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07/05/2019 - Vercelli Città - Economia

TORINO, LIVIO DEZZANI APRE LE PORTE DI CONFINDUSTRIA PIEMONTE A KARIM - E da Torino pisciano tranquillamente in testa a Confindustria Vercelli ed ai loro associati ARaymond e Alsco - Ma intanto è tutta aria fritta

Intanto si potrà continuare a bluffare solo fino al 26 maggio -






TORINO, LIVIO DEZZANI APRE LE PORTE DI CONFINDUSTRIA PIEMONTE A KARIM - E da Torino pisciano tranquillamente in testa a Confindustria Vercelli ed ai loro associati ARaymond e Alsco - Ma intanto è tutta aria fritta
Livio Dezzani, nei panni di usciere di lusso di Karim e Farouk -

Con i buoni uffici di Livio Dezzani, loro consulente sin dalle prime apparizioni a Vercelli, Aprc si è introdotta in Confindustria Piemonte, dove la provincia di Vercelli ormai conta come il due di picche a briscola.

E, infatti, i lionesi hanno ottenuto che la Casamadre torinese pisciasse voluttuosamente in testa (sono metafore, ovvio) alla filiale di Vercelli.

Vercelli che non ha praticamente più nessuno nel Consiglio generale, posto che il Presidente dell’unione tra Novara, Vercelli e Vco vive e lavora tra Orta San Giulio e Romagnano.

Cos’è successo.

Si può tranquillamente dire: niente.

Come il nostro contatto francese aveva anticipato, nelle settimane scorse Karim Abdelloui e Farouk Ben Zegueba sono venuti in Italia, a Torino ed in Emilia Romagna (ovunque vi sia ancora un po’ di Pd) per cercare di colmare il gap di consenso ormai netto a Vercelli, sull’operazione in Area Pip.

Com’è noto, Confindustria Vercelli o ciò che ne rimane, avrebbe preferito che qui si insediassero la ARaymond di Carisio e la Alsco di Lodi.

In fondo, sono aziende iscritte all’Unione Industriale.

Ma proprio per questo destinate a soccombere, perché cosa gliene può importare a Torino e Novara di Aziende – loro iscritte – che vogliono insediarsi qui.

La Aprc ha proposto una sorta di convenzione, del tipo: quando costruiremo i capannoni, avremo un occhio di riguardo per le Imprese dell’Unione Industriale del Piemonte.

E hanno stilato un protocollo in tal senso.

Naturalmente, per ora, è un protocollo sul nulla, come tutto il resto.

Perché la Aprc non ha acquistato il terreno.

Cosa che potrà anche non fare mai.

Il compromesso siglato l’8 dicembre scorso con il Comune di Vercelli, infatti, concede alla società francese di vendere il contratto firmato con Palazzo Civico praticamente a chiunque, purchè entri a far parte del loro “gruppo”, locuzione che in linguaggio giuridico contrattuale non vuole dire niente.

Le parole che contano possono essere eventualmente “ha facoltà di cedere il contratto a Società controllate da Aprc”.

Non basta certo dire “gruppo”, se non per il gruppo vacanze  a Sharm.

***

Dal punto di vista della risposta alla domanda di sempre: ma con che soldi fareste questo investimento e, soprattutto, quali aziende pensate di portare qui, buio completo.

E proprio perché c’è il vuoto, un modo pratico per mascherare il vuoto è il segreto.

***

Quindi con Confindustria – pare che sia rimasto folgorato dalla capacità affabulatoria di Karim, il Direttore Paolo Balistrieri – un protocollo che, nelle speranze dei tifosi vercellesi di Aprc, forse potrebbe gettare un po’ di fumo negli occhi, fare vedere che questi sanno tessere relazioni.

Difficile credere che queste relazioni saranno sufficienti a riempire l’area.

Anche perché Confindustria Piemonte, se è vero che spera in qualche appalto per la costruzione dei futuribili capannoni, pare non ci provi neppure a mandare qui a Vercelli imprese – ad esempio – di Borgo San Dalmazzo.

***

Operazione, quindi, più che altro politica, che tuttavia lascia alcuni moniti.

Intanto: quando si parla di come sia bello unire Vercelli con Novara, fare gruppo eccetera eccetera, bisogna sapere che quasi sempre va a finire così: non si conta più una mazza di niente.

Qui, addirittura, invece che tutelare l’interesse delle proprie associate (ARaymond e Alsco) che avrebbero voluto (ma verranno, verranno, dopo il 26 maggio se vorranno venire potranno farlo) Confindustria Piemonte fa il gioco dei francesi, che per ora fanno quello che hanno dimostrato di saper fare egregiamente: promettono.

Forse il Direttore di Confindustria Piemonte, Balistrieri, avrà visto i Bilanci di Aprc e potrà dire ai suoi associati di Vercelli dove ha visto che l’azienda francese abbia o direttamente la provvista finanziaria, oppure possa attingere dal credito bancario assicurato dal sistema francese.


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