventuali altri fattori ad oggi sconosciuti) ma anche per la casualità/concomitanza che diversi uomini con esposizioni  più o meno marcate nella loro attività occupazionale fossero residenti nei due condomini in studio. Tali condizioni concomitanti e sovrapponibili tra di esse, a nostro avviso, può aver generato tale anomalo incremento già in una situazione micro ambientale di forte rischio .

L’assenza di tumori pediatrici/giovanili e di neoplasie certamente correlate a questi fattori di rischio rafforza questa nostra ipotesi anche se in tal senso il successivo studio dei ricoveri potrà dare conferma o meno di ciò vista l’alta percentuale di guarigione che fortunatamente hanno certe neoplasie negli individui pediatrici e giovanili.

Inoltre tali risultati verranno rivisitati alla luce dei dati che potranno emergere dai questionari in fase di raccolta.

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