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26/05/2013 - Vercelli Città - Economia

TORINO - Salone del Libro, Lella Bassignana in rappresentanza della rete degli agrari piemontesi ha propostao il seminario "Le buone prassi di eccellenza”

Il settore formativo dell’istruzione agraria si presenta come uno dei più consolidati nel panorama tecnico agricolo italiano e affonda le sue radici nella tradizione del settore primario





TORINO - Salone del Libro, Lella Bassignana in rappresentanza della rete degli agrari piemontesi ha propostao il seminario "Le buone prassi di eccellenza”
Lella Bassignana

Lunedì 20 maggio nell’ambito degli incontri organizzati dal MIUR al Salone Internazionale del Libro di Torino,  si è svolto il seminario:” L’eccellenza dell’istruzione agraria in Piemonte” .



Relatore Lella Bassignana in rappresentanza della rete degli agrari piemontesi che  ha presentato: "Le buone prassi di eccellenza” dei 16 istituti agrari.


I nuovi Istituti Tecnici e Professionali Agrari – ha affermato Lella Bassignana nella sua relazione - sono scuole altamente formative che intercettano i bisogni di una società complessa nel più ampio quadro della dimensione europea e internazionale fornendo un  titolo di studio, che è:


in linea con le indicazioni europee (European Qualification Framework)


utile all’accesso nel mondo del lavoro


valido per tutte le facoltà universitarie


 I nuovi mercati occupazionali preferiscono i diplomati tecnici e professionali perché entrano prima nel mondo del lavoro e continuano a formarsi e sanno rispondere con più sicurezza ai cambiamenti del mercato del lavoro.


Le imprese, secondo i dati forniti dal  Ministero del Lavoro- Sistema informativo Excelsior - 2010 , chiedono  ai giovani competenze che si possono riassumere in: capacità di lavorare in gruppo e in autonomia, di risolvere problemi e di possedere abilità.


Il settore formativo dell’istruzione agraria si presenta come uno dei più consolidati nel panorama tecnico agricolo italiano e affonda le sue radici nella tradizione del settore primario. I bisogni formativi dei giovani e il tasso di disoccupazione deve spingere tutti i soggetti della formazione a modificare rigidità e schematismi per evitare duplicazioni di competenze e impostazioni non finalizzate.


Gli istituti agrari del Piemonte hanno eccellenze di sperimentazione, di ricerca, di multifunzionalità, di trasformazione dei prodotti che spaziano su quasi tutte le produzioni nazionali: riso, vino, nocciole, birra, formaggi, olivo, orticole, florovivaismo, zootecnia, frutticoltura, avicoli.”


I progetti realizzati nei diversi istituti hanno come obiettivo quello dell’imprenditorialità giovanile facendo prendere coscienza ai giovani di come debba cambiare l’approccio verso il lavoro “dal mito del posto fisso” al “lavoro in proprio”: questo nuovo modo di formare i giovani passa attraverso una “rivoluzione” culturale della scuola che ha come obiettivo primario quello di puntare ad una cultura globale; occorre formare diplomati con una accentuata propensione alla flessibilità, gli studenti devono continuamente misurare ciò che teoricamente studiano a scuola riguardo alle aziende con ciò che è la realtà del mondo del lavoro. Da alcuni anni si sta gradualmente tentando di ridurre il più possibile la distanza fra realtà produttive e scuola, che riscopre la sua funzione formativa e sociale.


 Nel 2010 – commenta Antonio Catania Dirigente USR Piemonte- i 16 dirigenti degli istituti agrari rappresentantivi di tutta dell’istruzione tecnica e professionale agraria piemontese in campo agricolo, agroalimentare e ambientale hanno sottoscritto un accordo istituendo la Rete degli Istituti Agarri del Piemonte  ( R.I.A.P.). L’accordo non nasceva dal nulla ma era il frutto di un cammino di condivisione di esperienze avviato dagli istituti agrari, a partire dal 2008, attorno ad alcuni progetti, come quello dell’educazione alla ruralità, che avevano fatto maturare l’idea di lavorare insieme con più continuità, soprattutto in questo delicato momento di attuazione della riforma della scuola secondaria superiore.”


Il protocollo d’intesa delinea le finalità della rete che ha per oggetto “il supporto e il sostegno alla didattica, alla ricerca, alla sperimentazione e alla progettazione formativa; la proposta di nuovi modelli organizzativi volti a sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione; la realizzazione di progetti e iniziative,rivolte all’utenza scolastica e non, per la sensibilizzazione circa le tematiche rurali e ambientali; il rafforzamento del raccordo tra gli obiettivi educativi della scuola, le esigenze del territorio e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo; lo sviluppo di metodologie innovative basate sull’utilizzo diffuso del laboratorio


a fini didattici in tutti gli ambiti disciplinari e un raccordo più stretto con il mondo del lavoro e delle


professioni e lo scambio di esperienze fra i soggetti aderenti.


Sono intervenuti al seminario l’ispettore Lupo in rappresentanza dell’USR e  Laura Tomatis dell’USR per il Piemonte - referente regionale per l’educazione ambientale e per “Cittadinanza e Costituzione”.

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