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30/10/2012 - Vercelli - Politica

TORINO - Autonomie Locali, Luca Pedrale chiede a gran voce: “La Regione ricorra alla Corte Costituzionale contro l’antipolitica”

“Il decreto – ha spiegato Pedrale – introduce due regole vergognose, che destituiscono definitivamente le Regioni dal loro ruolo"




TORINO - Autonomie Locali, Luca Pedrale chiede a gran voce: “La Regione ricorra alla Corte Costituzionale contro l’antipolitica”
Luca Pedrale

“Attraverso un’evidente diminuzione delle competenze, che vengono ricondotte a livello centrale, il governo Monti ha riportato le lancette della politica indietro di cinquant’anni.”



Con queste parole Luca Pedrale, presidente del Gruppo consiliare regionale del Pdl, ha presentato, questa mattina nell’Aula di Palazzo Lascaris, l’ordine del giorno (condiviso da Pdl, Gruppo Misto, Pensionati e Verdi-Verdi) che impegna la Giunta regionale a proporre ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante “Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012”.


Questo decreto – ha spiegato Pedrale – introduce due regole vergognose, che destituiscono definitivamente le Regioni dal loro ruolo: saranno infatti obbligate a recepire questo documento a fronte della minaccia non solo di un’ampia diminuzione dei trasferimenti, che affosseranno i settori della sanità e dei trasporti, ma anche attraverso il ricatto di ulteriori sanzioni che ricadrebbero direttamente sui Consiglieri regionali, quasi fossimo delle belve da catturare, da ingabbiare e da ridurre il più possibile al silenzio, raggiungendo un livello di accanimento contro la politica regionale e gli Enti locali che è davvero eccezionale ed eccessivo”.


Prima i Comuni, poi le Province e ora le Regioni – ha proseguito il presidente del Pdl – stanno subendo un forte attacco, che mira a limitare l’autonomia e a consegnare tutte le competenze nelle mani di un Governo che, in questo caso, non è eletto da nessuno e non ha alcun consenso popolare”.


“Tutto questo – ha affermato ancora Pedrale – si svolge tra l’indifferenza e la complicità di alcuni parlamentari regionali, tranne qualche lodevole eccezione, i quali non ricordano che l’autonomia e il federalismo in Italia hanno avuto grandi meriti e successi e che non possono essere alcuni scandali e episodi di malversazione, per quanto gravi, a interrompere un processo storico di federalismo regionale che ha portato, nel 2001, alla riforma del Titolo V della Costituzione”.


 Non è con manovre di questo tipo – ha concluso Pedrale - che si combatte l’antipolitica. Tutto questo, anzi, non può far altro che accrescere l’antipolitica stessa e far proliferare certe forze che sull’antipolitica stanno facendo fortuna, consegnando il Paese in mano a governi sempre meno interessati alle necessità della gente e sempre più soggetti al giogo delle banche”.

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