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26/07/2013 - Trinese - Salute & Persona

TRINO - Anche i pazienti non autosufficienti hanno diritti - Nicola Bruno, nuovo presidente del Gruppo L’Associazione Culturale Gruppo Senza Sede interviene nuovamente su questo tema

La non autosufficienza è un serio problema sociale in aumento che continua ad essere sottovalutato, nonostante interessi 2 milioni ed 800mila famiglie italiane




TRINO - Anche i pazienti non autosufficienti hanno diritti - Nicola Bruno, nuovo presidente del Gruppo L’Associazione Culturale Gruppo Senza Sede interviene nuovamente su questo tema
La non autosufficienza è un serio problema

Tre ricoverate all'Ipab Sant'Antonio Abate, di 102, 92 e 90 anni, saranno oggetto di una nuova valutazione da parte dell’UVG, per assegnare lo status di “urgente”, “non urgente” e “differibile”. Centodue, novantadue e novanta anni non sono già da soli priorità urgenti? Una nuova valutazione medica, i cui costi andranno ad aggravare le pluri sbandierate difficoltà economiche della Sanità, sarà indispensabile per far gridare al miracolo della riconquistata autosufficienza delle tre vecchiette e di altri come loro, con un bel timbro “Differibile .... in Paradiso?”.  I progressi della medicina e della chirurgia hanno contribuito, negli ultimi decenni ad allungare la durata media della vita, ma l’invecchiamento accresce la fragilità dell’organismo nella sua interezza e sempre più persone sono colpite da patologie e/o handicap invalidanti che le rendono non autosufficienti. Queste condizioni, esigono da parte dei legislatori e degli Enti sottoposti, profonde riflessioni in merito ai principi etici e culturali su cui basare il riconoscimento delle loro effettive esigenze e dei diritti alle prestazioni socio-sanitarie, se possibile anche evitando di scadere nel ridicolo. In Piemonte, nonostante le ordinanze del TAR, abbiano dichiarato illegittime le liste di attesa che riguardano 30mila piemontesi non autosufficienti con diritto al ricovero in Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), alle prestazioni domiciliari ed alla frequenza dei centri diurni, la Giunta Cota continua ad ignorare sentenze e diritti esigibili e a non assicurare le risorse economiche agli Enti Gestori dei servizi socio-assistenziali, che fanno ricadere sugli utenti disservizi e carenze. Uno dei numerosi esempi riguarda tre ricoverate presso l’Ipab S.Antonio Abate di Trino, di 102, 92 e 90 anni che, (chiaramente non autosufficienti), a fronte di una richiesta di convenzione (pagamento delle quote sanitarie ed alberghiere) hanno ricevuto la seguente risposta da parte del Direttore Sanitario del Distretto di Casale:” Si segnala che con DGR nr.14-5999 del 25/06/2013 la Regione Piemonte ha stabilito gradi di priorità nella gestione delle liste di attesa assegnando agli utenti un grado di priorità suddiviso fra “urgente”, “non urgente” e “differibile”. La non autosufficienza è un serio problema sociale in aumento che continua ad essere sottovalutato, nonostante interessi 2 milioni ed 800mila famiglie italiane, farsene carico è prima di tutto un atto di civiltà ma l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa per la spesa sociale, nonostante sia in vigore la Legge 328 del 2000, che non  riesce ad essere operativa perché il Governo non stanzia i dovuti finanziamenti. Nella nostra Regione, nonostante il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), con le Ordinanze n. 381 e 609/2012 e 141/2013, abbia dichiarato illegittime le liste di attesa che riguardano 30mila piemontesi non autosufficienti con diritto al ricovero in Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), alle prestazioni domiciliari ed alla frequenza dei centri diurni, la Giunta Cota continua ad ignorare sentenze e diritti esigibili e a non assicurare le risorse economiche agli Enti Gestori dei servizi socio-assistenziali, che fanno ricadere sugli utenti disservizi e carenze. Uno dei numerosi esempi riguarda tre ricoverate presso l’Ipab S.Antonio Abate di Trino, di 102, 92 e 90 anni che, (chiaramente non autosufficienti), a fronte di una richiesta di convenzione (pagamento delle quote sanitarie ed alberghiere) hanno ricevuto la seguente risposta da parte del Direttore Sanitario del Distretto di Casale :”……si segnala che con DGR nr.14-5999 del 25/06/2013 la Regione Piemonte ha stabilito gradi di priorità nella gestione delle liste di attesa assegnando agli utenti un grado di priorità suddiviso fra “urgente”, “non urgente” e “differibile”.  I progressi della medicina e della chirurgia hanno contribuito, negli ultimi decenni,  ad allungare la durata media della vita, ma l’invecchiamento accresce la fragilità dell’ organismo nella sua interezza e sempre più persone sono colpite da patologie e/o handicap invalidanti che le rendono non autosufficienti. Queste condizioni, esigono da parte dei legislatori e degli Enti sottoposti, profonde riflessioni in merito ai principi etici e culturali su cui basare il riconoscimento delle loro effettive esigenze e dei diritti alle prestazioni socio-sanitarie, se possibile anche evitando di scadere nel ridicolo. La non autosufficienza è un serio problema sociale in aumento che continua ad essere sottovalutato, nonostante interessi 2 milioni ed 800mila famiglie italiane, farsene carico è prima di tutto un atto di civiltà ma l’ Italia è il fanalino di coda dell’ Europa per la spesa sociale, nonostante sia in vigore la Legge 328 del 2000, che non  riesce ad essere operativa perché il Governo non stanzia i dovuti finanziamenti. Nella nostra Regione, nonostante il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), con le Ordinanze n. 381 e 609/2012 e 141/2013, abbia dichiarato illegittime le liste di attesa che riguardano 30mila piemontesi non autosufficienti con diritto al ricovero in Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), alle prestazioni domiciliari ed alla frequenza dei centri diurni, la Giunta Cota continua ad ignorare sentenze e diritti esigibili ed a non assicurare le risorse economiche agli Enti Gestori dei servizi socio-assistenziali, che fanno ricadere sugli utenti disservizi e carenze. Uno dei numerosi esempi riguarda tre ricoverate presso l’Ipab S.Antonio Abate di Trino, di 102, 92 e 90 anni che, (chiaramente non autosufficienti), a fronte di una richiesta di convenzione (pagamento delle quote sanitarie ed alberghiere) hanno ricevuto la seguente risposta da parte del Direttore Sanitario del Distretto di Casale :”……si segnala che con DGR nr.14-5999 del 25/06/2013 la Regione Piemonte ha stabilito gradi di priorità nella gestione delle liste di attesa assegnando agli utenti un grado di priorità suddiviso fra “urgente”, “non urgente” e “differibile”. A breve sarà programmata una nuova valutazione da parte dell’ UVG. “  Con quale faccia  la Regione dirama la scaletta delle priorità relativamente a qualcosa di illegittimo, quali le liste di attesa (sentenza del TAR) ? E poi, centodue, novantadue e novanta anni non sono già da soli priorità urgenti ? Una nuova valutazione medica, i cui costi andranno ad aggravare le pluri sbandierate difficoltà economiche della sanità, sarà indispensabile per far gridare al miracolo della riconquistata autosufficienza delle tre vecchiette e di altri come loro, con un bel timbro “ Differibile...  In  paradiso ” ?



Trino, luglio 2013                                                             


Associazione culturale                                                                                            


Gruppo senza Sede


 


 


 


 

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